SIMON TOYNE.
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LA PREDESTINATA.
Parte 2.
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HarperCollins Italia, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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PARTE TERZA.
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Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e custodiscono le cose
che vi sono scritte: il tempo infatti  vicino.
Libro della Rivelazione, 1:3
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Capitolo 47.
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Badiyat ash-Sham, governatorato di Al-Anbar, Iraq occidentale.
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NIENTE al mondo era paragonabile a una notte nel deserto.
La stessa aria rarefatta che offriva cos poca protezione dal sole infernale di giorno, al calare
delle tenebre lasciava passare il freddo assoluto dello spazio. E poi cerano le stelle: miliardi di stelle
che riempivano il cielo di puntini luminosi e proiettavano su ogni cosa un bagliore impercettibile. I
beduini usavano le stelle per viaggiare di notte, gli occhi abituati a cogliere luci che gli abitanti delle
citt non avrebbero mai potuto percepire. Lo Spettro si serviva di questa capacit per trovare la strada
sul terreno pietroso e i sentieri di ghiaia, seguendo la linea del dorso del Dragone nel luogo che i
beduini chiamavano la terra della sete e del terrore.
Il Badiyat ash-Sham, o deserto siriano, era un nulla di oltre mezzo milione di chilometri
quadrati, steso sulla terra come una ferita incrostata che dalla Siria debordava nellIraq occidentale,
nella Giordania e nellArabia Saudita. Non cerano insediamenti nel cuore del deserto, n strade vere e
proprie. Durante la guerra dellIraq, gli insorti erano retrocessi fin l, servendosi dellancestrale
brutalit del deserto come loro principale arma di difesa contro la potenza tecnologica delle moderne
macchine da guerra. E aveva funzionato: i motori si rompevano, le tempeste di sabbia bloccavano a
terra le forze aeree, persino lavanzatissimo sistema di visione termica poteva essere accecato
adottando la semplice tattica di sdraiarsi sotto una coperta su una roccia calda. Era impossibile
combattere contro gente che aveva la terra e la natura dalla propria parte.
Gli insorti avevano utilizzato il deserto come loro principale base operativa, rifornendosi di
uomini ed equipaggiamenti grazie al costante flusso proveniente dalla Siria, confine incontrollabile e
facile a varcarsi. Solo dopo che gli invasori ebbero preso tutte le citt, gli insorti erano ritornati, per
attaccare il nuovo governo con le pi tradizionali strategie terroristiche, come bombe improvvisate e la
minaccia di rapimenti. Cos il deserto era di nuovo deserto; eppure, percorrendolo nella notte, lo Spirito
cominci ad avere la sensazione di non essere solo.
Scorse i primi indizi di qualcosa fuori posto qualche ora prima dellalba, quando il freddo aveva
reso laria limpida come cristallo e la luna cominciava a sorgere. Si trattava di una sagoma scura in
lontananza, che si stagliava contro lorizzonte altrimenti piatto. Smontato da cavallo, lo Spirito si
avvicin a piedi, tenendosi basso in modo che nessuno potesse individuare con visori termici il suo
profilo contro il cielo gelido.
Scopr che in realt la sagoma scura era unombra, proiettata dalla luna e da un alto cumulo di
rocce e terra accanto a un buco nel suolo. Lo Spirito si abbass ancora di pi e avanz lentamente,
fermandosi a tratti per ascoltare il vuoto silenzio, rotto solo dallintermittente sussurro della brezza
notturna che soffiava contro i margini irregolari del cumulo.
Il buco era profondo soltanto un metro circa, decisamente troppo poco per giustificare le
dimensioni di quel monticello di detriti che proiettava unombra tanto lunga. Al centro del buco cera
una roccia grande quando unautomobile, parzialmente dissotterrata e poi abbandonata, come se chi ci
stava lavorando avesse improvvisamente perso linteresse. Lo Spirito si spost verso la pila di detriti e
con cautela si arrampic abbastanza in alto per poter godere di una buona vista sul terreno circostante.
Cerano molti altri buchi sparsi in giro, tutti pi o meno delle stesse dimensioni e profondit, e
tutti con dentro una grande roccia semidissotterrata. Sembrava quasi che un animale enorme fosse
andato in giro a scavare alla ricerca di qualcosa che aveva perso. Uno dei buchi era notevolmente pi
ampio degli altri. Lo Spirito scese dal cumulo di detriti e si diresse l per indagare.
Era uno scavo profondo circa tre metri, con una rampa ricavata nella terra che vi scendeva a
spirale, grande abbastanza per percorrerla a cavallo. Sul fondo cera una zona irregolare e nera,
lentrata di una caverna. Una delle peculiarit del deserto siriano era proprio quella di essere
attraversato da un gigantesco sistema di gallerie sotterranee, scavate milioni di anni prima dallacqua
che scorreva tra le rocce sedimentarie: ci si potevano nascondere interi battaglioni di uomini con
relativo equipaggiamento, se si sapeva dove trovarle. Era una delle ragioni per cui lo Spirito era riuscito
a sfuggire alla cattura per tanto tempo. Se chi aveva scavato i buchi era ancora da quelle parti, di certo
si trovava l dentro, a dormire nella caverna, protetto dal freddo della notte desertica.
Lo Spirito rimase a guardare per un po, ma non vide movimenti eccetto quello della luce lunare
mentre la terra, lentamente, girava. Nellaria non cera odore di legna bruciata a indicare la presenza di
uomini: chiunque avesse scavato quei buchi, e per qualunque motivo lo avesse fatto, se nera andato.
Lo Spirito percorse il bordo del cratere, poi scese lungo la rampa sorvegliando loscurit vellutata della
caverna con gli occhi ormai abituati alla notte. Arrivato dentro, ascolt i rumori attutiti, poi prese dalla
tasca una piccola torcia e laccese.
La minuscola lampadina si illumin con la potenza di unesplosione nucleare, costringendolo a
proteggersi gli occhi. La caverna era deserta, nessun segno che fosse abitata o altro. Scavare fin l
doveva aver richiesto molto tempo e molte risorse, e dato che non cera niente che avesse un valore
archeologico o minerario, la ragione doveva essere unaltra. Il fatto che le caverne fossero deserte e
vuote lasciava pensare che fossero state portate alla luce per metterci dentro qualcosa, oppure
contenevano qualcosa che adesso era stato portato via. Lo Spirito diede un ultimo, lungo sguardo, poi
spense la torcia e usc.
La notte ora sembrava pi scura, e lui dovette battere le palpebre per recuperare la visione
notturna mentre usciva dal cratere e studiava il terreno. Riusc a individuare orme nella polvere che
tracciavano un percorso lungo il bordo e convergevano in unarea dove solchi pi profondi e marcati si
allontanavano nel deserto verso lorizzonte orientale, verso lalba che gi cominciava a illuminare il
cielo. Lo Spirito punt gli occhi in quella direzione e controll le stelle. Cera qualcosa che non
andava: in quel periodo dellanno il sole sorgeva nella costellazione dei Gemelli, ma la chiazza di luce
era pi a destra. Quella non era lalba, era qualcosaltro, qualcosa di tanto grande da inquinare la
perfetta oscurit del deserto.
E cera una sola cosa tanto luminosa da poterlo fare, a quella distanza. Doveva trattarsi di un
insediamento.
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Capitolo 48.
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Newark, New Jersey, Stati Uniti.
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ERA luna passata quando Liv super il controllo passaporti dellaeroporto internazionale di
Newark. Era riuscita chiss come a rimanere sveglia per tutte le dodici ore di volo; forse erano stati i
caff e la paura di ci che sarebbe potuto succedere se si fosse addormentata. Quindi era tesa e irritata,
quasi allucinata per la stanchezza, quando usc nella luminosit abbacinante del grande atrio
semideserto.
Un inserviente spingeva uningombrante macchina pulitrice sul pavimento, con un valzer lento
e depresso, mentre passeggeri catatonici assistevano dallunica caffetteria aperta, sorseggiando lucidit
dai bicchierini di carta. Alcuni autisti in divisa formavano una sorta di comitato di accoglienza,
reggendo cartelli con una variet di nomi, scritti in una variet di grafie. Per Liv fu una specie di dj
vu: quando era sbarcata in Turchia, oltre dieci giorni prima, aveva letto il proprio nome su quei cartelli
di benvenuto, la prima volta che aveva visto Gabriel. Osserv la fila di volti dallespressione
interrogativa, ben sapendo che lui non poteva essere tra loro, ma cercandolo ugualmente. Lo conosceva
a malapena, per sentiva la sua mancanza.
Si diresse alluscita, con una marcia in pi rispetto agli altri passeggeri, dato che era senza
bagaglio. La notte trasformava le porte a vetri in specchi scuri, e Liv quasi non si riconobbe
nellavvicinarsi: vide bene i cerchi scuri intorno agli occhi e gli abiti che ricadevano abbondanti sul suo
corpo gi magrissimo. Pareva unaltra persona rispetto a quella che era partita dallo stesso aeroporto.
Ancora un passo verso quellimmagine straniera di s e le porte scorrevoli si aprirono, cancellandola e
mostrando la notte.
Anche Dick aveva battuto in velocit la folla, pure lui senza bagaglio per essere pi libero.
Alcuni ex detenuti, una volta fuori, si circondavano di montagne di oggetti, ma a lui sembrava solo un
modo per costruirsi un altro tipo di prigione. Lui preferiva potersela filare in qualunque momento da
qualunque posto, senza preavviso e senza doversi preoccupare di chi o che cosa si lasciava alle spalle:
quella era la vera libert. Non gli importava molto dei sentimenti degli altri, altrimenti non sarebbe
stato in grado di svolgere il suo lavoro.
Attravers rapido latrio, tenendosi a debita distanza da Liv. Con la coda dellocchio non la
perdeva di vista, e intanto controllava il cellulare per sembrare un uomo daffari spossato dal viaggio e
schiavo del BlackBerry. Quando Liv usc dalla porta, lui allung il passo. Grazie alla differenza di fuso
orario erano sbarcarti a Newark al momento giusto: quella era statisticamente lora pi tranquilla del
giorno, e con meno gente in giro cerano pi occasioni.
Fuori faceva pi freddo di quanto si aspettasse, e anche questo giocava a suo favore: il freddo
spingeva la gente a muoversi in fretta o a stare in casa.
Se-ren-di-pi-t.
Dick esamin larea, in cerca di zone buie e possibili testimoni. Alcuni tassisti erano chiusi
nelle loro auto, con il riscaldamento e il motore accesi. Il pi vicino gli rivolse uno sguardo speranzoso,
ma Dick lo ignor e quello torn al suo giornale. I capelli biondi della ragazza spiccavano nel buio, resi
pi brillanti dalla fastidiosa luce delle lampade al sodio. Stava andando alla fermata dellautobus; se
fosse riuscita a salirci, per lui sarebbe stato un problema. Si sarebbe visto obbligato a fare altrettanto
per non perderla, ma con il rischio che lei lo riconoscesse. E non voleva spaventarla, almeno non
ancora.
Dick oltrepass la fila dei taxi posteggiati, sempre con gli occhi fissi sul cellulare, ma in realt
controllando i sistemi di sicurezza. Dopo l11 settembre tutti gli aeroporti si erano riempiti di
telecamere, non ci si poteva nemmeno grattare il naso senza che qualche agente della sicurezza vi
assistesse da cinque angolazioni diverse. Fortunatamente la ragazza si era allontanata dallentrata, dove
era puntata la maggior parte delle telecamere. Pareva quasi che si stesse offrendo al sacrificio. Dick
aveva sperato di incontrarla da solo, parlare un po con lei, ma non poteva perdere quelloccasione, con
i tassisti tutti concentrati sulle porte di entrata nella speranza di un cliente, le telecamere puntate altrove
e nessuno in giro. La ragazza si ferm alla pensilina della fermata e guard la strada deserta. Nessun
autobus. Nessun altro in attesa.
Dick si decise ad agire.
Pass tra due taxi posteggiati e si diresse verso di lei, sperando di concludere il lavoro prima
che altri passeggeri cominciassero a uscire dalledificio. Durante il volo era rimasto a lungo a guardare
la nuca della ragazza intenta a leggere il suo libro, figurandosi il profilo sottile del collo, aprendo e
chiudendo le mani in grembo mentre pensava di stringergliele intorno. Si era immaginato il rumore che
avrebbe fatto spezzandosi. Tac... come un grissino, o lo stelo di un calice.
Raggiunse lo spartitraffico centrale e lei alz gli occhi. Era cos minuta al suo confronto che
Dick pens di mettersi davanti a lei e di nasconderla alla vista. Nessuno lo avrebbe sentito domandare a
che ora sarebbe arrivato lautobus, nessuno lo avrebbe visto spezzare il collo della ragazza appena
apriva bocca per rispondergli. Stava percorrendo gli ultimi pochi metri quando lei si volt dallaltra
parte e fece qualcosa di assolutamente inaspettato.
Agit la mano in un gesto di saluto o di richiamo.
Dick guard lungo la strada per capire a chi o a che cosa si rivolgesse e vide una coppia di fari
avvicinarsi velocemente. Di solito le auto private non potevano circolare nelle corsie preferenziali degli
autobus, per man mano che si avvicinava Dick cap perch quella poteva: era unauto della polizia.
Si port il telefono allorecchio e super la ragazza, diretto al posteggio privato a pagamento,
frugandosi in tasca in cerca di chiavi inesistenti. Un uomo daffari come tanti che tornava da un
viaggio.
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Capitolo 49.
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LIV mont a bordo dellauto della polizia e chiuse lo sportello.
Accidenti, Liv, hai un aspetto orribile!
Lei guard il viso paffuto del sergente Ski Williams e sorrise. Per la prima volta da giorni
sentiva dire qualcosa a cui poteva davvero credere.
Mi dispiace per lora, rispose, allacciandosi la cintura mentre lauto si allontanava dal
marciapiede. Non avevo calcolato la differenza di fuso orario quanto ho telefonato.
Lui liquid le scuse con un gesto tranquillo e tenne gli occhi fissi sulla strada.
Liv conosceva Ski Williams da quasi dieci anni, ormai. Il suo vero nome era William
Godlewski, ma come molti poliziotti polacchi lo aveva abbreviato e invertito, per non dover combattere
con quel cognome impronunciabile. Lo aveva conosciuto in occasione di uno dei suoi primi incarichi
ufficiali come giornalista, e allepoca anche lui era un novellino; forse per questo erano andati subito
daccordo, due principianti che cercano di trovare la propria strada in un mondo di adulti. La stupiva
che dopo tutto quel tempo lui fosse ancora sergente; era di gran lunga uno dei migliori poliziotti che
conoscesse, ma nello studio era un disastro: era stato bocciato allesame da investigatore per ben tre
volte di fila. Ed era anche un disastro come ruffiano, era proprio negato. Sapeva benissimo che blandire
le persone giuste era utilissimo per fare carriera, ma se riteneva che un capitano fosse uno stronzo
glielo diceva. La sua incapacit di scendere a compromessi era al contempo nobile e irritante. Per
questo motivo Liv, dalla Turchia, aveva chiamato lui per chiedergli se poteva andare a prenderla. Era
uno della vecchia scuola, come gli Intoccabili, e non cera persona di cui si fidasse di pi.
Allora, vuoi raccontarmi qualcosa o no? Sei sui giornali da giorni, ormai. Quando ti ho visto l
sul marciapiede non sapevo bene se offrirti un passaggio o chiederti un autografo.
Liv si cal il berretto da baseball sugli occhi e sprofond nel sedile. Non aveva pensato che tutte
le cose successe a Ruin fossero arrivate anche sui notiziari americani: di solito non cera spazio per le
vicende estere, a meno che non si trattasse di guerre in cui perdevano la vita degli americani.
Che coshai saputo?
Pare che su di te incomba una specie di maledizione o roba del genere. Tutti quelli con cui
parli finiscono male. Qui abbiamo avuto due omicidi che potrebbero essere collegati alle tue avventure
oltreoceano, o forse no. Sono stato un pazzo a farti salire in auto. Allora, che cos successo? Hai
scoperto che cosa tengono dentro quella Montagna?
Non lo so.
Oh, ma dai.
Sinceramente, non me lo ricordo.
Liv ripens al sogno che laveva spaventata al punto da decidere di restare sveglia per tutto il
viaggio piuttosto che rischiare di rifarlo. Uno dei due omicidi a cui Ski aveva accennato era quello del
suo capo: ucciso semplicemente perch aveva parlato con lei. Forse era davvero vittima di una
maledizione.
Senti, Ski, portami a casa e ti racconter tutto. Magari parlarne potrebbe aiutarmi a capire
qualcosa che mi sfugge. E poi ho bisogno di una doccia e di cambiarmi.
Portarti a casa... disse Ski con voce piatta, lasciando la frase incompleta.
Liv not la sua espressione preoccupata. Laveva gi vista altre volte. Data la sua inossidabile
sincerit, Ski era il peggior bugiardo che avesse mai conosciuto: quella era la faccia che faceva quando
doveva dare a qualcuno una notizia davvero brutta.
Dimmi, lo sollecit.
Ski scosse la testa. Probabilmente  pi facile mostratelo.
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Capitolo 50.
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DICK balz sul primo taxi e invent al tassista una storia su un suo amico che era appena stato
arrestato. Luomo parlava un inglese approssimativo, ma cap quanto bastava, e ora stava seguendo
lauto della polizia a distanza di sicurezza. Di tanto in tanto Dick alzava gli occhi per assicurarsi che
lauto fosse sempre l, e nel frattempo scriveva une-mail con tutti i particolari di quanto era accaduto
fino a quel momento. Aveva letto lincartamento della ragazza, e sapeva che era una giornalista di
cronaca nera, quindi immagin che a darle un passaggio fosse stato un suo conoscente; non sembrava
un servizio di scorta, troppo informale. Magari era il suo fidanzato, il che sarebbe stata una pessima
notizia per lui: Dick aveva un programma da rispettare, e chiunque si mettesse di mezzo sarebbe
diventato un danno collaterale. In ogni caso, sperava che portasse la ragazza in un luogo tranquillo,
magari un edificio con un seminterrato, che sarebbe stato lideale.
Fin di scrivere e rilesse le-mail, controllando di non aver omesso alcun particolare. Poi alleg
la fotografia che aveva scattato al libro che la ragazza aveva letto durante il volo. Magari non era
importante, ma non stava a lui dirlo. Soddisfatto, premette INVIO e rimase a guardare il display finch
le-mail non fu partita.
Pi avanti, lauto della polizia usc dalla superstrada e imbocc la McCarter Highway. Non
cera molto traffico a quellora della notte, ed era facile starle dietro. Disse al tassista di distanziarsi un
po. Dopo un chilometro e mezzo circa, lauto svolt in unaltra strada; il tassista acceler, ma Dick gli
disse di non farlo: aveva notato che erano diretti a est, nel quartiere di Ironbound, e si era ricordato di
una cosa che aveva letto nellincartamento della ragazza, e che gli aveva suggerito dove fosse diretta.
Bentornata a casa, mormor, a voce cos bassa che solo lui pot sentirlo. Bentornata a casa.
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Capitolo 51.
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Badiyat ash-Sham, governatorato di Al-Anbar
STAVA sorgendo la vera alba quando lo Spirito arriv abbastanza vicino al nucleo di luce per
capire che cosa fosse. Aveva raggiunto lobiettivo tenendosi nascosto dietro i rilievi del terreno e quel
che rimaneva della notte, e adesso era sdraiato su un rilievo naturale poco oltre lorlo di un
avvallamento, e poteva osservare linsediamento con il binocolo.
A prima vista non gli parve niente di particolare, sembrava uno dei mille pozzi petroliferi che
dopo la guerra erano spuntati ovunque come funghi in vaste aree del Paese. Al centro cera una torre di
trivellazione alta e sottile, una serie di edifici dalle pareti argentate per ospitare gli operai, e un grande
deposito coperto per i veicoli e i rifornimenti. Dalla parte opposta dellinsediamento cera una
piattaforma di cemento, con una grande H dipinta sopra che indicava il punto di atterraggio degli
elicotteri, anche se in quel momento non ce nerano.
Pareva tutto normale, eppure qualcosa non tornava.
Tanto per cominciare, il sito non si trovava su un giacimento: non cerano attivit di
trivellazione intorno per un raggio di almeno cento chilometri, ed era tutto troppo pulito. Le
attrezzature per la trivellazione esplorativa venivano spostate di sito in sito, e solitamente portavano i
segni lasciati dal petrolio e da anni di esposizione a fenomeni meteorologici estremi in luoghi
dimenticati da Dio. Queste attrezzature erano nuove di zecca e scintillanti, come appena arrivate
direttamente dalla fabbrica, tolte dagli imballaggi e piazzate l nel deserto, quasi fosse un parco di
divertimenti tematico invece di un sito di trivellazione. Evidentemente in funzione, la trivella girava,
ma non cera petrolio nelle due vasche di stoccaggio.
La Spirito si ricordava di una spedizione governativa che sette o otto anni prima era andata l a
scavare pozzi, ma non trovando nulla si era spostata rapidamente altrove. Tutto ci compariva sui
registri pubblici, e pareva improbabile che una compagnia riuscisse ora dove altri avevano fallito,
specialmente con le moderne tecnologie utilizzate per individuare il petrolio: fino a una certa
profondit era possibile scoprire che cosa cera sottoterra grazie a strumenti sismici, e oltre quella
profondit era comunque troppo costoso trivellare.
Ci che davvero lo insospett fu la portata dei sistemi di sicurezza. LIraq era ancora un luogo
pericoloso, e tutte le compagnie occidentali erano obbligate a qualche forma di sorveglianza, anche
solo per dissuadere gli opportunisti intenzionati a rapire qualche loro dipendente per poi chiedere
riscatti esorbitanti. Ma l i sistemi di sicurezza erano esagerati: due recinzioni di filo spinato correvano
lungo il perimetro dellinsediamento, e due cancelli di acciaio ne sbarravano lentrata. Cerano torri di
guardia ai quattro angoli, tutte con piattaforme armate in cima, protette da pannelli laterali dalle cui
feritoie si intravedevano le mitragliatrici. Si trattava di M60 Mk43, le preferite dellesercito
statunitense. Con una portata effettiva di circa mille metri, e un fuoco continuato pari a seicento
proiettili al minuto, erano tranquillamente in grado di fermare qualunque veicolo in avvicinamento,
persino blindato, prima che arrivasse ai cancelli. Ci che potevano fare a un uomo era indicibile. Non
aveva senso che una simile dotazione di artiglieria pesante venisse impiegata per proteggere quello che
da fuori sembrava solo un pozzo secco. Doveva esserci dellaltro, qualcosa di tale valore da giustificare
quel piccolo esercito equipaggiato con mezzi letali.
Lo Spirito si lasci scivolare gi per il pendio e si avvicin. Prestando attenzione agli uomini
sulle torri, che sorvegliavano distrattamente il territorio circostante tenendo le mani sulle mitragliatrici,
si avvicin pi che pot e poi torn a nascondersi in un punto da cui poteva osservare.
Adesso sentiva anche i rumori che arrivavano dallinsediamento: il clangore della trivella che
girava, il ronzio dei motori e dei condizionatori daria, le voci che parlavano un misto di arabo e di
inglese.
Un gruppetto di uomini in tuta bianca usc dalledificio principale e si diresse alla trivella, dove
altri li aspettavano per il cambio turno. Anche in cima alle torri ci fu un avvicendamento, sfalsato di
qualche minuto per torre in modo che linsediamento non rimanesse scoperto anche solo per pochi
istanti. Tutto avvenne in modo molto fluido e professionale, e proprio per questo gli parve ancora pi
strano.
Lo Spirito continu a osservare, facendosi un quadro operativo del luogo. Il sole sarebbe sorto
presto, e lui avrebbe dovuto sgattaiolare via per non essere visto. Stava per cambiare posizione quando
il rumore di un motore diesel spezz il ronzio costante di macchinari a basso regime, e tre jeep uscirono
dallautorimessa. Si portarono davanti alledificio principale e rimasero in attesa.
Altri uomini uscirono dalledificio e montarono sulle jeep. Quelli davanti avevano le stesse tute
bianche degli operai alla trivella e portavano pale e picconi. Quelli dietro indossavano le stesse
mimetiche delle guardie sulle torri, e la jeep su cui salirono era dotata di pianale posteriore e M60 sul
tettuccio. Era una formazione standard: esploratori sacrificabili davanti, sicurezza dietro, VIP al centro.
E fu su questultimo gruppetto che si concentr lo Spirito.
Erano in tre, due occidentali e un iracheno, in ampi abiti color kaki e sabbia, ben pasciuti e fuori
forma. Due avevano la barba e i capelli lunghi spuntavano da sotto i cappelli parasole scoloriti: civili,
evidentemente, e dal modo in cui si comportavano e parlavano con gli autisti erano altrettanto
evidentemente i capi. Liracheno pareva quello pi alto in grado, e aveva qualcosa di familiare, bench
la distanza e la barba non consentissero di vedere bene il suo viso. Poi un altro uomo usc dallombra
delledificio, e allora un importante pezzo del puzzle and al suo posto. Luomo si avvicin al capo del
gruppo, gli parl per qualche istante, guard lorologio e fece un cenno verso la torre del cancello
principale.
La prima delle due barriere di acciaio si apr, e il convoglio si avvi fermandosi nella terra di
nessuno tra le due recinzioni di filo spinato fin quando il primo cancello fu di nuovo chiuso. Solo allora
il secondo si apr per lasciarli uscire sulla pista di terra che lo Spirito aveva seguito per arrivare l.
Luomo rimasto dentro li guard andare via, poi scrut il terreno circostante. Si sofferm, rivolto nella
direzione dello Spirito, e per un attimo i due parvero guardarsi negli occhi, anche se lo Spirito sapeva
bene di non essere visibile. Poi Hyde si volt e se ne and, sparendo nel guscio lucente delledificio
principale.
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Capitolo 52.
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Newark.
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LA prima cosa che Liv vide quando svoltarono nella sua via fu il nastro di plastica della polizia
che sventolava sulla strada. Il vento che soffiava dal fiume laveva strappato da un lato, e ora guizzava
da una parte allaltra come un serpente giallo e nero. Ski si ferm accanto al marciapiede bloccando il
nastro con le ruote dellauto, poi spense il motore. Nellimprovviso silenzio, si udiva la plastica sbattere
e frusciare sotto il pianale.
Riteniamo che lautore dei due omicidi sia colpevole anche di questo, spieg Ski. Meno
male che non ceri, eh?
Liv non rispose, non ci riusc. Era cos impaziente di tornare a casa per dare un senso a tutto
quanto, e ora che finalmente cera arrivata non trovava altro che caos e distruzione.
La sua casa non cera pi.
Le assi bianche di legno che rivestivano lesterno delledificio erano bruciacchiate tutto intorno
alle finestre, e i vetri giacevano a terra in mucchietti di cocci scintillanti. Liv apr lo sportello e usc nel
vento gelido. Sentiva ancora nellaria lodore del legno bruciato e della cenere. Anche Ski scese e la
raggiunse sul marciapiede.
Che cos successo ai signori Da Costa? gli domand, indicando con un cenno del capo le
finestre distrutte al primo piano.
Stanno bene, erano al lavoro quando  successo. Lincendio  cominciato verso le tre del
pomeriggio. Ledificio  stato dichiarato inagibile; adesso sono ospitati da amici e famigliari, in attesa
che lassicurazione li rimborsi.
Un altro pezzo di nastro di plastica era fissato su un pannello di compensato inchiodato al posto
della porta di casa, e proseguiva lungo la recinzione che delimitava il minuscolo giardino, quello che
pi di ogni altra cosa laveva spinta a scegliere lappartamento.
Quando si era trasferita l, cera un cortile di cemento macchiato di olio dalla Harley del
precedente inquilino. Lei lo aveva smantellato tutto da sola, scoprendo la terra e seminandola di erbe e
arbusti locali, riportandola allaspetto che doveva avere prima di essere occupata dagli uomini. Si era
sdraiata spesso sul pezzetto di prato al centro del piccolo giardino, a guardare il cielo - da quella
posizione strategica ledera impediva la vista di un muro, e i rami del ciliegio quella dellaltro -
immaginando di trovarsi in unantica foresta, lontanissima da tutti i problemi della vita moderna.
Anche lappartamento era pieno di verde, eredit di un padre appassionato di orticoltura
organica che le aveva insegnato i nomi di tutte le piante insieme con lalfabeto. A lui era sempre parso
strano che la figlia fosse diventata giornalista in una grande citt e che abitasse in una giungla di
cemento, quando portava la terra nel cuore. Forse era stato un modo di ribellarsi, o forse era una
ficcanaso per natura, in ogni caso il suo appartamento, con le piante e i fiori e il profumo intenso della
terra e dellossigeno, era il suo santuario, la sua casa.
E adesso qualcuno glielaveva portato via. Si avvicin e tolse parte del nastro, entrando nel
giardino distrutto da una breccia nella recinzione.
Al centro cera un grande mucchio di mobili anneriti dal fuoco: un tavolo scheggiato ereditato
da suo padre, parti di libri bruciati, un materasso con brandelli di un lenzuolo ad angoli e qualche
fotografia incorniciata, danneggiata dal fumo ma ancora riconoscibile. Ne raccolse una: ritraeva lei
raggiante, su una barca a remi al lago di Central Park. Accanto cera Samuel. Per un attimo prov
rabbia nei riguardi del fratello, per aver causato tanta distruzione e averla lasciata sola al mondo tra i
resti carbonizzati della sua vita precedente. Ma era troppo stanca per restare arrabbiata a lungo. Era
troppo stanca per fare qualunque cosa, e si sarebbe sdraiata anche l, nel fango, se Ski non lavesse
stretta in un ruvido ma sincero abbraccio. Singhiozz sulla sua spalla, sentendosi infelice e sola, e
respirando il suo odore confortante.
Coraggio, le disse Ski accarezzandole goffamente la schiena, dimentica tutto. Hai un posto
dove andare, o qualcuno da chiamare a parte me? Liv scosse la testa. Ski la strinse cercando qualcosa
da dire che la facesse stare meglio. Non era bravo a parlare, nemmeno nei momenti migliori, e quello
non lo era di certo. Ti direi di stare da me, le propose, ma mia madre ti farebbe diventare pazza con
tutte le sue domande. Ti ha visto al telegiornale, per lei sei una specie di celebrit; probabilmente
inviterebbe a casa le sue amiche e tutto il resto. Vieni, saliamo in macchina, qui fuori si gela. Piangere
non ti restituir niente di questa roba. Vediamo se riesco a trovarti una sistemazione.
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Capitolo 53.
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LE tre del mattino a Newark.
Le nove del mattino a Citt del Vaticano.
La notizia di un terremoto era stata trasmessa dai telegiornali internazionali la sera prima, a
tarda ora, insieme con voci non confermate secondo le quali alcuni sopravvissuti della Cittadella erano
tra le vittime. Clementi aveva trascorso la sera e gran parte della notte a verificare i suoi canali di
comunicazione segreti in attesa di informazioni, impaziente di avere la conferma che la minaccia alla
sua impresa era stata eliminata. Alla fine la stanchezza lo aveva vinto ed era andato a dormire, ancora
senza risposte.
Appena ebbe esaurito le preghiere e i doveri del mattino, si precipit in ufficio si colleg alla
rete.
Cerano due messaggi che lo aspettavano.
Lesse il primo con un crescente senso di disagio: malgrado la promessa fatta al Gruppo, solo
uno dei sopravvissuti era stato messo a tacere durante la notte. Degli altri tre, una era sotto sorveglianza
ma ancora a piede libero in America, e due non si sapeva dove fossero. Era stata una nottata confusa,
due agenti messi di guardia allospedale erano morti. Clementi apr limmagine in allegato e rabbrivid
davanti alla fotografia della scena del delitto, con il prete in un letto dospedale, immerso in una pozza
di sangue, gli occhi sbarrati per la sorpresa, la gola tagliata. I primi resoconti dei notiziari lo avevano
erroneamente identificato con il monaco, ma bollettini successivi avevano corretto linformazione.
Adesso il monaco era ufficialmente irreperibile, come pure Liv Adamsen e Gabriel Mann, il
sopravvissuto di cui il Gruppo pareva preoccuparsi in modo particolare.
Clementi chiuse la prima e-mail e apr la seconda, inviata molte ore dopo, sperando in notizie
migliori. Arrivava dal terzo agente, e conteneva un rapporto dettagliato sulla sorveglianza della donna.
Clementi scorse rapidamente i particolari sul volo su cui si era imbarcata e su come fosse stata
raggiunta da un poliziotto appena atterrata. Il messaggio conteneva anche una fotografia, con una nota
esplicativa.
Il soggetto ha letto questo libro durante il volo.
Apr lallegato e rimase senza fiato quando vide la tavoletta, uno dei pochi esemplari esistenti
della lingua perduta che non fosse in possesso della Cittadella. La ragazza aveva sottolineato una riga
di simboli e annotato accanto qualcosa che gli fece gelare il sangue. La Chiave?
Aveva tradotto correttamente una lingua che solo lui e pochissime altre persone al mondo erano
in grado di leggere, cosa essenziale per restituire pieno potere alla Chiesa. Quella nota voleva indicare
che la traduzione era un tentativo, o che il suo significato le era ignoto? Poi Clementi vide che cosaltro
era stato sottolineato in quella pagina, ed ebbe la risposta. Si trattava di Al-Hillah, la chiave di tutto. La
donna sapeva, e questo la rendeva davvero molto pericolosa.
Il tempo della cautela era finito. Il giorno prima Clementi si era tormentato sulla decisione da
prendere, ora non aveva pi dubbi. Era ormai arrivato troppo oltre per poter tornare indietro.
Apr un nuovo messaggio e digit una breve risposta:
Metti a tacere la ragazza immediatamente.
Aspetto tue notizie entro unora.
...
.
...
Capitolo 54.
...
.
...
Newark.
...
ECCO qua. Ski apr la porta con un gesto ostentato che la camera dalbergo non meritava.
Era spoglia e funzionale, e poco pi grande del letto a due piazze che conteneva. Appena un po
di debole luce dellalba riusciva a filtrare dallunica finestra di fronte a loro, e oltre cera la superba
vista di un muro di mattoni.
 perfetta, disse Liv entrando.
Ski rimase fuori nel corridoio, come un corteggiatore nervoso al primo appuntamento, frugando
nelle tasche della giacca in cerca di qualcosa. Tieni, disse, porgendole un telefono cellulare molto
economico. Ci sono circa cinquanta dollari di credito. Se devi chiamare qualcuno, fallo con questo.
Cos non ti possono rintracciare. Liv lo prese piena di gratitudine. Ho memorizzato il mio numero,
nel caso avessi bisogno di contattarmi rapidamente. Prenditela comoda per un po, daccordo? Annu,
come se si rispondesse da solo, poi si volt e spar. Ski non era bravo a manifestare le proprie
emozioni, ma aveva un cuore immenso, e questo contava pi di tutto.
Liv chiuse la porta a chiave, poi diede unocchiata in giro. Per molti versi non era poi tanto
diversa dalla stanza dospedale di Ruin. Le rifiniture erano un tantino migliori e il letto era a due
piazze, ma per il resto aveva la stessa aria anonima.
Nellaccompagnarla l, Ski le aveva spiegato che quellalbergo veniva utilizzato per alloggiare
testimoni chiave e membri della giuria in caso di processi importanti. Laveva registrata usando un
nome e delle informazioni false, in modo che il suo numero di passaporto e le sue vere generalit non
apparissero in nessun database. In questo modo non sarebbe stata rintracciabile, almeno per un po, e
questo la faceva sentire pi al sicuro.
Prese dalla borsa il computer portatile e il caricabatterie e si sistem sul mobiletto che fungeva
da scrivania. Da un lato cera una lampada con dietro uno specchio a parete, e dallaltro un televisore a
schermo piatto, che Liv accese sintonizzandosi come dabitudine su un canale di notizie. Stava per
disfare i suoi pochi bagagli, quando il conduttore della trasmissione disse qualcosa che la fece voltare
di scatto verso lo schermo.
La prima scossa di terremoto si  avuta ieri sera alle otto, ora locale, nella storica citt turca di
Ruin. Bench le scosse non siano state forti, sembrano aver innescato una reazione a catena che si 
estesa a ovest in territorio turco ma anche a sud e a est fino alla Siria e allIraq settentrionale. I
sismologi affermano che un simile fenomeno non si  mai registrato prima, e non sono stati in grado di
spiegare che cosa labbia provocato.
Liv osserv la mappa.
Il suo aereo era decollato alle otto di sera precise.
Rammentava la sensazione di vertigine provata quando il carrello si era staccato da terra, come
se un filo le si fosse spezzato dentro, e poi le luci che ammiccavano gi in basso mentre laereo saliva
nel cielo. Era tutto collegato? Non poteva essere. No.
Fino a questo momento le uniche vittime sembra siano state registrate allospedale di Ruin. In
una dichiarazione ufficiale, la polizia ha confermato che Kathryn Mann - una dei sospettati per il
recente attentato dinamitardo alla Cittadella -  tra queste, per quanto non sia chiaro se la sua morte sia
stata una conseguenza diretta del terremoto...
Liv fiss lo schermo, sconvolta dalla notizia.
Restano solamente tre sopravvissuti allesplosione nella Cittadella: il monaco, di cui non si
hanno notizie; Liv Adamsen, che pare abbia firmato la dimissione volontaria dallospedale poche ore
prima del terremoto; e Gabriel Mann, evaso di prigione pi o meno alla stessa ora.
Liv si sent sbiancare in viso, e un senso di nausea le sal alla gola.
Kathryn, morta.
Gabriel, scomparso.
Si domand se Gabriel fosse veramente evaso, o se invece gli fosse successo qualcosa.
Ancora sconvolta, Liv accese il computer e cerc Ortus su Google, la fondazione per cui
Gabriel lavorava. Se cera qualcuno che poteva mettersi in contatto con lui, o dirle dove si trovava, era
qualche membro della fondazione. Scorse la pagina principale, trov i recapiti degli uffici di Ruin e
prese il cellulare di Ski. Li trascrisse in rubrica e poi compose il numero della Ortus, domandandosi
quanto sarebbero durati i cinquanta dollari di credito facendo una chiamata internazionale senza tariffe
agevolate. Un segnale acustico straniero le ronz nellorecchio, poi qualcuno rispose in turco.
Salve, disse Liv, affrontando con risolutezza la barriera linguistica, lei parla la mia lingua?
S.
Sto cercando di far arrivare un messaggio a Gabriel Mann.
Un attimo di silenzio. Non  qui.
Lo so, ma c qualcuno in grado di contattarlo? Sono una sua amica, e ho bisogno di parlargli
con molta urgenza.
Non  qui.
Liv non fu sorpresa da quella resistenza granitica, ma non per questo la trov meno frustrante.
Posso lasciargli un messaggio, per favore? Solo un messaggio.
Quale messaggio?
Gli chieda di chiamare Liv. Lui capir. Grazie,  molto urgente. Dett il numero del cellulare
di Ski, ringrazi la donna e chiuse la chiamata. Non aveva modo di sapere se il suo messaggio sarebbe
stato inoltrato a Gabriel o semplicemente gettato nel cestino.
Liv ripass freneticamente la lista di persone che aveva conosciuto a Ruin e che potevano
sapere qualcosa, ma con crescente terrore si rese conto che erano tutte morte. Forse Ski aveva ragione
sul fatto che lei fosse stata colpita da una maledizione: la storia del Sacramento era lastricata di
maledizioni e profezie terribili, e Liv era contemplata in una di esse. Ripens a quando, seduta
allombra della Cittadella, ne aveva discusso con...
Apr una nuova scheda del browser e cerc su Google dottoressa Miriam Anata. Tra i risultati
cera il link a un sito web, Liv lo apr e sul monitor apparve la fotografia della formidabile donna che
aveva incontrato nella citt vecchia di Ruin. Cera una pagina con i recapiti delleditore di tutti i suoi
libri, di un agente a cui rivolgersi per organizzare conferenze, e le-mail dellautrice. Clicc su
questultima e inizi a scrivere.
Dottoressa Anata,
sono Liv Adamsen. Se sa come mettersi in contatto con G, gli dica per favore di chiamarmi con
urgenza. Sono al sicuro, e anche questo numero  sicuro.
Trascrisse il numero del cellulare di Ski nel messaggio e lo invi.
Mentre lo guardava scomparire dalla casella di posta in uscita, si sent inutile e frustrata. Stava
cominciando a esaurire le opzioni, e non era arrivata da nessuna parte.
Tornando alla pagina di risultati di Google, li setacci in cerca di un altro numero. Tra un paio
dore avrebbe potuto chiamare un collega al giornale e chiedergli di scovare nel database il numero di
casa o di cellulare della dottoressa Anata, ma non voleva aspettare tanto, n le piaceva lidea di
ritrovarsi impegolata in una conversazione con un giornalista, che inevitabilmente avrebbe voluto
sapere tutti i particolari di ci che le era successo nelle ultime due settimane.
Da qualche parte in corridoio venne il rumore isolato di una porta che sbatteva, seguita da passi
che si allontanavano in fretta. Liv si rese conto che avrebbe potuto stare seduta l tutto il giorno, se ne
aveva voglia, fin quando Ski fosse tornato a controllare come stava e a dirle che avevano bisogno della
stanza; cera qualcuno che la potesse ospitare? Ma non cera nessuno. I suoi famigliari erano tutti
morti. Ci che lei era stata non cera pi.
Quanti occupanti di quella stanza avevano provato la stessa sensazione? Testimoni chiave che si
apprestavano a chiudere con la vecchia vita dando il proprio contributo in processi importanti. Forse
quel posto era in qualche modo contaminato da troppi pensieri tristi di vite perse e futuri incerti. Non
sarebbe stato facile arrendersi, trovandosi in una stanza come quella con la vista su un muro di mattoni?
Irritata dalla strada buia e senza uscita imboccata dai suoi pensieri, Liv si riscosse e cominci a
fare qualcosa. Tolse ci che rimaneva dalla sacca da viaggio, mise tutto sul letto e inizi a piegare i
vestiti, mettendo ordine nel poco che ancora possedeva. Appoggi il libro di storia sul comodino
insieme con un quaderno, e trov la busta che conteneva i soldi turchi. Stava quasi per gettarla nel
cestino quando le venne in mente che le ricevute conservate potevano fornirle qualche indizio sui posti
in cui era stata nel periodo trascorso a Ruin. Un paio erano di taxi, una di roba da mangiare, e poi cera
un foglio grande ripiegato. Lo apr, sperando che fosse la ricevuta dettagliata di un albergo o comunque
qualcosa di utile. Non era assolutamente preparata a ci che invece vide.
Lintero foglio era annerito dal carboncino, evidentemente un calco ricavato dalla superficie
incisa di una pietra, e dove il carboncino mancava emergevano dei simboli: gli stessi che Liv aveva
visto nel libro. Volt il foglio e trov un messaggio scritto a mano:
Questo non spiegher tutto, niente potrebbe farlo, ma pu essere un inizio. Io spero, avendo
agevolato la vostra fuga dalla Montagna, che le cose cambino e che potremo parlarne ancora di
persona. Ma se la Cittadella rimanesse chiusa, come  facile che sia, sappiate che qui avrete sempre
un amico. Per contattarmi, confessatevi nella chiesa aperta al pubblico e chiedete di fratello Peacock.
Se lascerete messaggi sigillati, arriveranno a me intatti.
Vostro
fratello Athanasius
Quel messaggio fece riemergere una serie di nuovi ricordi.
Liv si rammentava del monaco, la testa liscia che rifletteva la luce nella cappella scura mentre li
conduceva lungo le gallerie piene di fumo della Montagna, e gi fino a dove il mondo esterno aveva
fatto irruzione. Li aveva aiutati a fuggire, e ancora offriva aiuto. Volt di nuovo il foglio e fiss i
simboli striati di carboncino, cos strani eppure familiari. La parte principale del testo formava una
sagoma compatta, ma in fondo si allargava a forma di T. Era il pi grande esempio che avesse mai
visto di quella lingua perduta, pi grande di tutti quelli riprodotti nel libro.
Nel percorrerne il profilo, il sussurro nella sua testa cominci ad aumentare di volume, e lei
sent la pelle formicolare. Ormai era uscita dallospedale da troppo tempo per poter ancora ascrivere
quei sintomi a un effetto collaterale dei farmaci: qualunque cosa li causasse non si trattava di chimica,
doveva essere un fattore psicologico, o qualcosaltro che non era ancora pronta a prendere in
considerazione.
Distese il foglio sul computer e di nuovo si concentr sui simboli. Quasi immediatamente, il
sussurro crebbe dintensit, diventando pi forte e chiaro quanto pi lei si concentrava. Copr il ronzio
del traffico in strada, invadendole la mente e facendole venire la pelle doca. Liv resistette,
costringendosi a sopportarlo come se stesse tenendo la mano su una fiamma.
Il sussurro prese forma, divent una voce nella sua testa, e i simboli che aveva davanti agli
occhi cominciarono a muoversi, rivelando parole che spiegavano tutto.
...
.
...
Capitolo 55.
...
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...
DICK sorvegliava lalbergo da una fermata dautobus di l dalla strada, laspetto da uomo
daffari un po sgualcito perfettamente in linea con il viavai di pendolari che affollavano i mezzi
pubblici. Lauto della polizia se nera andata da un po, con solo il poliziotto a bordo: se era il
fidanzato, non era una grande storia damore. Con una telefonata veloce allalbergo Dick aveva
scoperto che non cera nessuna Liv Adamsen tra gli ospiti, almeno non ufficialmente.
Il fatto che il poliziotto fosse riuscito a farla registrare sotto falso nome tanto rapidamente
faceva pensare a un sistema preesistente che tutti conoscevano e su cui non avevano niente da ridire.
Considerato che lalbergo era giusto dietro langolo rispetto al tribunale, Dick ne dedusse che doveva
essere una casa sicura. Normalmente questo sarebbe stato un grosso problema - posti di quel tipo erano
pensati proprio per tenere alla larga gente come lui - ma non cera nessunauto di sorveglianza
posteggiata fuori, e probabilmente nessuna guardia nel corridoio. La ragazza si sentiva di certo
confortata dallillusione di sicurezza che il luogo le comunicava, ma non era che quello, solo
unillusione.
A Dick piaceva quella fase tranquilla di sorveglianza, la ricerca di elementi a mente fresca
prima dellazione rovente che sarebbe seguita. Arriv un altro autobus, e uno squadrone di zombie del
lavoro sal, lasciandolo solo sotto la pensilina. Lanno era iniziato da poco, e a quellora del mattino
cera buio: Dick vide accendersi le luci man mano che gli ospiti dellalbergo si svegliavano. Non
sembrava tanto pieno.
Il cellulare nella sua tasca trill, segnalandogli un messaggio in arrivo. Lo prese e lesse due
parole che di solito assaporava, ma in quel caso avevano un gusto lievemente aspro.
E-li-mi-na-re.
Im-me-dia-ta-men-te.
Cancell il messaggio e si diresse allentrata dellalbergo, fingendosi un uomo daffari stanco in
cerca di una stanza a poco prezzo.
Ancora una volta, la possibilit di prendersela comoda gli era stata negata. Di questi tempi tutti
avevano sempre una gran fretta.
...
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Capitolo 56.
...
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...
LIV afferr il quaderno e trascrisse freneticamente le parole che le venivano in mente, temendo
che la sua memoria intermittente non riuscisse a trattenerle a lungo. Ma anche nello scriverle, si
accorgeva che cerano cose difficili da definire con precisione o da comprendere, il significato mutava
e scivolava via con il sussurro: era come se ci che i simboli cercavano di esprimere fosse troppo
nebuloso o sfuggente per essere catturato dalla lingua. Quando ebbe finito, sprofond sulla sedia e fece
un respiro profondo, lasciando che il sussurro si affievolisse finch non si sent di nuovo padrona di s.
Si alz, arranc fino al bagno e si sciacqu il viso prima di tornare a leggere ci che aveva scritto.
Cos la mantennero debole.
La luce di Dio, rinchiusa nelle tenebre.
Non osavano liberarla, per paura delle conseguenze,
N potevano ucciderla, poich non sapevano come fare.
E con il passare del tempo gli uomini si trovarono incatenati alla loro colpa,
E la loro casa divenne una fortezza
Che conteneva lunica prova del gesto che avevano compiuto,
Non una montagna santificata, ma una prigione maledetta.
In essa Eva era prigioniera,
Come un sacro segreto, un Sacramento,
Finch fosse giunto il tempo in cui le sue sofferenze avrebbero avuto fine.
Liv balz in piedi rovesciando la sedia, come se avesse trovato un serpente sulla scrivania.
Rilesse le ultime tre righe, quelle parole chiave che le pulsavano in testa: Eva... un sacro segreto... un
Sacramento.
Soltanto il pronunciarle evoc nitidi ricordi di ci che aveva visto nella Cittadella: ricord il
Tau e gli occhi dentro il Tau, verdi come i suoi, che la fissavano. Ricord la parte frontale della croce
che si apriva, mostrandole la fragile ragazza allinterno, dai capelli come un chiaro di luna e il corpo
insanguinato, martoriato da punture e terribili ferite. Si freg la pelle, rammentando i formicolii che
aveva sentito di recente. Erano gli stessi. Lei era la stessa. Ma non era la sua esperienza che stava
ricordando.
Torn a guardare il quaderno e lesse il resto della traduzione:
Lunica vera croce apparir sulla Terra
Tutti la vedranno in un solo istante, tutti si stupiranno
La croce cadr
La croce si risollever
Per rivelare il Sacramento
E dare inizio a una nuova epoca
Attraverso la sua clemente morte.
Era la profezia che Gabriel le aveva spiegato. E adesso vedeva bene come tutto si fosse
avverato. Suo fratello aveva riprodotto il simbolo del Tau - lunica vera croce - prima di cadere, e lei si
era risollevata al suo posto, carne della sua carne. Lei era la croce. Lei aveva rivelato il Sacramento.
Altri ricordi le tornarono alla mente. Lei con il coltello in mano, il sangue versato, suo e... di
Eva, che si mescolava a terra. Le loro anime che si univano con lo scorrere del sangue. Liv guard lo
specchio e fiss i propri occhi. Occhi verdi - i suoi, ma non i suoi - come se fosse qualcun altro a
restituirle lo sguardo. Allung la mano per toccare il riflesso, ma al suono brusco del campanello volt
la testa di scatto. Ladrenalina le scorreva nel sangue: chi poteva essere a quellora del mattino? Il
campanello suon di nuovo e lei cap di essersi sbagliata, era solo il cellulare di Ski, sul letto, che
squillava. Lo afferr precipitosamente, temendo che potesse smettere di suonare, e premette il pulsante
per rispondere.
Pronto?
Ci fu un silenzio infinitesimale, il ritardo del satellite, poi lui parl.
Liv, sono io. Sono Gabriel.
Non le era mai successo di provare un tale sollievo nelludire la voce di qualcuno. Liv sent
nascere dentro di s un sorriso, che si irradiava verso lalto come una vampata di calore. Erano
successe tante cose, cerano tante cose da dire. Ciao, riusc a rispondere, e il sorriso illumin quella
parola come fosse una scritta al neon.
Ciao, rispose lui, sorridendo. Glielo sentiva nella voce. Dove sei?
Sono... Stava per dire a casa, ma la parola le si strozz in gola. Sono tornata nel New
Jersey, in un albergo che mi ha trovato un mio amico. Intravide il televisore e si ricord della notizia
che aveva appena sentito. E tu che cosa mi dici? Ho visto il notiziario.
Sto bene, rispose Gabriel, liquidando la questione, il sorriso improvvisamente scomparso
dalla voce. Poi ne parleremo. Adesso dobbiamo metterti al sicuro prima che la Cittadella ti trovi di
nuovo. Hai il computer portatile e un accesso a internet?
S.
Hai mai usato Skype?
Certo. Skype era il migliore amico di ogni giornalista: dovunque ci fosse una connessione
Wi-Fi, lo si poteva usare al posto del telefono per chiamare gratuitamente. Funzionava anche come
videotelefono, e veniva usato sempre pi spesso per inviare servizi giornalistici da luoghi lontani e
impervi. Liv lanci lapplicazione e trascrisse lindirizzo Skype di Gabriel. Poi clicc il tasto NUOVO
CONTATTO per fare la chiamata.
...
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Capitolo 57.
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LADDETTA alla reception alz gli occhi sulluomo dallabito gualcito che si avvicinava goffo
e pesante, e sfoggi il suo sorriso di circostanza.
Che cosa posso fare per lei, signore?
Be, potrebbe fare due chiacchiere con il mio capo e dirgli che questi voli notturni mi
uccidono. Lasci cadere a terra la sacca da viaggio e si chin pesantemente sul bancone, guardando il
monitor del computer.
Ha una prenotazione da noi, signore?
Dick fece un respiro profondo e poi espir lentamente, fingendosi stanchissimo. No, temo di
no. Quello che ho  una convocazione in tribunale in tarda mattinata, e con zero ore di sonno durante il
volo notturno da Londra ho un gran bisogno di un posto per riposare un po la testa, altrimenti non sar
di nessun aiuto al mio cliente.
Le porse il passaporto e una carta di credito finta con lo stesso nome falso.
Vediamo se posso aiutarla, signore, disse limpiegata prendendo i documenti e mettendosi a
battere sulla tastiera.
Non mi occorre niente di speciale, precis lui, stropicciandosi gli occhi con il dorso della
mano. Una stanza normalissima dove non si senta il rumore del traffico o della gente che scende a fare
colazione. Luomo si avvicin con aria complice, facendo scricchiolare il bancone con il suo peso. In
realt, un mio amico avvocato dice che a volte usano questo albergo per giurati e testimoni di casi
importanti. Scommetto che quelle stanze sono carine e appartate, una cos sarebbe perfetta.
Limpiegata smise di ticchettare, premette INVIO, estrasse un tesserino di plastica da una
macchina codificatrice e lo infil in una custodia di cartone. Stanza 722, disse, scrivendo il numero
sulla custodia. Prenda lascensore fino al settimo piano e la trover in fondo al corridoio a destra. Le
occorre aiuto per il bagaglio?
Dick prese il tesserino insieme con il passaporto e la carta di credito, e le fece locchiolino.
No, grazie, rispose, sollevando la sacca da viaggio e dirigendosi in fondo allatrio. Mi  stata gi di
grandissimo aiuto.
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Capitolo 58.
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LIV era ancora traumatizzata dallimprovvisa cascata di ricordi riportati a galla dal testo
tradotto. Nonostante il suo scetticismo e la sua razionalit, ci che aveva letto aveva un senso. Spiegava
come mai riuscisse a capire una lingua antica che non aveva mai udito n imparato, e perch avesse la
sensazione che la sua pelle venisse trafitta da aghi ogni volta che udiva il sussurro. Ma non spiegava
che cosa fosse la Chiave, o che cosa centrasse con lei. Liv si schiar la voce e si drizz sulla sedia,
improvvisamente nervosa allidea di rivedere Gabriel.
Sul monitor comparve la sua immagine ripresa dalla webcam, una versione di lei a bassa
risoluzione che accentuava laria stanca e arruffata. Cerc di sistemarsi i capelli e sfreg le occhiaie
scure, come se fosse sporco che poteva eliminare. Per un attimo pens di chiudere la comunicazione e
andare a sciacquarsi di nuovo il viso per rendersi pi presentabile, ma la finestra principale si allarg
per mostrare linterlocutore.
La voce di Gabriel le giunse per prima, molto pi vigorosa di quanto suonasse al telefono, e
profonda come Liv la ricordava.
Liv? Mi senti? E poi eccolo l, che la guardava, la fronte aggrottata per la preoccupazione, gli
occhi azzurri intensi e ardenti sul monitor.
Con un gesto involontario Liv si port la mano al viso. Ehi, disse.
Un sorriso comparve sul volto di Gabriel, che si allung verso di lei. Era la prima volta che si
rivedevano da quando la polizia turca lo aveva portato via e lui le aveva detto di mettersi al sicuro
promettendo di ritrovarla. E adesso aveva mantenuto la promessa, anche se non era esattamente
lincontro che entrambi avevano immaginato.
Devo farti vedere una cosa, disse Liv prendendo il foglio che aveva trovato nella busta. Me
lha dato il monaco che ci ha aiutato a fuggire dalla Montagna. Dimmi se tu sei in grado di leggerlo,
perch io so farlo! Sollev il foglio rivolgendolo verso il monitor, e mettendo a fuoco i simboli a
seimilacinquecento chilometri di distanza. Aspetto che Gabriel avesse il tempo di tradurlo, e quando lo
riabbass vide che la dottoressa Anata era con lui. Dalle loro espressioni cap che lo avevano letto
entrambi.
Ma certo, disse la dottoressa. Che altro poteva essere il Sacramento se non una parte della
divinit originaria.  lunica che sia abbastanza antica e potente. Il Sacramento  la divinit della terra,
intrappolata nelle tenebre da uomini invidiosi, e lei lha liberata. La profezia si  avverata.
Liv scosse la testa e fece un sospiro profondo. Devo confessare che tutta questa faccenda mi
sta creando un sacco di difficolt. Un paio di settimane fa vi avrei riso in faccia se mi aveste detto
anche solo met delle cose che adesso sto prendendo sul serio. Ammettiamo, per ipotesi, che sia tutto
vero: allora perch mi sento uno schifo? Se uno spirito divino  entrato dentro di me, non dovrei stare a
meraviglia? E perch ricevo dei messaggi sussurrati che non hanno senso? E come mai quei pazzi della
Cittadella stanno uccidendo tutti? A me non pare che si sia avverato un granch.
Gabriel e la dottoressa Anata si scambiarono unocchiata.
Che cosa c? domand Liv.
C una seconda profezia, rispose Gabriel. La Profezia dello Specchio, ed  il seguito della
prima.
Sollev il diario di Oscar verso la webcam, e stavolta fu il monitor di Liv a essere invaso da
simboli familiari. Il sussurro torn a farsi sentire e lei lo ascolt, di nuovo trascrivendo la traduzione sul
quaderno, subito sotto laltra. Gi mentre scriveva ne comprendeva il significato. Si era domandata che
cosa fosse la Chiave, e adesso lo sapeva: la chiave era lei, la predestinata era lei.
La Chiave rivela il Sacramento
Il Sacramento diventa la Chiave
E la Terra intera tremer
La Chiave deve seguire la Mappa Celeste fino a Casa
E l spegnere il fuoco del drago entro un ciclo lunare
Altrimenti la Chiave perir, la Terra si frantumer
Una piaga si diffonder, ponendo fine ai giorni.
Liv aveva desiderato di tornare a casa fin dallistante in cui si era svegliata in ospedale, anche se
in quel momento lo aveva attribuito al suo istinto naturale di sopravvissuta che la spingeva a tornare in
posti familiari e sicuri, in America, e lontano dalle strade cupe e minacciose di Ruin. Ora si rendeva
conto che si era trattato di qualcosaltro: non era la sua casa che bramava, e continuava a bramare, ma il
luogo da cui veniva il Sacramento. La Chiave deve seguire la Mappa Celeste fino a Casa, ripet.
S, disse la dottoressa Anata. La Casa a cui la Profezia dello Specchio fa riferimento  la
casa originaria di noi tutti, il luogo dove il Sacramento ha mosso i primi passi: lEden.
Di nuovo la componente razionale di Liv sub un duro colpo.
La Profezia dello Specchio  chiara, continu la Anata. Il drago  il simbolo del fuoco e
della distruzione: se lei non riporter il Sacramento nellEden in tempo, allora sar la fine per tutti noi.
Quanto tempo abbiamo?
Diciassette giorni, forse meno.
E se non riusciamo?
La fine dei giorni viene descritta nel Libro della Rivelazione di San Giovanni. Lanticristo
scender sulla terra portando con s piaghe, carestie, terremoti e alluvioni. Gli oceani si innalzeranno e
inghiottiranno le montagne, e le montagne si sgretoleranno nel mare. Le citt verranno distrutte, la vita
cos come la conosciamo finir e chi  senza peccato si riunir a Dio.
Liv si accasci sulla sedia.
Gabriel si protese in avanti finch il suo viso occup lintero monitor. Organizzer un viaggio
sicuro per portarti qui. Tutte le antiche terre bibliche sono vicine a Ruin, ed  qui che dobbiamo
cercare. Per quando arriverai, avr trovato il modo di entrare nella Cittadella.
Liv si riscosse, improvvisamente attenta. Che cosa?
 l che Oscar ha nascosto la Mappa Celeste. Se non troviamo quella, non troveremo lEden.
Ancora una volta la Cittadella attirava Liv con la sua oscura forza di gravit. Era scappata il pi
lontano possibile e ora eccola l a rabbrividire nella lunga ombra che essa proiettava, il suo destino
ancora legato ai segreti che custodiva e che ora lei portava con s. Poi le venne in mente una cosa.
Prese il foglio, rilesse il messaggio di Athanasius, quindi guard Gabriel e sorrise. Credo di sapere
come potresti entrare nella Cittadella, disse.
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Capitolo 59.
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LE porte dellascensore si aprirono e Dick usc nel corridoio del settimo piano con la moquette
grigiazzurra. Rimase fermo un momento, scrutando il lungo corridoio deserto e cercando di cogliere
eventuali rumori nel silenzio del primo mattino. Poi prese a destra, come gli aveva detto limpiegata
alla reception, e avanz silenziosamente nonostante la stazza, tendendo lorecchio a ogni porta che
oltrepassava.
Super un carrello con gli avanzi di un pasto in camera, un paio di porte con il cartello NON
DISTURBARE appeso alla maniglia, ma a parte questo il corridoio sembrava proprio disabitato.
Il braccio idraulico di una porta tagliafuoco sibil al suo passaggio mentre si inoltrava verso
lestremit del corridoio pi lontana dalle scale principali. La sua stanza era l, ma lui pass oltre,
spinto dal suo acuto istinto predatorio e da un debole mormorio pi in fondo. Segu quel suono, appena
pi di un sussurro, e si ferm davanti alla porta da cui filtrava.
Dick allung la mano a sfiorarne con le dita la superficie, e percep le leggere vibrazioni
provenienti dallaltro lato. Poi si protese in avanti e premette lorecchio contro la porta: era ignifuga,
perci robusta e ottima conduttrice di onde sonore. Dentro la stanza ud un televisore sintonizzato su un
notiziario e, pi basso, pi flebile e meno distinto, il rumore di due persone che parlavano.
Cambi posizione, attento a non farsi sentire, e premette meglio lorecchio. Aveva progettato di
bussare alla stanza della ragazza fingendosi un addetto al servizio in camera o alle pulizie, e di
spezzarle il collo appena apriva la porta. Ma una seconda persona cambiava completamente le cose:
avrebbe dovuto aspettare ancora un po.
Per un attimo pens di sfondare la porta con un calcio e giocarsela al momento, come avrebbe
fatto una volta. Ma non era pi quello il suo modo di lavorare; aveva imparato a contenere la sua
violenta esuberanza e a esprimere i sentimenti con le parole. Le parole gli davano controllo, e la parola
per quella situazione era chiarissima: pa-zien-za.
...
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Capitolo 60.
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SOTTO la doccia calda, Liv sentiva che la tensione delle ultime settimane scivolava via e finiva
in un mulinello nello scarico, insieme con lacqua sporca. Fu sorpresa di sentirsi tanto calma dopo la
conversazione con Gabriel. Per la verit le erano state date due settimane di vita e un incarico
impossibile da portare a termine, se voleva cambiare le cose; eppure la sensazione dominante che
provava in quel momento era sollievo. Aveva letto che spesso ai soldati capitava lo stesso quando si
trovavano ad affrontare la battaglia: cera qualcosa di confortante nel sapere di essere padroni del
proprio destino, anche avendo tutte le probabilit contro. Chiuse il rubinetto e prese dalla mensola un
accappatoio e un paio di asciugamani leggeri.
La camera le sembr particolarmente fredda e buia dopo la luminosit intensa del bagno, e il
vapore la segu come una scia. Gabriel le aveva detto di avere pazienza e aspettare che lui organizzasse
in ogni dettaglio il suo viaggio per tornare a Ruin. Liv non sapeva dove sarebbero andati in seguito, ma
sarebbe stata con lui, ed era gi qualcosa.
Prepar di nuovo il bagaglio e mise dei vestiti puliti sulla sedia, per non li indoss ancora. Ci
sarebbe voluto un po di tempo per organizzare il viaggio, e lei non dormiva da oltre ventiquattro ore:
avrebbe cercato di riposare fin quando Gabriel avesse richiamato. Si asciug bene, poi avvolse i capelli
nellasciugamano pi piccolo e si infil a letto.
Le lenzuola erano rigide e fredde e il materasso duro, ma le parve il pi sontuoso giaciglio di
piume. Da fuori le arrivava il ronzio del traffico mattutino, delle persone che andavano al lavoro. Le
fece un effetto strano pensare che invece lei era l, sdraiata in unanonima stanza dalbergo del New
Jersey, in attesa di intraprendere un viaggio che lavrebbe condotta nel giardino dellEden. Sembrava
una cosa assurda, come telefonare a unagenzia di viaggi e prenotare un volo per Mordor. Nonostante
gli approssimativi insegnamenti religiosi ricevuti in giovent, Liv aveva sempre dato per scontato che
la storia della Creazione e del giardino dellEden fosse una leggenda. Non le era mai venuto in mente
che potesse essere vera.
La curiosit vinse sulla stanchezza. Allung una mano e apr il cassetto del comodino: come
ovvio, l dentro cera una copia della Bibbia, lunico libro che si poteva trovare in qualunque stanza
dalbergo in America. Lapr alla Genesi e sfogli le prime pagine di quella carta sottile come un velo
di cipolla, che pareva troppo fragile per portare il peso delle parole stampate. Poi, al decimo versetto
del secondo capitolo, si imbatt in qualcosa di molto interessante:
Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di l si divideva e formava quattro corsi.
Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutta la regione di Avla, dove si trova
loro e loro di quella regione  fino; vi si trova pure la resina odorosa e la pietra donice.
Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutta la regione dEtiopia.
Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume  lEufrate.
Quella leggenda conteneva in realt nomi geografici reali e moderni: Etiopia, Tigri, Eufrate. Liv
aveva sempre inteso la storia della caduta delluomo come una parabola, una metafora di concetti
teologici pi complessi e importanti. Ora la lesse per quel che era, il resoconto vero di un esilio, un
racconto cos rapido e terribile che prima della fine del capitolo seguente luomo era gi stato cacciato
dal Paradiso.
Il Signore Dio lo scacci dal giardino di Eden, perch lavorasse il suolo da cui era stato tratto.
Scacci luomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada
guizzante, per custodire la via allalbero della vita.
Liv prese il quaderno e and alla prima pagina bianca, dove annot tutti i luoghi menzionati
nella Genesi e ancora esistenti, poi studi la lista. Aggiunse Al-Hillah, il sito dove era stata rinvenuta la
tavoletta, e poi Eden. Osserv ci che aveva appena scritto: le riusciva ancora difficile realizzare che
lEden potesse essere un luogo reale, esattamente come gli altri. Vi mise molti punti interrogativi, poi
continu a leggere in cerca di altri indizi che potessero indicarle dove si trovava il suo stesso destino.
Ma alla fine la laboriosit del linguaggio e la stanchezza la vinsero: a met del quarto capitolo, poco
dopo luccisione di Abele per mano di Caino, le si chiusero gli occhi e il libro le scivol dalle mani, la
mente piena di colonne di fuoco e moderni fiumi che sgorgavano da una terra antica traboccante di oro e onice.
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Capitolo 61.
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Badiyat ash-Sham, governatorato di Al-Anbar
LO Spirito segu la carovana nel deserto, a distanza di sicurezza, attento allM60 e alle guardie
armate fin sopra i capelli nel veicolo in coda. Era facile pedinarli, i tre automezzi sollevavano tanta
polvere da comunicare la loro posizione a distanza di chilometri, e sul terreno irregolare il suo cavallo
era veloce quanto loro. Dopo circa unora la nuvola di polvere scomparve, indicando che la carovana si
era fermata. Lo Spirito segu le tracce degli pneumatici fin quando cap che era vicino; allora lasci il
cavallo allombra di un rilievo del terreno e percorse il resto del tragitto a piedi. Aveva quasi raggiunto
quella che riteneva fosse la loro posizione, quando ud lo sparo.
Prese lAK-47 che teneva sulla schiena, imbracciandolo mentre si gettava a terra. Scrut
davanti a s e vide in lontananza una sottile colonna di polvere che saliva come vapore. A giudicare dal
rumore, quello che aveva udito era un colpo di pistola, unarma a breve gittata, perci pareva
improbabile che fosse diretto a lui. Tuttavia si avvicin tenendosi basso.
I veicoli erano fermi allombra di un cumulo di detriti, il prodotto di altri buchi scavati nel
terreno. Uno degli uomini in tuta bianca era in ginocchio, intento a disseppellire una larga condotta che
finiva sottoterra. Era parte di unattrezzatura per rilievi sismici a rifrazione, che sparava una cartuccia
vuota nel terreno per misurare leco delle onde: gli oggetti solidi rimandavano le onde in modi diversi.
I tre civili al comando erano chini su un computer portatile e studiavano i risultati. Parevano
agitati per qualcosa, e dopo aver discusso per un po indicarono un punto vicino al nascondiglio dello
Spirito e si misero in marcia in quella direzione. Gli uomini in tuta bianca li seguirono, portando con s
pale e picconi, mentre le guardie rimasero accanto alle jeep, con laria annoiata.
I tre civili raggiunsero una zona a circa venti metri di distanza dalle auto e indicarono il terreno,
poi rimasero l fermi mentre gli operai iniziavano a scavare. Uno degli uomini barbuti prese una
bottiglia dacqua da una borsa-frigo e ne bevve quasi met in un solo sorso. Con il binocolo lo Spirito
riusciva a vedere la condensa sulla bottiglia, e per reazione si lecc le labbra. Il sole era ad appena un
terzo della sua salita nel cielo, ma gi cominciava a prosciugarlo come una lucertola su una roccia:
doveva trovare un nascondiglio migliore e bere qualcosa, ma il gruppetto di scavo era troppo vicino;
lunica possibilit era rimanere l finch non si fossero stancati di scavare lennesimo buco e se ne
fossero andati. Ma non lo fecero.
Dopo cinque minuti un rumore nettissimo risuon dallo scavo attirando lattenzione di tutti. I
tre civili si avvicinarono di corsa e il pi grasso dei tre si cal gi per togliere altra terra con le mani.
Quando si rialz, aveva unespressione quasi esaltata sul viso.
Chiamate la base e dite di mandare qui immediatamente le ruspe, grid alla squadra di
sicurezza. E dite anche che dobbiamo stabilire un insediamento in questo posto. Labbiamo trovato!
Risal dal buco spazzolandosi la terra dalle mani. Che Dio sia lodato, labbiamo trovato.
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Capitolo 62.
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La Cittadella, Ruin.
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DRAGAN visse un momento di panico puro quando entr nella cappella del Sacramento e vide
lanta aperta, gli spuntoni in bella vista, la croce vuota.
Cadde in ginocchio l davanti, ma non in un atto di adorazione. Dopo la fatica del suo
spettacolare ritorno, si sentiva tremendamente debole, e lunica cosa che lo aveva sostenuto e motivato
era il desiderio di stare di nuovo vicino al Sacramento e riprendere il rito della comunione che
diffondeva su tutti i partecipanti un potere e unenergia sacri. Solo il Sacramento poteva restituire la
salute e la forza a lui e alla Montagna... ma il Sacramento non cera pi.
Guardandosi intorno nella cappella deserta, intravide se stesso nel riflesso di una delle lame
scintillanti alle pareti. Come poteva Dio tormentarlo cos? Come poteva devastargli il corpo a quel
modo e offrirgli una possibilit di salvezza per poi sottrargliela di nuovo? Subito scosse la testa e si
vergogn. Quella non era opera di Dio, ci che stava vedendo era opera del diavolo.
Dragan ramment a se stesso Giobbe e le prove che aveva dovuto affrontare quando Dio gli
aveva tolto la sua protezione: Satana gli aveva portato via la ricchezza, la famiglia e la salute per
mettere alla prova la sua fede e indurlo a maledire il nome di Dio, ma Giobbe non laveva fatto,
maledicendo invece il giorno in cui era nato. E non era forse stato ricompensato per questa sua fede, e
infine benedetto con una ricchezza e una salute ancora pi grandi di prima? Dragan sapeva che era
questo il suo dovere adesso, doveva conservare tenacemente la fede, anche se il suo corpo era debole e
incerta la strada che lo attendeva. Solo cos la Cittadella sarebbe tornata al suo antico splendore.
Chin la testa e preg, rivolto alla croce vuota, confessando i peccati commessi dallultima
volta che era stato l. Chiese perdono per aver vacillato nella fede e nella forza di compiere la volont
di Dio, infine recit una preghiera per lanima del prete inviato a togliergli la vita, che per aveva finito
per perdere la sua. Era convinto che tutto accadesse per una ragione, che ogni passo fosse predestinato
e ogni uomo il mero strumento della volont di Dio. E ora nel pensare alla serie di passaggi che lo
avevano riportato alla Cittadella, vide anche in questo lopera di Dio.
Prima gli aveva mandato quellinfermiere nervoso, sempre di fretta, tanto da dimenticare, un
giorno, di portarsi via un bisturi. Poi gli aveva mandato il prete, che era morto per tramite di quella
stessa lama mentre cercava di soffocarlo con un cuscino. Tutto ci non era un caso, era intenzionale e preordinato.
Terminate le preghiere, si chin in avanti e si distese sulla pietra fredda del pavimento della
cappella. Allarg le braccia riproducendo con il corpo il simbolo del Tau, prostrandosi davanti
allaltare in un atto di totale sottomissione e umilt. Rimase cos a lungo, pregando Dio perch gli
mostrasse un segno per guidarlo, finch sent dolere il corpo tanto da non poter pi resistere, e un
accesso di tosse lo costrinse a rialzarsi.
Si mise in piedi, irrigidito, spazzando via con le mani la polvere che gli si era raccolta sulla
tonaca. Un filo doro lungo e sottile si contorse nellaria, illuminato dal baluginio delle candele. Dragan
lo prese in mano: risaltava sulla sua pelle annerita. Era sorpreso di trovare una cosa del genere nella
cappella: a differenza delle alte sfere della chiesa, oltre le pareti della Montagna, i santuomini della
Cittadella non indossavano abiti cerimoniali doro o di seta. Persino labate e il Prelato portavano la
stessa ruvida tonaca di tutti gli altri, ed era un mistero come un filo doro potesse essere arrivato l.
Lo sollev alla luce, distendendolo per guardarlo meglio, e allora cap di che cosa si trattava:
non era un filo doro, ma un lungo capello biondo, pi chiaro in fondo e pi scuro alla radice. Capelli
ossigenati, capelli femminili. Ripens alla donna che era stata evacuata dalla Cittadella, di cui aveva
scorto le immagini nei notiziari e che aveva persino intravisto di persona quando erano stati ricoverati
in ospedale. Anche lei aveva i capelli biondi, dello stesso colore e della stessa lunghezza di quello che
ora teneva in mano. Doveva essere stata l, dentro la cappella. Ed era una donna, un recipiente sacro
con il potere di portare la vita dentro di s.
Dragan usc dalla cappella con la sensazione di avere di nuovo uno scopo. Percorse rapido le
gallerie che conducevano alle scale, poi volt a destra in uno dei passaggi secondari. Una rampa di
gradini pi stretti lo port gi di alcuni livelli, fino a un settore disabitato della Montagna dove una
serie di celle abbandonate si affacciava sulla galleria principale. Entr dalla prima porta e vide ci che
stava cercando, nella parete di fronte: era unapertura, una stretta finestra ricavata nella parete esterna
della Montagna. Da l si godeva la vista nitida e panoramica della tentacolare citt di Ruin.
Dragan si avvicin in fretta allapertura, e dalla tasca della tonaca prese il telefono cellulare che
aveva sottratto al prete morto. Normalmente chi entrava con la piattaforma dellAscensione doveva
spogliarsi completamente, un atto di simbolica rinascita, ma anche un provvedimento pratico per
assicurarsi che dal mondo esterno nulla venisse introdotto nella Montagna. Nellinsolita circostanza del
suo rientro, questa prassi era stata ignorata, e il telefono era rimasto nascosto nella sua tasca.
Lo accese e il display si illumin. Come sperava, la posizione elevata e lo spazio aperto gli
consentivano di avere il massimo del segnale. Le dita rigide e nere si mossero sui tasti per navigare nel
menu delle funzioni, finch trov la lista delle chiamate. Conteneva un solo numero, con molte
chiamate in uscita e in entrata nel corso degli ultimi giorni. Cerano anche sms ricevuti dallo stesso
numero: Dragan li lesse, e sorrise quando arriv a quello che ordinava la sua stessa morte. Selezion il
numero da cui lordine era partito e premette il tasto di chiamata.
Mentre guardava Ruin, in attesa che il telefono si connettesse, gli venne in mente che si trovava
nella stessa cella in cui era stato condotto fratello Samuel dopo la fallita iniziazione. Era da l che era
fuggito e aveva dato inizio alla serie di reazioni a catena che avevano provocato lattuale crisi della
Cittadella. Che dolce ironia sarebbe stata se il ritorno di sua sorella avesse chiuso il cerchio e rimesso le
cose a posto! La ragazza doveva aver portato il Sacramento fuori dalla Montagna: solo lei poteva
riportarlo indietro.
Il telefono inizi a squillare.
Dragan attese.
Poi, proprio come Dio aveva deciso, qualcuno rispose.
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Capitolo 63.
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Citt del Vaticano.
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CLEMENTI passeggiava nervosamente nel suo ufficio in attesa di sapere se il suo ordine di
poco prima fosse stato eseguito, quando il suo telefono squill. Spense la sigaretta e rispose. Novit?
S. La voce aveva un accento forte e sconosciuto. Ho novit dalloltretomba.
Clementi non rispose, temendo un trappola.
Non si preoccupi, prosegu la voce, non sono arrabbiato con lei perch ha ordinato di
uccidermi. Io meglio di altri posso capire la necessit di queste regole di assoluta segretezza. Sono
soltanto sorpreso che non ci abbia provato prima. Sfortunatamente il prete che ha mandato non 
riuscito a darmi la morte, piuttosto il contrario. Per grazia di Dio sono tornato al mio posto, dentro la Cittadella.
Laccento sembrava slavo. La documentazione che Clementi aveva letto diceva che lultimo
Sanctus era un monaco serbo: poteva trattarsi di lui, ma doveva esserne certo. And alla scrivania e
apr il cassetto pi alto, dove teneva gli incartamenti relativi alla crisi a Ruin. Mi dica come si
chiama, domand.
Sono Dragan Ruja. Nato nella citt di Banja Luka il 24 ottobre 1964. Sono entrato nella
Cittadella nel 1995, dopo la morte della mia famiglia nella guerra bosniaca.
Era lui, nessun dubbio, i dati corrispondevano. Sono lieto che lei sia riuscito a tornare a casa
sano e salvo, disse Clementi, e fu percorso da un leggero brivido al pensiero che stava parlando con
qualcuno che si trovava dentro la Cittadella.
La ringrazio. Per, tornando, ho scoperto che c stato un furto. Mi dica, lei sa dove si trova Liv Adamsen?
S.
Bene. Suppongo che abbia dato ordine di eliminare anche lei.
Clementi non rispose.
Deve revocarlo immediatamente. Liv non deve essere uccisa: devessere portata qui nella
Cittadella il prima possibile. E devessere portata qui viva.
Non sono sicuro che sia possibile.
Questa non  una richiesta,  un ordine. Lei conosce il decreto costantiniano in cui si cede a Roma il potere della Chiesa?
Certamente.
Allora sa che il Prelato di Ruin resta de facto il capo della Chiesa, anche se il papa ne  il rappresentante temporale.
Clementi deglut, con la gola secca. Se avesse avuto ancora dubbi sullidentit delluomo con
cui stava parlando, adesso erano completamente fugati. Solo gli ecclesiastici pi anziani ed eminenti
del Vaticano e gli eletti a governare la Cittadella conoscevano quelleditto segreto.
Far tutto ci che posso, disse Clementi, ma lagente incaricato  vicino allobiettivo e
potrei non riuscire a contattarlo in tempo. Ci sono buone probabilit che la ragazza sia gi morta.
Ci fu un momento di silenzio allaltro capo della linea, e Clementi ne percep chiaramente il
carico di rabbia. Spero per il suo bene che non lo sia, ribatt il Sanctus. Poi la linea si interruppe.
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Capitolo 64.
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Newark.
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LIV si svegli dolcemente dal sonno.
Sentiva il lieve ronzio del traffico in strada. La luce filtrava tenue dalle tende: era ancora giorno,
anche se lei non aveva idea di che ora fosse. Poteva aver dormito per pochi minuti, poche ore o anche
pochi giorni. Batt le palpebre e osserv la semplice stanza dalbergo. Il computer portatile era dove lo
aveva lasciato, chiuso e spento, la giacca appoggiata sullo schienale della sedia, la Bibbia aperta sul
letto dove le era scivolata: niente era fuori posto, eppure cera qualcosa di diverso, e le ci vollero
diversi istanti per capire di che cosa si trattasse. Per la prima volta da settimane non aveva avuto
quellincubo, si era svegliata dolcemente e tranquillamente come una persona normale. Non sentiva
sussurri nelle orecchie, n aveva visioni di croci a forma di T o di cose terribili e impalpabili che si muovevano nellombra.
Tutto era silenzioso.
Tutto era calmo.
Fece un respiro profondo e rilasci lentamente laria, sentendo sciogliersi la tensione alle spalle.
Era rilassata, in pace.
Poi ud bussare, un rumore forte come uno sparo che lacer il silenzio.
Liv si drizz a sedere e fiss la porta, ripassando mentalmente la breve lista di persone al
corrente di dove lei si trovava: Gabriel, Ski, la dottoressa Anata. Nessun altro.
Era probabile che fosse Ski, venuto a controllare come stava, ma lei era riluttante a parlare e
confermare di essere l dentro finch non sapeva chi ci fosse fuori.
Sobbalz sentendo bussare di nuovo, con energia ed enfasi, e ancora nessuna voce che si
identificasse. Persino il servizio in camera si sarebbe ormai annunciato, a quel punto.
Scivol silenziosamente gi dal letto, avvolgendosi nellaccappatoio ed esaminando le opzioni a
sua disposizione: non cera nessun posto dove nascondersi in quella camera minuscola, n vedeva
qualcosa da usare come arma. La stanza era una trappola: una sola entrata, una sola uscita.
Gir silenziosamente intorno al letto e, tenendosi il pi lontano possibile dalla porta, prese il
cellulare di Ski dalla scrivania e digit rapidamente il numero del centralino dellalbergo scritto sulla
carta intestata. Se la persona che stava l fuori avesse cercato di entrare nella stanza, si sarebbe chiusa a
chiave nel bagno e avrebbe chiamato la sicurezza, gridato allo stupro, qualunque cosa pur di farli
arrivare di corsa. Inizi a muoversi, ma una voce parl, paralizzandola.
Liv?
Gabriel? Aveva pronunciato il suo nome senza pensarci, e nel silenzio che segu se ne pent
immediatamente.
Chiunque fosse l fuori aveva detto solo una parola, attutita dalla spessa porta della camera. Era
Gabriel? Non poteva essere lui, si trovava a Ruin, a dodici ore di viaggio da l, e lei gli aveva parlato da
poco. A meno che... magari aveva dormito pi di quanto credesse; di certo era molto stanca.
Liv?
Di nuovo la voce, cos simile a quella di Gabriel.
Un attimo, rispose, rendendosi conto che non aveva senso insistere con la prudenza. Come
sei arrivato qui tanto in fretta?
Ho preso il primo volo. Devi aver dormito tutto il giorno.
Era lui. Liv sent una vampata di calore sulla pelle e si precipit alla porta, aprendola con
decisione.
Unaltra vampata di calore la invest dal corridoio, pi caldo persino dellaria nella sua stanza.
Gabriel stava leggermente discosto dalla porta, le braccia lungo i fianchi, laria un po goffa.
Era esattamente come se lo ricordava, la pelle chiara in contrasto con gli abiti e i capelli neri, e
lazzurro freddo degli occhi era lunica macchia di colore nel corridoio senza finestre. Lo guard in
viso e sorrise, ma lui non ricambi. Una lacrima solitaria gli rig la guancia, come se il ghiaccio celeste
dellocchio si stesse sciogliendo per il caldo.
Mi dispiace, disse.
Poi tutto il corridoio fu invaso dalle fiamme.
Liv venne sbalzata indietro dallesplosione, atterr sul letto e si copr il viso con le braccia. Nel
boato delle fiamme, il sussurro le invase le orecchie come un avvertimento. Quando cerc di guardare
nel punto dove si trovava prima Gabriel, il calore e la luce la costrinsero a chiudere gli occhi. Si alz in
piedi e tent di avvicinarsi alla porta, proteggendosi il viso con la manica dellaccappatoio, nella
speranza che Gabriel potesse in qualche modo essere sopravvissuto alla fornace.
Poi, rapido come era apparso, il fuoco svan, e invece del corridoio dalbergo la porta aperta
incorniciava ora un paesaggio deserto. Era piatto e anonimo, fatto di ombre notturne e del leggero
bagliore della luna. Liv si avvicin, attratta dalla sua stranezza.
Arrivata alla porta, la vide: la bestia, lorigine dellinferno. Stava acquattata sulla sabbia, una
creatura enorme simile a una lucertola, fatta di aculei e squame e fuoco. I suoi occhi rossi la fissavano,
mentre la coda a forma di lancia fremeva e si incurvava verso il cielo notturno, dove splendeva la luna
piena.
La bestia fece un respiro profondo, risucchiando dentro di s le fiamme e il fumo che le
circondavano la bocca, e chiuse gli occhi, assaporandoli. Poi qualcosa vol nella notte, colpendo Liv in
pieno petto e trafiggendole la carne e insieme lo spirito. Cerc di gridare, ma non emise alcun suono.
Sentiva il sangue colarle sulla pelle, un ricordo di quando era alla Cittadella, e pareva quasi fresco in
confronto al calore della notte desertica. Poi quella creatura la sollev, reggendola con laculeo della
coda e avvicinandosela alla bocca. Nel suo fiato Liv sentiva lodore della morte, e sul suo collo vide un
segno, una croce a forma di T rovesciata. Allora la bestia lanci un urlo cos acuto da lacerarle la
mente, e sput il fuoco dalla bocca per consumarla.
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Capitolo 65.
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LIV si alz a sedere di scatto sul letto, il grido acuto dellincubo che le echeggiava ancora nelle
orecchie.
La stanza era sottosopra: la sedia rovesciata, le lenzuola strappate dal materasso, e pagine
dappertutto. Si domand se stesse ancora sognando, intrappolata in un incubo a pi livelli da cui
avrebbe dovuto fuggire poco per volta. Si port le ginocchia al mento, preparandosi per il prossimo
spavento, ma nessuno buss alla porta, la temperatura nella camera rimase normale e nessun drago si
materializz in mezzo al deserto. Ci che stava vedendo era reale, e proprio per questo ancora pi
inquietante.
Cerc di immaginare che cosa potesse essere successo: o qualcuno si era introdotto nella sua
stanza e aveva agito mentre lei dormiva, oppure era stata lei stessa in una sorta di sonnambulismo.
Nessuna delle due spiegazioni le era di gran conforto. Il computer portatile era chiuso, dove lo aveva
lasciato, ma un intruso lo avrebbe sicuramente preso, no? Lunica conclusione ragionevole era che
fosse stata lei, o unentit che si portava dentro mentre il suo s cosciente dormiva.
Raccolse una manciata di carte dal letto: erano pagine delle Scritture, strappate dalla Bibbia. La
copertina stava sul pavimento accanto al letto, e quando la raccolse le si afflosci in mano come una
cosa morta. Restava attaccata solo una pagina, dal Libro della Rivelazione, ed era evidente che non era
stata risparmiata per caso. Su gran parte del testo una mano rabbiosa e aspra aveva tracciato una croce,
ma ne rimaneva una sezione:
...un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda
trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna,
che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partor un
figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni...
Fiss quelle parole, il suono acuto del grido della bestia che ancora le lacerava la mente.
Sobbalz, sentendo bussare forte alla porta.
Si diriga alle scale velocemente, per favore. Subito.
Luomo procedeva lungo il corridoio, picchiando a ogni porta e ripetendo ogni volta lordine.
Quel suono gemente non era il prolungato ruggito del demone nel suo sogno, ma un allarme
antincendio.
Liv si infil in fretta gli abiti che aveva preparato e afferr il borsone.
La sirena era ancora pi rumorosa nel corridoio, e lei si premette le mani sulle orecchie mentre
andava verso la scala. La colpiva quella coincidenza dei versi del Libro della Rivelazione che
descrivevano il suo incubo con tanta precisione, ma forse li aveva letti prima di addormentarsi e il seme
di quelle immagini era germogliato nella sua mente.
Raggiunse la porta tagliafuoco e la spinse per proseguire, domandandosi se Gabriel fosse
riuscito a trovarle un modo per tornare a Ruin. Non riusciva a credere di essere ansiosa di tornare l.
Rivedere Gabriel aveva ravvivato qualcosa dentro di lei, qualcosa che la legava a lui.
Era cos distratta da questi pensieri da non udire il rumore della porta che si apriva dietro di lei,
n percep lintenso odore del cloroformio finch lasciugamano non le fu premuto sul viso da una
mano grande quanto la sua testa.
Cerc di gridare, ma la sirena e lasciugamano soffocarono la sua voce. Cerc di allontanare
quella mano enorme, ma si sentiva gi cedere le braccia per effetto del cloroformio. Lultima cosa di
cui si rese conto prima di essere inghiottita dalle tenebre fu la paura improvvisa che la colse quando
not un tatuaggio a forma di croce sullavambraccio delluomo che la teneva stretta.
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Capitolo 66.
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DICK chiuse la porta con un calcio e mise la ragazza sul letto.
Guard lorologio; tra dieci minuti doveva fare rapporto, ma il difficile era fatto, laveva indotta
a uscire, aveva scoperto che era sola e adesso laveva in pugno. Non restava che spezzarle il collo e
sgattaiolare via. Il cartello NON DISTURBARE fuori dalla porta gli avrebbe assicurato che nessuno
scoprisse il corpo fino almeno allindomani, quando lui sarebbe stato ormai lontano.
Si chin a studiarle il viso e colse un leggero profumo del sapone dellalbergo, oltre allodore
intenso di etanolo del cloroformio. Aveva la pelle chiara, quasi trasparente, tesa sulle ossa minute, le
labbra erano socchiuse e i piccoli denti bianchi brillavano nellumida oscurit della bocca. Dick si
avvicin tanto da sentire il suo fiato caldo sulla pelle, e not una ruga di concentrazione appena
accennata che correva tra gli occhi chiusi: anche lui ne aveva una uguale, formatasi nei lunghi anni di
istruzione da autodidatta, perlopi nelle biblioteche delle prigioni. Vide la sua sacca da viaggio, la
raccolse e vi frug dentro in cerca del libro che la ragazza leggeva sullaereo. Gli piaceva tenere
qualcosa per s, un sou-ve-nir. Nella sacca non cera quasi niente, quindi lo trov subito. Per scorse
anche una cosa che gli tolse il buon umore.
Prese la Bibbia, maneggiandone i resti malconci con tenerezza, come fosse un uccello ferito. La
copertina si apr e Dick prov disgusto nel vedere le scritte scarabocchiate sullunica pagina rimasta: la
ragazza aveva usato le parole di Dio invano, le aveva persino distrutte, e cos facendo aveva commesso,
ai suoi occhi, il pi grave dei peccati.
Si volt a guardare il suo corpo privo di sensi: ora non gli sembrava pi graziosa, desiderava
soltanto portare a termine il lavoro e andarsene.
Fuori lallarme antincendio si spense e la stanza ricadde nel silenzio. Doveva fare in fretta se
voleva approfittare della confusione rimasta per coprire la propria fuga.
La ragazza aveva rotto il dorso della Bibbia, e lui ora le avrebbe spezzato la schiena: cera un
senso di equit da Vecchio Testamento in questo, una sorta di occhio per occhio.
Le afferr la testa con la mano gigante e tese le spalle, pronto a romperle il collo, quando
qualcosa trill nel silenzio della stanza, lavviso di un sms. Desiderava tanto sentire lo schiocco del
collo che si spezzava, ma listinto e lesperienza gli dicevano di aspettare, e la disciplina fece in modo
che ubbidisse. Prese il cellulare dalla tasca e apr il messaggio; la ruga sulla fronte si approfond. Lo
lesse due volte, poi torn a guardare la ragazza.
Ti piacciono le parole, sussurr al suo corpo addormentato. Bene, ne ho una bella per te: pro-ro-ga.
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Capitolo 67.
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Ruin.
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LA citt vecchia era rimasta chiusa tutta la mattina perch le strade potessero essere sgombrate
dalle macerie del terremoto. Quando finalmente i cancelli scorrevoli vennero aperti, poco dopo le due
del pomeriggio, cerano migliaia di persone ad aspettare di poter salire alla chiesa pubblica in cima alla
collina, per rendere grazie di essere state risparmiate. Tra loro cera anche la dottoressa Anata.
Avanz insieme con quella ressa di gente, tra urti e spintoni, e not che incredibilmente nella
citt vecchia tutto appariva intatto. Alcuni pellegrini commentarono questo apparente miracolo, ma la
dottoressa non si stup: la cosa aveva a che fare pi con la geologia che con la teologia. I terremoti
erano come onde, e quindi il terreno pi friabile le amplificava, mentre la solida roccia su cui sorgeva
la citt vecchia le respingeva, riducendone limpatto. L il terremoto era stato meno intenso, quella era
lunica differenza.
Ci vollero quasi quaranta minuti per arrivare in cima alla collina ed entrare nella fresca e
monolitica chiesa pubblica, che traboccava di penitenti e riverberava dei suoni e dellenergia nervosa
dei turisti e dei fedeli raccoltisi per elevare preghiere di perdono, ringraziamento o contrizione. La
dottoressa Anata attravers la folla, marciando decisa sul pavimento di scisto diretta ai confessionali,
nellangolo estremo della chiesa. Gabriel si era offerto di andare, ma con la citt che tornava poco a
poco alla normalit, e troppa gente che lo cercava, aveva preferito farlo lei, emozionata allidea di
avere un piccolo ruolo in un evento di eccezionale importanza come quello. Per tutta la vita aveva letto
libri di storia, ora stava facendo lei stessa la storia.
Arrivata al confessionale, si sedette in fondo a una panca occupata da fedeli contriti che
fissavano con determinazione le cabine con le tende chiuse. Dietro le cabine, la parete era decorata da
un affresco medievale elaborato e immaginifico che ritraeva il giorno del Giudizio. Se i fedeli in fila
avessero saputo che lei era l proprio per evitare ci che stavano contemplando, si domand la
dottoressa Anata, le avrebbero permesso di passare avanti? Ne dubitava. La gente si comportava in
modo curioso quando si trattava di rispettare una fila, persino se in gioco cera la fine del mondo,
perci si mise tranquillamente ad aspettare. Ci vollero altri venti minuti prima che potesse percorrere il
breve cammino della vergogna e chiudersi la tendina alle spalle.
Il confessionale era angusto e odorava di incenso e di paura. Lei si sistem scomodamente su
una sporgenza di legno e port il viso allaltezza della grata.
Hai qualcosa da confessare? domand una voce attutita.
Vorrei far avere un messaggio a fratello Peacock. Ci fu un breve silenzio, poi la persona
seduta di l dalla grata si alz in fretta e se ne and senza dire una parola.
La dottoressa Anata rimase ad ascoltare i passi che si allontanavano e si confondevano con il
rumore generale della grande chiesa. Non sapeva bene che cosa si aspettasse, ma di certo non quella
dipartita improvvisa e silenziosa, che la innervosiva. Come accademica era del tutto impreparata a
situazioni rischiose, e adesso la sua mente era in subbuglio, occupata a formulare ogni ipotesi possibile
in cui figuravano persino le guardie della sicurezza e un brutale interrogatorio. Solo limportanza del
messaggio che portava, e tutto ci che dipendeva dalla sua consegna, le impedirono di fuggire via
finch ne aveva la possibilit. Un attimo dopo, il fruscio della tenda dallaltra parte della grata le disse
che era ormai troppo tardi per scappare. A parlare fu una voce diversa, cos ravvicinata da farla
sobbalzare.
Sono lemissario di fratello Peacock, disse. Ha un messaggio per lui?
S.
Lo dica me, e mi assicurer che lui lo riceva, con la massima discrezione.
La dottoressa Anata prese una busta sigillata dalla tasca. Ho una lettera per lui.
Allora inchinati a Dio e prega che lui la riceva.
Lei ubbid. Una piccola porzione del rivestimento a pannelli scivol di lato, aprendo una fessura
nel confessionale. Lei si chin e vi infil la busta. Sent un leggero strattone quando le venne sfilata
via, poi la fessura si richiuse, rapidamente come si era aperta.
Quando avr il messaggio? domand, ma non ebbe risposta. Chiunque avesse preso la busta
se nera gi andato.
...
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Capitolo 68.
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...
IL quarto piano della stazione di polizia di Ruin era pi affollato e caotico che mai. Voci alte e
squilli di telefono riempivano lopen space con le scrivanie degli agenti, e laria odorava di caff
bollente e tensione. Il problema pi grosso erano i saccheggi: dopo il terremoto, i soliti sciacalli
avevano agito nel buio, introducendosi in negozi e locali commerciali. Solo nella fredda luce del
giorno, quando i cittadini avevano smesso di rallegrarsi per essersi salvati e avevano rivolto
lattenzione a questioni pi materiali, avevano scoperto di essere stati derubati. Nel momento in cui la
corrente elettrica era stata ripristinata, e con questa luso del telefono, la sezione specializzata in furti
della divisione Rapine e Omicidi era stata sommersa di chiamate.
Arkadian sedeva alla sua scrivania dangolo, facendo del proprio meglio per ignorare il
frastuono. Quel giorno lui era una delle poche persone che dovevano occuparsi di un cadavere e non di
una violazione di propriet privata. Dopo essere tornato dallospedale e aver ristabilito laccesso ai
database, aveva cercato di scoprire da dove arrivasse lagente di polizia morto. Non aveva trovato
nessun Nesim Senturk nei ruolini di servizio dei distretti circostanti, e quindi aveva allargato la ricerca
a tutti i distretti della nazione. Adesso il suo computer era impegnato a esaminare i dati in cerca del
proverbiale ago nel pagliaio.
Nel frattempo Arkadian cercava di tenere docchio Liv. Una telefonata a Yun gli aveva
confermato che il suo volo era atterrato con qualche minuto di anticipo sulla tabella di marcia, alle 1.05
del mattino, ora locale. Allora lui aveva chiamato la polizia addetta alla sicurezza dellaeroporto
internazionale di Newark, e dopo aver spiegato chi era ed essere stato sottoposto a un fuoco di fila di
domande, fornendo pi informazioni personali di quante solitamente gliene richiedesse la sua banca,
era stato messo in contatto con il centro di controllo. L il responsabile di turno gli aveva confermato
che il passaporto di Liv Adamsen era stato verificato al controllo immigrazione undici minuti dopo
latterraggio del volo, e che le telecamere a circuito chiuso lavevano ripresa un minuto dopo mentre
usciva dalledificio principale, per salire su unauto della polizia; gli aveva dato perfino il numero di
matricola. Unulteriore telefonata al dipartimento di polizia del New Jersey, e unulteriore procedura di
controllo leggermente meno rigorosa della precedente, e Arkadian aveva ottenuto un nome: quello del
sergente William Godlewski, attualmente fuori servizio, ma il poliziotto di turno gli aveva promesso
che lo avrebbe contattato e gli avrebbe detto di richiamarlo.
Per la prima volta dopo ore, Arkadian sorrise: Liv stava bene. Evidentemente cera una versione
americana di lui che se ne prendeva cura, e questo lo faceva sentire molto meglio. Passando alla
successiva voce nella lista delle cose da fare, Arkadian compose il numero di telefono di un interno e si
copr lorecchio libero per attutire il rumore della sala.
Sicurezza del reparto celle.
Suleiman? Sono Arkadian.
Ehi, pensavo che fossi in permesso per un avvelenamento da piombo.
S, be, alla fine non ce lho fatta. Mezza citt  stata derubata, come si fa a starsene a casa in
poltrona a guardarsi una partita?
Sempre meglio della roba che devo vedere io ogni giorno. Come va il braccio?
Fa male. Senti, potresti recuperarmi le registrazioni delle telecamere relative allora
dellevasione di ieri, cos vengo gi a dare unocchiata?
Ehm... no, in effetti non posso. Abbiamo rimesso in funzione il sistema da poco, e mancano
molte registrazioni.
Quali?
Tutte quelle di ieri pomeriggio.
Arkadian sent fremere il suo istinto di poliziotto. Qualche possibilit di recuperarle?
No. Non sono state danneggiate,  che non ci sono proprio. Si vede che non ha funzionato il
sistema di backup.
 mai successa una cosa del genere?
No,  la prima volta.
Qualche idea sulle cause?
Suleiman fece un gran sospiro. Potrebbero essere tante: le celle si sono riempite dacqua
quando sono partite le bocchette antincendio, e questo potrebbe aver fatto saltare qualcosa; il sistema
poi fa schifo, c sempre qualche problema. E per finire abbiamo avuto un forte terremoto... scegli tu
che cosa preferisci.
Arkadian sospettava che la causa non fosse nessuna di quelle. Era troppo comodo, e le
registrazioni mancanti troppo specifiche. Va bene, grazie, Suleiman. Se saltassero fuori, fammelo
sapere.
Certo, ma non sperarci.
Riagganci il telefono e diede unocchiata alla sala in piena attivit, domandandosi se chi aveva
distrutto le registrazioni si trovasse l in quel momento. Un segnale acustico attir la sua attenzione sul
monitor: cera una corrispondenza. Comparve a tutto schermo il primo foglio di un ruolino di servizio,
mostrando in un angolo la fotografia di un uomo minuto con gli occhiali. Non assomigliava per niente
allagente che Arkadian aveva visto morto per strada, le uniche cose che corrispondevano erano il
nome, il numero di matricola e il fatto che entrambi fossero morti. Il vero Nesim Senturk aveva
prestato servizio nel distretto metropolitano centrale di Istanbul ed era rimasto ucciso pi di un anno
prima durante un raid contro alcuni trafficanti di droga. Luomo che giaceva ora sul tavolo dellobitorio
di Ruin era un impostore, con un nome e un numero di matricola reali, infiltrato nella squadra di
sorveglianza da qualcuno che aveva accesso alla documentazione della polizia. Era chiaro che dietro
tutta quella storia cera qualcuno ben informato, potente e con molte conoscenze.
Il telefono sulla scrivania squill, sovrastando il frastuono della sala.
Arkadian, rispose, premendosi la cornetta su un orecchio e la mano sullaltro.
Sono il sergente Godlewski del dipartimento di polizia del New Jersey. Mi  stato detto di
telefonarle a proposito di Liv Adamsen.
Arkadian gli rispose subito nella sua lingua. S, grazie per avermi richiamato cos in fretta.
Sa dov andata?
Arkadian fu colto di sorpresa. Io credevo che fosse con lei.
Ed era cos. Lho lasciata in albergo verso le tre del mattino, ma ci sono appena tornato per
vedere come stava ed  sparita. Sono sparite anche tutte le sue cose, e la stanza  sottosopra.
Poi Ski gli disse delle pagine strappate dalla Bibbia, e Arkadian si sent gelare quando cap chi laveva portata via.
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Capitolo 69.
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IL McDonnell Douglas DC-9 modificato decoll dallaeroporto internazionale di Newark e
inizi la sua rapida ascesa nel cielo del primo pomeriggio.
Visto da fuori sembrava un regolare volo charter, unico segno distintivo un logo azzurro sulla
coda, con una colomba bianca che, scivolando via nel cielo uniformemente grigio, pareva lo scorcio di
una giornata pi limpida. Ma dentro sembrava a malapena un aereo: i sedili erano stati tolti e sostituiti
con brandine di acciaio disposte su due livelli che occupavano quasi lintera lunghezza del velivolo, e
in coda, in una sezione separata, era allestita una sala operatoria perfettamente funzionante.
Il DC-9 apparteneva allOrganizzazione Colomba Bianca, un ente di beneficenza su scala
globale gestito dalla Chiesa che si occupava del trasporto aereo di vittime di traumi gravi e pazienti
civili provenienti da Paesi in guerra, in modo che potessero essere curati in strutture occidentali
allavanguardia. Laereo faceva mediamente tre viaggi di andata e ritorno alla settimana, e quasi tutto il
traffico di pazienti era in entrata, quindi per i viaggi in uscita fungeva da trasporto merci, e in occasione
di questo volo i materassi erano stati rimossi dalle brandine per trasformarli in grandi scaffali,
completamente occupati da scatole di rifornimenti medici e attrezzature varie.
Lunico paziente era a unestremit della cabina, legato a una branda, con tre cinture di
sicurezza intorno alle ginocchia, alla vita e al torace, e le braccia magre avvolte in un bendaggio che
proseguiva anche sul collo e la testa. Una maschera di gel ne copriva il viso, segno che il paziente
aveva subito un grave trauma facciale, oltre a diffusi danni alle braccia e al torso.
La scheda clinica con lanamnesi dettagliata si trovava in una busta di plastica sigillata fissata al
lato della brandina, con un passaporto che lo identificava come Annie Lieberman, missionaria
dellOhio brutalmente violentata e mutilata e poi bruciata viva e data per morta dai soldati ribelli della
Guinea, in Africa Occidentale. Lagente di dogana che era salito a bordo prima della partenza aveva
controllato i documenti, ma non si era preoccupato di togliere le bende o la maschera. Le vittime di
ustioni, in ogni caso, non somigliavano mai molto alle fotografie precedenti e quindi non sarebbe
servito a molto. Sulla cartella cera scritto che era stata curata al centro ustioni di Saint Barnabas nel
New Jersey, e adesso era diretta a Bangkok, in una clinica specializzata, per essere sottoposta a un
intervento di ricostruzione dei genitali e del seno. Lagente era sbiancato quando aveva letto i
particolari, e aveva subito firmato i documenti necessari per il decollo.
Laereo adesso stava virando e attraversando le nuvole, e la cabina fu invasa da fasci di luce
mentre lapparecchio tornava a raddrizzarsi e faceva rotta verso est. Parte delle modifiche apportate al
velivolo avevano lo scopo di aggiungere serbatoi di benzina, consentendogli una maggiore autonomia
rispetto al modello standard, ma le settemilacinquecento miglia nautiche per arrivare a Bangkok erano
ancora troppe per ununica tratta, e il programma di volo prevedeva uno scalo tecnico di rifornimento
allaeroporto internazionale di Gaziantep, nella Turchia meridionale.
Liv giaceva sveglia sulla brandina, anche se non completamente. Era cosciente del mormorio e
delle vibrazioni dei motori, percepiva la pressione delle cinture che la tenevano bloccata e anche
qualcosa sul viso che le schiacciava la pelle. Cerc di muovere un braccio per toccarsi e sentire che
cosera, ma non successe niente. Tent di aprire gli occhi, ma anche quelli rimasero chiusi. Era come se
le linee di comunicazione tra il suo cervello e il corpo fossero state interrotte, impedendole qualsiasi
movimento, ma lasciandola sveglia e cosciente. Un ricordo le torn in mente, e cominci a
iperventilare: lei conosceva gi quelle sensazioni. La claustrofobia, la segregazione, il dolore. Erano
sensazioni tanto essenziali e familiari che sembravano far parte di lei, eppure anche mentre le ricordava
sapeva che non erano memorie sue. Appartenevano a ci che lei adesso si portava dentro, quasi fosse
un oscuro bambino che doveva dare alla luce sano e salvo prima che il tempo scadesse per entrambi.
Ricord il sogno del drago, e sent che era vicino e aspettava di divorare il suo bambino, proprio come
predetto da quei versi del Libro della Rivelazione. Poi qualcosa le venne tolto dalla faccia, e una voce
le sussurr allorecchio.
Non cercare di parlare, ordin, e non cercare di muoverti: non ci riusciresti, e questo ti
metterebbe solo agitazione. Sei stata paralizzata con una droga che si chiama suc-ci-nil-co-li-na. Ma
non ti preoccupare, leffetto passer presto.
Liv sent una pressione sulle palpebre quando luomo vi appoggi pollice e indice e
delicatamente le apr gli occhi. Una luce intensa la trafisse, e Liv si ritrov davanti non una qualche
bestia biblica ma la sagoma massiccia di un tizio. Eccoti qui, le disse. Presto ti riporter a casa, nel
posto a cui appartieni.
Le sue parole le arrivarono chiarissime, e il panico torn. Luomo continuava a parlare, ma lei
non lo ascoltava pi; tutto ci che udiva era il suono di un sussurro che le invadeva le orecchie,
cancellando il resto come fosse un grido, e portando con s immagini del Tau pieno di punte nella
cappella del Sacramento. Sent la pelle formicolare dolorosamente a quel ricordo, e la paura le divamp
dentro. Rammentava la traduzione del messaggio del monaco:
Cos la mantennero debole.
La luce di Dio, rinchiusa nelle tenebre.
Non osavano liberarla, per paura delle conseguenze,
N potevano ucciderla, poich non sapevano come fare.
Avevano tenuto Eva prigioniera fin dallinizio dei tempi, e Liv laveva liberata, ma non per
molto.
Presto ti riporter a casa, aveva detto luomo. Tutte due venivano riportate alla Cittadella per
essere di nuovo segregate nellombra.
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Capitolo 70.
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FRATELLO Giardiniere percorreva le gallerie fresche e buie della Montagna, portando con s
il tepore del lavoro appena svolto. Sentiva ancora lodore della legna bruciata, e la carezza del calore
sulla pelle.
Si era alzato prima dellalba, per organizzare i suoi aiutanti in una squadra di otto persone, tutte
armate di sega e cesoie. Avevano iniziato da unestremit del giardino procedendo via via verso
linterno per potare tutti gli alberi e tagliare in profondit quando trovavano la piaga. Dapprima era
parso che gli alberi pi vecchi fossero quelli maggiormente colpiti, ma nel procedere cominciarono a
trovarne tracce anche sulle foglie e i rami degli esemplari pi giovani.
Di nuovo fratello Giardiniere si era fatto carico di organizzare la pira, studiando ogni fronda
sacrificata nella speranza che una gli fornisse la chiave per comprendere che cosa avesse colpito le
piante. Questo gli aveva anche dato la scusa per concentrarsi su qualcosa che non fosse la sistematica
decimazione del suo amato giardino. Solo quando lultimo ramo malato era stato sezionato e gettato nel
fuoco, si era concesso di guardare la devastazione che avevano prodotto. Aveva lavorato in quel posto
per pi di quarantanni, ne conosceva ogni pianta e ogni arbusto, ma ora stentava a ravvisare la cosa
mutilata in cui si era trasformato. E dopo che la pira che riempiva il braciere era arsa con il calore di
una febbre bruciante, lui era ancora senza un indizio di ci che aveva provocato la piaga, n di ci che
poteva eliminarla. Sfinito e sconvolto, se nera andato a cercare rifugio nella Montagna, dove gli
restava ancora unaltra cosa da fare.
Adesso avanzava barcollante per la galleria, appoggiando la mano sulla parete di pietra
irregolare per reggersi, e sperava di non incontrare nessuno prima di raggiungere le cappelle private,
dove intendeva riversare le sue emozioni represse in unaccorata preghiera a Dio, implorandolo di
risparmiare il suo giardino. Arrivato ai gradini che conducevano alla sala sotto la caverna della
cattedrale, quasi perse lequilibrio, tanto le sue gambe erano stanche dopo tutte quelle ore in piedi.
Forse si stava ammalando; poche ore prima gli era sanguinato il naso e gli pareva di non riuscire a
liberarlo dallodore di arance. In fondo ai gradini cera un corridoio breve e stretto, con le pareti
interrotte da porte di legno, ciascuna con a fianco una candela sorretta dalla cera solidificata di migliaia
di candele venute prima. Molte erano accese, a indicare che la cappella era occupata, ma alcune no.
Fratello Giardiniere and verso una di quelle, accese la candela fredda con lo stoppino scintillante di
una vicina, la rimise al suo posto ed entr.
La cappella, poco pi che una grotta ricavata nella roccia, era illuminata dalle candele votive
dei visitatori precedenti. Le fiammelle ondeggiarono quando lui vi si sistem di fronte, sul pavimento
levigato dalle ginocchia dei fedeli.
Continuava a sentire il caldo, anche l nel cuore freddo e scuro della Montagna. Fremette sotto
la tonaca quando singinocchi e alz gli occhi alla croce a forma di T che si trovava sulla pietra
daltare.
I suoi alberi. Il suo giardino. Consumato dalla malattia e dal fuoco come unanima maledetta da
Dio. E non cera nulla che lui potesse fare.
Lemozione tenuta a freno per tutto il giorno cominci a montargli dentro, aumentando via via,
finch esplose in un singhiozzo cos crudo da fargli dolere la gola. Fratello Giardiniere chiuse gli occhi
e giunse le mani con forza, cercando di concentrare lemozione nella preghiera che desiderava offrire,
ma i singhiozzi continuavano a scuotergli il corpo. Si strinse le braccia intorno al busto, cercando di
riprendere fisicamente il controllo di s. Si sentiva ancora addosso lodore di fumo, e percepiva il
calore del proprio corpo attraverso labito. Dondolandosi avanti e indietro sul duro pavimento, premette
la bocca contro la spalla per soffocare i singhiozzi, in modo che nessuno nelle cappelle vicine potesse
sentirlo.
Il sudore sotto la tonaca cominci a dargli prurito, e si gratt attraverso il tessuto. Le lacrime gli
sgorgavano dagli occhi e colavano lungo le guance, ma per quanto piangesse e singhiozzasse forte, il
senso di desolazione non se ne andava; anzi, cresceva, dandogli limpressione che fosse sul punto di
lacerarlo. Pi il dolore cresceva, pi il prurito diventava insopportabile, e un suono scatur dalla sua
gola, un gemito cos agghiacciante e crudo che, lo sapeva, avrebbe richiamato gli altri.
Si volt verso la porta, aspettandoli, e si asciug le guance bagnate con il dorso della mano,
cercando di controllarsi. Ma il grido continuava, ancora pi forte e pi disperato, bench lui tentasse di
contenerlo. Fu allora che not che il liquido che gli bagnava la mano era di colore scuro, e la tonaca era
macchiata alla stessa maniera l dove si era grattato. Preso dal panico, si strapp labito, lacerandolo
sul davanti e scoprendo cos che la sensazione di umido non era dovuta al sudore ma a uneruzione di
vesciche su tutta la pelle. Dove le aveva grattate erano scoppiate, e ora ne colava un liquido marrone
scuro. Ma lo stimolo a grattarsi era troppo forte, pareva che ogni atomo del suo corpo prudesse e
lunico modo di mitigarlo fosse grattare via tutto.
Inizi a lacerarsi la pelle: le unghie robuste delle mani indurite dal lavoro la strappavano via a
brandelli e facevano esplodere altre vesciche. Il sollievo era immediato, molto superiore al dolore che
lo accompagnava. Era una benedizione e una tortura.
Sent la porta aprirsi e alz gli occhi sul viso sconvolto di un confratello. Questi arretr
visibilmente davanti a quella creatura, inginocchiata e dondolante davanti a lui, che con le mani si
lacerava freneticamente la carne pustolosa, e dalla bocca spalancata continuava a emettere un orribile
lamento, gli occhi fissi e disperati che piangevano liquido bruno invece di lacrime.
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Capitolo 71.
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ARKADIAN sent vibrare il cellulare e guard il display attraverso la met inferiore delle lenti,
socchiudendo gli occhi. Il numero era protetto. Si alz dalla scrivania e attravers rapido la sala
affollata.
Pronto, disse, aprendo la porta con una spinta e avviandosi per le scale verso luscita.
Sono Gabriel.
Stavo proprio per chiamarla, lo interruppe Arkadian prima che potesse dire altro. Esco ora
dallufficio e il mio cellulare sta per scaricarsi. Le do un altro numero da chiamare; ci sar tra cinque
minuti. Gli dett il numero di un telefono fisso che si era scritto sulla mano, poi riagganci senza
dargli il tempo di replicare.
Gabriel rimase ad ascoltare il segnale di linea interrotto, sorpreso dalla brevit della
conversazione. Evidentemente Arkadian non voleva parlare, almeno non al cellulare.
Cinque minuti.
Guard la parete coperta di libri nello studio della dottoressa Anata. Forse Arkadian aveva
bisogno di cinque minuti per predisporre unapparecchiatura avanzata di tracciamento. Aveva letto di
certi nuovi supercomputer, sviluppati dalla CIA per combattere il terrorismo, che erano in grado di
rintracciare in pochi secondi qualsiasi chiamata. Lultima cosa di cui aveva bisogno era essere catturato
e finire di nuovo in cella. Ormai la dottoressa Anata doveva aver recapitato il messaggio, il che
significava che lui quella sera avrebbe avuto un appuntamento alla Cittadella, e non poteva
assolutamente mancare.
Apr il browser sullo smartphone e digit il numero che Arkadian gli aveva dato nella barra di
ricerca. Apparve una pagina di risultati, e lui ne clicc un paio: entrambi attribuivano il numero a un
telefono pubblico della Basilica Ferrata, la stazione ferroviaria principale di Ruin. Aggrott la fronte:
era una scelta piuttosto strana. I telefoni pubblici di norma venivano utilizzati da chi voleva parlare con
la polizia mantenendo lanonimato, non il contrario.
Gabriel fiss il televisore che mandava bagliori da un angolo della stanza. Lorologio in
sovrimpressione allangolo dello schermo scatt avanti di un minuto: gliene restavano quattro per
decidere se richiamare o no.
Era rimasto a guardare i notiziari televisivi per gran parte della giornata, tenendosi aggiornato
sugli ultimi avvenimenti e nel frattempo telefonando a vari contatti e conoscenze che erano in debito
con lui, per organizzare un trasferimento sicuro in Turchia per Liv. Aveva esaurito tutti i suoi crediti
e adesso lei era prenotata per un volo merci, sotto falso nome e con un passaporto falso. Aveva cercato
di chiamarla per dirglielo, ma Liv non rispondeva al telefono: forse dormiva. Se lo augurava.
Lorologio alla parete ticchettava. In televisione termin un servizio sui lievi danni riportati da molti
edifici storici, e ne inizi uno sulle morti in ospedale. Sullo schermo apparve unimmagine di sua
madre, e lui distolse lo sguardo. Controll lora sul telefono.
I cinque minuti erano passati.
Compose il numero.
Arkadian sent suonare il telefono mentre ancora arrancava in mezzo alla folla dellenorme atrio
della stazione, sormontato da una volta di vetro e acciaio. Smise di squillare proprio quando lo
raggiunse, e lui bestemmi abbastanza forte da far voltare alcune teste, allora finse di cercare nelle
tasche qualche monetina per poter rimanere vicino allapparecchio. Squill di nuovo quasi subito.
Eccomi, disse.
Che cos questa storia del numero? Ha un tracciamento migliore su questa linea?
Nessun tracciamento, rispose Arkadian riprendendo fiato, proprio il contrario. Il mio
cellulare  facile da spiare,  persino gi predisposto per questo, perci ho pensato di far perdere le mie
tracce. Cos possiamo parlare tranquillamente. Senta, mi dispiace moltissimo per quello che  successo
allospedale.
Gabriel tacque.
Ho anche fatto una verifica sulle registrazioni relative alla sua evasione, e aveva ragione: 
sparito tutto. Le riprese video, i registri dei prigionieri, tutto.
Quindi se non ci sono prove della mia evasione, immagino che nessuno mi cercher.
Oh, la stanno gi cercando. Solo che adesso hanno un altro motivo per farlo. Hanno rilevato le
sue impronte digitali in ospedale: lei  il principale sospettato di tutti e tre gli omicidi.
Gabriel incass la notizia. I telegiornali non ne avevano parlato: evidentemente la polizia stava
tenendo linformazione riservata, forse perch sapevano che lui era ancora nei paraggi e non volevano
spaventarlo.
Quel poliziotto non era un poliziotto, disse, quasi a se stesso.
Lo so, ho controllato anche questo. Sto cercando di scoprire da dove  saltato fuori, ma finora
 un vicolo cieco. Non so dove lei si trovi, ma deve stare nascosto.
Perch tutto a un tratto  dalla mia parte?
Perch aveva ragione, c del marcio in tutta questa faccenda. Mi sento terribilmente in colpa
per non aver fatto di pi per proteggere sua madre. Avrei dovuto capire che era in pericolo, e che lo
siete tutti. Far del mio meglio per assicurarmi che non succeda di nuovo.
E Liv? Quella gente sta cercando anche lei.
Arkadian fece un lungo sospiro. Forse lhanno gi trovata. Poi gli raccont della
conversazione avuta con il poliziotto del New Jersey.
Non  morta, disse Gabriel quando lui ebbe finito. Se avessero voluto ucciderla, quel
poliziotto avrebbe trovato il corpo nella stanza dalbergo. La stanno portando qui. Sanno che custodisce
in s il Sacramento, e lo rivogliono indietro. Guard lorologio, calcolando il fuso orario del New
Jersey. A che ora ha parlato con il poliziotto?
Circa venti minuti fa.
E le ha dato qualche indicazione sullora della sparizione di Liv?
Ha detto di essere andato a prenderla allaeroporto e di averla lasciata in albergo verso le tre
del mattino.  tornato da lei intorno alle nove, perch non gli aveva risposto al telefono. Siccome dopo
le sette in albergo era scattato lallarme antincendio,  salito a vedere se stava bene, ma era gi sparita.
Lallarme antincendio era unesca. Devono averla presa in quel momento.
Lo penso anchio. Ho controllato allimmigrazione se ci fossero registrazioni del suo
passaporto per un volo in partenza, ma finora non  venuto fuori niente.
Non la faranno uscire con il suo nome. La spediranno qui con un charter o con un aereo
privato e dei documenti falsi.
Allora dobbiamo intercettarla allarrivo.
La mente di Gabriel percorse freneticamente tutti i dettagli logistici. I due aeroporti che
servivano Ruin registravano centinaia di voli al giorno, e la prima volta che Liv era arrivata a Ruin lui
aveva sorvegliato un aeroporto e Kathryn laltro. Adesso sua madre era morta, e se lui si fosse
avvicinato allaeroporto sarebbe stato subito arrestato dalla sicurezza.
Ha qualche persona fidata per sorvegliare gli aeroporti?
Arkadian pens a Yun Haldin e alla sua agenzia di sorveglianza privata. Si fidava di Yun, ma la
sua agenzia era piena di ex poliziotti, e lui non poteva garantire per tutti. Francamente, per come
stanno le cose, non mi fido di nessuno. E poi se Liv arrivasse con un merci nessuno la individuerebbe
in ogni caso.
Gabriel guard verso il televisore, cercando una soluzione al problema. Cera un giornalista che
parlava ai piedi della Cittadella, e la scritta in sovrimpressione diceva: DOVE SONO I
SOPRAVVISSUTI DELLA CITTADELLA?
Allora si rese conto di avere la soluzione davanti agli occhi. Non occorre sorvegliare i due
aeroporti, disse. Dobbiamo concentrarci solo sulla Cittadella:  l che la porteranno. Supponiamo che
labbiano presa tra le sette e le nove nel New Jersey: questo significa che abbiamo una finestra di due
ore da cui partire. Un volo diretto impiegherebbe dodici ore. Che differenza di fuso orario c fra Ruin
e il New Jersey?
Sette ore.
Allora, diciamo che sono partiti verso le nove. Aggiungiamo dodici ore, e diventano le nove di
sera negli Stati Uniti. Le quattro del mattino a Ruin.
Lora perfetta per portare qualcuno nella Cittadella senza essere visti.
Esatto. Noi dobbiamo solo sorvegliare la Montagna prima dellalba, e bloccare chiunque si
presenti.
Gabriel aggrott la fronte, rendendosi improvvisamente conto che il suo piano aveva un difetto:
quella notte lui non avrebbe potuto sorvegliare la Cittadella, era meglio invece che fosse gi dentro.
Pens ad Arkadian, con il braccio al collo, che stava di guardia da solo. Doveva trovare dei rinforzi, ma
era rischioso e difficile capire di chi fidarsi.
Limmagine alla televisione adesso mostrava il sindaco, ai piedi della Montagna, assediato da
una selva di microfoni delle maggiori reti dinformazione. Gabriel sorrise per la prima volta da quando
aveva parlato con Liv.
Ho bisogno che lei faccia qualche telefonata, disse.
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Capitolo 72.
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LA notizia di fratello Giardiniere corse veloce in tutta la Cittadella, diffondendosi come il virus
che tutti temevano potesse essere. Le voci si alimentarono nei refettori e distolsero i pensieri dalla
preghiera e dallo studio, nutrendosi di tensioni gi esistenti e ridestando la paura che, con il Sacramento
lontano dalla Montagna, una piaga biblica stesse per abbattersi su tutti loro.
Athanasius era nello studio dellabate quando lo venne a sapere. Dopo lesplosione aveva
trascorso l molte ore ogni giorno, cercando di leggere tutti i comunicati ufficiali, gli articoli di giornale
e i rapporti interni che tenevano la Cittadella costantemente aggiornata su quanto accadeva nel mondo
allesterno. Di recente tutto ci era stato una ben triste lettura.
Gettava via la maggior parte dei ritagli di giornale, accartocciandoli subito dopo averli letti e
buttandoli nel cestino accanto al caminetto, spento e freddo da dopo la morte dellabate. Athanasius si
ritirava nello studio soltanto per rimanere solo e indisturbato. Il cestino era quasi pieno ora, e lui si
appunt mentalmente di dire ai cuochi che potevano venire a prenderlo, dato che avevano sempre
bisogno di materiale per accendere il fuoco al refettorio. Butt gli ultimi resti e stava per alzarsi e
tornare nella Montagna quando ud un bussare leggero alla posta, che annunciava larrivo dei dispacci
del giorno.
Il monaco che li portava era fratello Osgood, un tipo minuto e nervoso, piuttosto simile a un
topo, che solo di recente era stato promosso dalla tonaca grigia dei novizi a quella marrone degli
Administrata. Attravers la stanza in silenzio, i muscoli della mandibola stretti per la tensione, e
appoggi sulla scrivania il plico di documenti fermato da un nastro verde scuro. Athanasius vide la
lettera in cima, scritta a mano e indirizzata a fratello Peacock. La prese con un gesto istintivo,
ansioso di vedere che cosa conteneva, ma si ferm rendendosi conto che Osgood era ancora l.
C qualcosa che non va?
Fratello Giardiniere si  ammalato, rispose Osgood, grattandosi con una mano il dorso
dellaltra. Qualcuno dice che  una forma di infezione che attacca la pelle.  stato portato in
infermeria.
Grazie, andr a trovarlo appena avr finito qui.
Osgood annu, ma non accenn ad andarsene. Si schiar la voce e fiss le proprie mani
intrecciate. Pensa che possa essere vero? Linfezione, intendo.  solo che, con la malattia che ha
colpito il giardino e quello che  successo ai Sancti, tutti cominciano a farsi delle domande.
E che cosa si domandano?
Si domandano se per caso abbiamo fatto qualcosa di sgradito a Dio, e adesso veniamo puniti
per questo.
Athanasius ripens a tutto ci che aveva visto su nella cappella in cima alla Montagna. Pu
darsi. Alz gli occhi e vide un lampo di paura passare sul volto di Osgood. Non ti preoccupare, gli
disse. Fratello Giardiniere  esausto e profondamente amareggiato per la malattia del giardino. Sono
sicuro che ci che lo affligge ha a che fare pi con questo che con la punizione di Dio. E sono sicuro
che non  contagioso. Indic con un cenno le dita di Osgood, che ancora grattavano nervosamente.
Quando qualcuno nomina le pulci, tutti cominciano a grattarsi. Torna al tuo lavoro e non permettere
che pettegolezzi e voci ti conducano lontano dal buonsenso. Guarda, aggiunse accennando al cestino
pieno di cartacce, porta questo in cucina e dallo a chi si occupa del fuoco. Non dimenticare mai che le
notizie di oggi possono essere ci che alimenta il fuoco domani.
Osgood sorrise, prese il cestino e corse fuori dalla stanza. Appena la porta si richiuse,
Athanasius afferr la busta e lapr, spostandosi verso il caminetto mentre leggeva il contenuto. Poi la
stracci, la gett nel braciere freddo e le diede fuoco, osservando la fiamma trasformare parole
pericolose in cenere, che lui poi ridusse in polvere con la mano.
Stasera diceva la lettera.
Usc in fretta dalla stanza, pensando a tutte le altre cose che cerano scritte, spazzandosi via la
cenere dalla mano e dirigendosi allinfermeria.
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Capitolo 73.
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ATHANASIUS ud fratello Giardiniere prima ancora di vederlo.
Il suo basso lamento echeggiava nelle gallerie silenziose che conducevano alle caverne isolate
dellospedale. Cera qualcosa, in quel suono, che gli faceva venire voglia di tapparsi le orecchie e
fuggire, come se i gemiti di qualche povera anima dannata fossero trapelati dallinferno. Era un suono
di tormento e di follia, e penetrava nella parte pi antica del suo cervello, dove abitavano le paure pi
profonde.
Raggiunto il corridoio dove si trovavano le corsie e le stanze di isolamento, trov quella giusta
semplicemente seguendo il lamento. Poi fece un respiro profondo, deglut con la gola secca e spinse la
pesante porta di legno.
La prima cosa che vide fu la figura spettrale di un Apothecaria di guardia. Pi oltre il corpo
nudo di fratello Giardiniere, che si contorceva sul letto. Era stato spogliato anche degli indumenti
intimi e legato alla struttura di metallo del letto con spesse cinghie di tela del colore di ossa sbiancate,
macchiate di marrone da un liquido vischioso. Aveva la pelle coperta di bolle, e cerano profonde
lesioni e lividi rabbiosi dove si era ferito con le unghie, con tanta violenza da sembrare vittima
dellaggressione di un animale. Persino ora stringeva e rilasciava i pugni, come bramasse di grattarsi
per alleviare il terribile prurito che gli strappava dalla bocca schiumante quellorribile lamento.
LApothecaria si volt verso Athanasius, che si apprestava a entrare, e sollev la mano coperta
da un guanto sterile per impedirgli di procedere. Lui arretr nel corridoio e lApothecaria lo segu,
richiudendo la porta per attutire il grido. Solo allora si tolse la mascherina: era fratello Simenon, uno
dei medici pi anziani ed esperti. Oltrepass il confratello senza dire una parola e si avvi lungo il
corridoio.
Che cosa lo affligge? domand Athanasius, tenendogli dietro.
Non lo sappiamo. Allinizio ho creduto fosse la stessa cosa che aveva colpito i Sancti, ma
quella sembrava pi una febbre emorragica, questa  qualcosa di totalmente diverso. Abbiamo
prelevato il sangue e campioni del liquido secreto dalla pustole, ma finora nessuno dei test  risultato
positivo per una malattia conosciuta. Ci sono somiglianze sintomatiche con il vaiolo, motivo per cui lo
abbiamo portato qui nel reparto di isolamento, ma non c una corrispondenza esatta, e io
personalmente non credo si tratti di quello. Ci sono anche indizi di peste bubbonica, ma queste malattie
sono estinte o estremamente rare, perci non  chiaro come potrebbe averle contratte.
Stava ripulendo il giardino, disse Athanasius, ricordando lultima volta che lo aveva visto.
S, la piaga degli alberi. Ci ho pensato, ed  la causa pi probabile. Esistono alcune forme di
funghi e muffe che possono aggredire rapidamente il sistema immunitario e respiratorio delluomo.
Questo pu provocare gravi reazioni allergiche che producono micotossine o causano micosi, cio di
fatto massicce infezioni da funghi. Considerate le condizioni della pelle, io sospetto che ci troviamo
davanti a una micosi, anche se non ho mai sentito parlare di qualcosa che possa scatenarla cos
velocemente. Speriamo di trovare un campione della piaga degli alberi per testarne la tossicit, ma a
quanto ho capito i giardinieri hanno ricevuto lordine di bruciare tutto.
Athanasius annu, pensando al fumo nero e infetto che saliva nellaria limpida. E gli altri
giardinieri?
Simenon si ferm presso unaltra grande porta.  questo che mi preoccupa di pi. Apr la
porta sulla corsia pi spaziosa dellospedale.
Era una stanza oblunga con il soffitto a volta, come una grande cantina, con quattro letti in fila
contro le pareti, otto in totale. In ogni letto cera un monaco, e quando la porta si apr tutti e otto si
voltarono contemporaneamente, con la paura negli occhi. Era tutta la squadra dei giardinieri, portati l
in quarantena. Cerano altri tre Apothecaria in servizio, le mascherine chirurgiche a coprire il volto e i
guanti azzurri di nitrile a proteggere le mani, occupati a prelevare campioni di sangue e a interrogare a
turno i monaci per cercare qualche avvisaglia della malattia.
Abbiamo ritenuto opportuno isolare chiunque fosse venuto a contatto diretto con la piaga degli
alberi, finch non potremo escluderla dalle possibili cause di ci che ha infettato fratello Giardiniere.
Il gemito proveniente dal fondo del corridoio torn a farsi sentire, come in risposta al suo nome. Tutti
in corsia lo udirono.
Uno dei monaci pi giovani, sdraiato su un letto vicino alla porta, inizi a piangere. Sprofond
sotto le lenzuola come un bambino che si nasconde dal buio e fiss lo sguardo verso il corridoio, come
se la cosa che faceva quel rumore stesse venendo a prenderlo.
Simenon chiuse la porta e prese dalla tasca una siringa e del sedativo.
E se si trattasse della piaga degli alberi, domand Athanasius, tra quanto anche loro
mostreranno i sintomi?
Fratello Giardiniere  stato il primo a venire a contatto con la piaga, e i sintomi si sono
manifestati in meno di ventiquattro ore. Perci se la causa  quella, e qualcuno della squadra di
giardinieri ha contratto uninfezione analoga, lo sapremo molto presto.
Simenon si sistem di nuovo la mascherina sul viso e si ferm. La mia previsione  che lo
sapremo entro un paio dore. Se gli altri non risulteranno infetti, potremo tirare un sospiro di sollievo e
fare il possibile per fratello Giardiniere. Se invece sono malati, allora speriamo che ci che abbiamo gi
fatto sia sufficiente a contenerne la diffusione. Ma c una terza possibilit: se questa cosa si dimostra
pi virulenta e contagiosa, un agente patogeno trasportato dallaria che passa da un ospite allaltro con
la sola vicinanza, allora tutti noi nella Cittadella, nessuno escluso, siamo stati esposti. Eravamo tutti l,
nella caverna della cattedrale, quando fratello Giardiniere ha portato dentro il primo ramo infetto
gettandolo ai piedi dellaltare.
Athanasius rivide il ramo che, cadendo a terra, si spezzava, e la povere secca, catturata dalla
luce, che saliva dal legno sbriciolato come uno sbuffo di fumo.
Mi dica, domand Simenon, lei era nel giardino allinizio delloperazione di ripulitura:
quanti alberi infetti cerano? Erano solo un paio? La piaga era limitata a determinate zone o determinati
tipi di alberi?
Athanasius scosse la testa cupamente.
Era dappertutto, rispose, rendendosi conto delle gravi implicazioni della domanda di
Simenon. Quasi tutti gli alberi ne erano affetti.
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PARTE QUARTA.
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Il Signore si rivolse a Mos e ad Aronne: Procuratevi una manciata di fuliggine di fornace: Mos la sparga verso il cielo sotto gli occhi del faraone. Essa diventer un pulviscolo che, diffondendosi su tutta la terra dEgitto, produrr, sugli uomini e sulle bestie, ulcere degeneranti in pustole, in tutta la terra dEgitto.
Esodo, 9. 8, 9.
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Capitolo 74.
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LA sera port con s qualcosa che ricominciava a somigliare alla normalit, nella citt di Ruin.
Non cerano state scosse di assestamento dopo quelle iniziali, perci il lavoro di sgombero e
sistemazione procedeva rapido e senza ostacoli. Quasi tutte le strade erano state riaperte, e i tavoli dei
ristoranti erano ritornati sui selciati, fino a poche ore prima ancora ingombri di vetri rotti. Cera anche
moltissima gente in giro, che si rilassava dopo lo stress delle ventiquattro ore precedenti. Tra la folla
spiccava Gabriel.
Camminava tranquillo, rimanendo nelle vie pi turistiche, il volto coperto dalla visiera del
berretto, mescolato tra la gente e diretto alle mura della citt vecchia. Avrebbe dovuto trovarsi sul posto
solo qualche ora dopo, ma aveva preferito muoversi adesso perch se fosse arrivato troppo presto, con
la luce del giorno, sarebbe stato pi facile da identificare, e pi tardi, nelle strade deserte, avrebbe
potuto destare sospetti.
A quellora la citt vecchia era gi chiusa al pubblico. Dalla met del diciannovesimo secolo
tutti gli edifici della zona erano stati convertiti in esercizi commerciali, e ufficialmente il coprifuoco
serviva a mantenere larea tranquilla e silenziosa per non interferire con i riti notturni dentro la
Montagna. In realt, vigeva un antico accordo in base al quale in tutta la zona intorno alla Cittadella gli
affitti delle abitazioni erano bloccati ai tempi del Medioevo, mentre quelli commerciali erano liberi:
con gli affitti, la Chiesa aveva guadagnato dieci volte di pi dopo che era stato istituito il coprifuoco, e
quindi nessuno poteva entrare nella citt vecchia di notte. Tutti i giorni, al crepuscolo, gli addetti
spazzavano le strade e si assicuravano che i turisti scendessero dalla collina verso le uscite, pronti ad
andarsene quando i cancelli sarebbero calati rumorosamente, chiudendo larea per la notte. La prima
sfida che Gabriel doveva affrontare era riuscire a entrare.
Scorse Arkadian accanto a uno dei cancelli pubblici principali, che bighellonava vicino a una
porta di metallo incassata nel vecchio muro di pietra. Ogni anno milioni di turisti e pellegrini in cerca
della salvezza salivano su per quelle strade ripide, e quasi ogni giorno si verificavano incidenti di ogni
genere, dalle caviglie slogate ai colpi di calore. La maggior parte veniva trattata sul posto, ma se cera
il sospetto di qualcosa di pi serio e occorreva chiamare unambulanza venivano utilizzate le porte
demergenza, della cui gestione e manutenzione si occupavano i paramedici delle ambulanze e la polizia.
Arkadian salut Gabriel con un cenno quando lo vide avvicinarsi, e si volt vero il pannello di
controllo per digitare il codice di accesso. Allinterno del muro di pietra si ud il rumore di un motore
che iniziava a ronzare, e la porta di metallo cominci a sollevarsi. Gabriel si infil sotto e Arkadian lo
segu, reggendosi il braccio fasciato. Digit lo stesso codice su un altro pannello, e la porta invert la
marcia, abbassandosi di nuovo per poi bloccarsi con un tonfo sordo. Il tutto aveva richiesto meno di un
minuto. In silenzio salirono su per le strade buie, tenendosi nascosti.
La citt vecchia era illuminata dal bagliore giallo delle lampade al sodio, che gettavano una luce
fastidiosa sugli edifici deserti e facevano sembrare malato tutto il quartiere. Avanzarono con prudenza,
riducendo al minimo il rumore dei passi sul selciato e prestando orecchio a eventuali suoni provenienti
dagli addetti alle pulizie, ma non udirono niente se non il fruscio attutito della notte e le voci delle
persone che si divertivano fuori dalle mura.
Arrivati a met collina, Arkadian si intrufol in uno stretto passaggio tra le pareti inclinate di
due edifici, e apr una porta che dava in un piccolo ufficio. Un lungo bancone occupava lintera parete,
sulla quale erano appesi poster che consigliavano in varie lingue di guardarsi dai borseggiatori. Era la
stazione di polizia della citt vecchia, un luogo come un altro per aspettare lora di agire. Gabriel
guard lorologio: mancavano ancora quattro ore, ma se non altro erano gi sul posto.
Arkadian apr il chiavistello del bancone e and sul retro, senza accendere le luci.
Vuole un caff? domand a Gabriel riempiendo il bollitore. Sar una lunga notte,
probabilmente un po di caffeina le far comodo.
Grazie. Durante le missioni speciali notturne in Afghanistan, per stare svegli Gabriel e la sua
squadra masticavano pillole di caffeina e svuotavano intere confezioni di caff liofilizzato mettendosi i
granuli direttamente in bocca. Era quella la cosa curiosa dei combattimenti: erano fatti soprattutto di
attese; la noia era letale almeno quanto le pallottole, ti faceva diventare pazzo e temerario, e ora come
allora Gabriel non se lo poteva permettere. Avrebbe dovuto cercare di dormire, ma sapeva che era
impossibile: non faceva che pensare a Liv nelle mani del nemico. E non poteva evitare di pensare che laveva delusa.
Ecco, disse Arkadian porgendogli una tazza di caff nero, non  proprio il miglior kahve, ma dovrebbe tenerla sveglio.
Gabriel prese la tazza e sorseggi il liquido caldo e gradevole. Grazie, rispose. Grazie di tutto.
Arkadian si strinse nelle spalle. Voglio solo assicurarmi che vincano i buoni. Nel frattempo,
perch non mi racconta di che cosa si tratta esattamente?
Gabriel pens a ci che aveva scoperto nelle ultime ore: la Profezia dello Specchio, la fine dei
giorni, la ricerca dellEden. Difficile capire da dove cominciare. Alz gli occhi sul viso intelligente
dellispettore e a un tratto tutto gli fu chiaro.
La faccenda  iniziata dodici anni fa, disse, quantomeno per me.  iniziata con la morte di mio padre...
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Capitolo 75.
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LE devozioni quotidiane nella Cittadella erano divise in dodici funzioni diverse, di cui quattro
notturne, a intervalli regolari; la seconda di queste era la Compieta, che iniziava due ore dopo il
crepuscolo e segnava il momento in cui la Montagna effettivamente andava a dormire e cominciava il
coprifuoco. Di notte era vietato a tutti percorrere le gallerie, a eccezione delle guardie che le
sorvegliavano, dei monaci in turno di preghiera che andavano o tornavano dalle cappelle, e di quelli
sufficientemente alti in grado da garantirsi lesenzione da molte delle regole imposte agli altri.
Di conseguenza, mezzora dopo linizio della Compieta, il silenzio era totale, ma non tutti dormivano.
Padre Thomas era ancora sveglio, e lavorava da solo nella biblioteca per cercare di riparare le
falle nei sistemi di sicurezza e di conservazione ambientale, a causa delle quali era chiusa ormai da
parecchio tempo. Finora era riuscito a sistemare i problemi nelle sale di lettura e negli uffici, ma i
saloni principali, connessi tra loro ed enormi, erano ancora vulnerabili; quindi continuava a lavorare.
Anche sullampia balconata di pietra, che faceva parte degli appartamenti del Prelato e
guardava sul giardino recintato nel cuore della Montagna, cera una figura scura e logora in tonaca
verde che passeggiava nervosamente. Dragan non riusciva a dormire. Il Sacramento non sarebbe
tornato nella Montagna fino a poco prima dellalba, eppure lui lo sentiva avvicinarsi, portando con s la
sua forza vitale. Era stato trafugato da traditori ed eretici, ma lui era stato scelto per farlo ritornare, e ci
sarebbe riuscito. Prima che le funzioni notturne finissero, il Sacramento sarebbe stato di nuovo nella
cappella, chiuso dentro il Tau, e con esso il suo involucro umano, un prigioniero necessario per il
processo divino. Solo allora a lui sarebbero tornate le forze e la Montagna sarebbe stata risanata.
Dopodich si sarebbe occupato dei traditori.
Dallaltra parte della Montagna, in una cella senza finestre scavata nella roccia presso le stanze
dellabate, anche Athanasius era sveglio, e continuava a piegare e ripiegare con cura la sua tonaca di
riserva per tenere le mani impegnate. Aveva tutti i sensi in allerta, resi pi acuti dalladrenalina
prodotta dalla paura e dallansia. Presto avrebbe dovuto lasciare la sicurezza della sua stanza e
avventurarsi nelloscurit. Aveva gi violato il coprifuoco altre volte, ma sempre per incarico
dellabate: adesso non cera nessun abate, stavolta era da solo, e ci che doveva fare era altamente
rischioso. Perci piegava e ripiegava labito.
E aspettava.
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Capitolo 76.
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OLTRE le pareti della Montagna, nelle vie della citt vecchia, tutto era quieto e silenzioso. Gli
addetti alle pulizie se nerano andati e la falce di luna calante splendeva nel cielo. Nella stazione di
polizia, Gabriel e Arkadian ripassarono tutte le cose che ciascuno doveva fare, poi si strinsero la mano
e si separarono. Gabriel sgattaiol fuori e sal su per la collina silenziosa verso la Cittadella. Era quasi
luna del mattino.
Camminava senza fare rumore, ascoltando la notte. Nessun suono, anche la citt taceva oltre le mura.
La piazza pubblica, popolata di turisti di giorno, adesso era deserta, e perci inquietante.
Gabriel pass furtivo sotto una delle arcate accanto alla chiesa e alz gli occhi sulla Cittadella. Si
sentiva esattamente come prima di una missione militare: concentrato, carico, un po spaventato. La
paura era essenziale: gli impediva di essere troppo sicuro di s, e cera molto di cui avere paura
nellimpresa che stava per tentare.
Procedendo lungo il lato in ombra del terrapieno, si tenne vicino agli edifici e avanz verso il
ponte di legno che scavalcava il fossato in secca. Sopra la sua testa vedeva la caverna dei tributi, su in
alto sul fianco ripido della Montagna. Non cera alcuna luce allinterno, lunica indicazione che ci fosse
effettivamente qualcosa era la linea sottile della fune, appena visibile contro la parete, solo un graffio
dritto che scalfiva la notte proseguendo verso il basso fino alla pietra piatta dei tributi, ai piedi della Montagna.
Raggiunse la fune e con cautela lafferr, attento a non tirarla. Era pi sottile di quanto sperasse,
e fatta di canapa, secondo tradizione: non era certo il materiale pi robusto, ma almeno la superficie
ruvida gli avrebbe permesso una buona presa. Si infil i guanti da scalata che aveva in tasca, scrutando
il terrapieno in cerca di eventuali segni di movimento. Una bandiera penzolante sul lato di un edificio si
mosse per un accenno di brezza. Un rimasuglio di spazzatura dimenticato dagli addetti alle pulizie
rotol sul selciato. A parte ci, tutto era immobile.
Gabriel impugn un tratto di fune e verific la tenuta. Scricchiol per la tensione, cedendo
appena, ma non troppo. Doveva accontentarsi. Fece un respiro profondo riempiendo il corpo di
ossigeno, poi si aggrapp alla fune con tutto il peso del corpo preparandosi a una rapida fuga se avesse
sentito un rumore metallico su in cima.
Non successe niente.
Il messaggio era arrivato a destinazione.
La campana dellAscensione era stata disattivata.
Port le gambe a cavallo della fune e se la fece passare sul fianco della gamba destra e attorno
allo scarpone. Allung le braccia, si aggrapp con forza e si tir su, lasciando scorrere la fune sullo
scarpone destro per poi bloccarla con la suola del sinistro, che fungeva da freno; si sostenne con le
gambe e liber le braccia per afferrarsi pi in alto. Era una tecnica semplice che veniva insegnata a tutti
i soldati dellesercito statunitense, e permetteva di procedere poco per volta ma in qualunque
situazione, ammesso di avere abbastanza forza nelle braccia e che la fune non cedesse. La caverna dei
tributi era circa cento metri sopra di lui, e Gabriel cerc di non pensare alleventualit che la fune
potesse spezzarsi.
Invece sgombr la mente da tutto e si concentr su un ritmo regolare.
Drizzare le gambe.
Allungare le braccia.
Afferrarsi con le mani.
Sollevare le gambe.
Bloccare. Ripetere dallinizio.
Percorreva circa un metro a ogni ripetizione, quindi ci sarebbero volute un centinaio di
ripetizioni per arrivare alla caverna dei tributi. Durante laddestramento faceva regolarmente cinque
serie da dieci, anche se con una fune pi grossa e pi facile da afferrare. Ma almeno questa volta non
trasportava lo zaino da combattimento, solo una pistola e una copia della mappa di suo nonno.
Prosegu con ritmo regolare, oscillando nellaria notturna mentre la fune si tendeva e
scricchiolava. Anche i tendini dei suoi polsi cominciavano a irrigidirsi, bruciando a ogni nuova presa. Il
ritmo rallentava, ma lui continuava deciso. Pensava in continuazione a Liv, spaventata e sola,
prigioniera delle persone che avevano ucciso sua madre. Non avrebbe permesso che a lei succedesse la
stessa cosa. Nonostante il dolore, sarebbe andato avanti, per il bene di Liv.
Gli ci vollero circa dieci minuti per arrivare al varco di accesso, e ormai ogni singolo muscolo
delle sue braccia e delle gambe urlava di dolore, e i vestiti e i guanti erano madidi di sudore. Il varco
era ostruito quasi interamente dalla solida struttura di legno della piattaforma dellAscensione. La fune
della campana vi passava di fianco e spariva in un foro nella roccia: grande abbastanza per la fune, ma
troppo stretto per lui. Gabriel si arrampic lungo lultimo breve tratto finch la sua testa spunt oltre il
livello del pavimento della caverna.
Era deserta.
Non cera nessuno ad aspettarlo.
Doveva riuscire ad avvicinarsi di pi al bordo della caverna o alla piattaforma di legno,
entrambi fuori dalla sua portata. Cominci a spostare il proprio peso avanti e indietro per fare oscillare
la fune, che scricchiolava con laumentare del dondolio. Aveva una sola possibilit.
La corda si tese.
Le fibre scricchiolarono.
Il bordo della caverna gli and incontro veloce.
Gabriel lasci la presa quando loscillazione fu al massimo e si inarc verso la caverna.
Nellistante in cui abbandon la fune cap che sarebbe arrivato troppo corto. Sentiva la gravit
che lo attirava verso il basso come se avesse delle pietre nelle tasche. Si protese disperatamente verso il
bordo del varco e lo urt con un tonfo sordo, che gli offese le costole e gli tolse il respiro. Rimase
aggrappato solo per le braccia, con la parte inferiore del corpo che penzolava nel buio. Mosse le gambe
in cerca di qualcosa di solido contro cui fare presa e spingersi verso lalto, ma non cera niente. Il varco
sporgeva a strapiombo sul fianco della Montagna, con sotto un salto di cento metri.
Gabriel concentr le energie rimaste nelle braccia tremanti per tirarsi su, ma il pavimento della
caverna era simile a marmo, levigato da centinaia di anni di passaggi. Ogni volta che cercava di
sollevarsi perdeva terreno, scivolando gi invece di avanzare. Alla fine smise di muoversi, consapevole
del fatto che insistendo avrebbe solo continuato a scivolare fino a precipitare.
Per qualcosa doveva fare.
Anche solo stando l appeso sentiva di sdrucciolare, millimetro dopo millimetro. Con uno
sforzo disperato slanci la gamba destra di lato, sollevandola pi in alto che poteva. Trov il bordo
della caverna e rimase cos, muovendo solo un po il piede per fare maggiore presa, con la suola di
gomma che strideva spostandosi sulla superficie liscia. A ogni centimetro di progresso del piede, per,
sentiva le braccia farsi pi deboli: dopo la fatica dellarrampicata, non aveva pi forza nelle dita e
niente a cui afferrarsi. Appeso cos di sghembo, pi fuori che dentro la piattaforma di roccia, sapeva
che molto probabilmente le braccia sarebbero state le prime a cedere, e a ogni secondo le dita madide
di sudore scivolavano un po. Ben presto sarebbe caduto a capofitto lungo la parete della Montagna, e
non aveva la forza di impedirlo.
Poi una mano gli afferr la giacca e inizi a tirarlo su a strattoni. Anche Gabriel si spingeva,
regolando gli sforzi con il ritmo di chi stava tentando di sollevarlo, cosicch con cinque strattoni ben
sincronizzati si ritrov, oltre il bordo della caverna, sdraiato sul pavimento di pietra. La pelle bagnata di
sudore si rinfrescava contro la roccia fredda, e lui rimase cos per un momento, felice di essere vivo. Se
invece del pavimento ci fosse stato un materasso di piume, non gli sarebbe sembrato pi comodo e
accogliente. Alz gli occhi sul viso delluomo che lo aveva salvato.
Dobbiamo sbrigarci, disse Athanasius, non possiamo farci trovare qui. Gli porse un fagotto
di abiti ripiegati. Mettiti questi e potrai attraversare la Montagna indisturbato.
Gabriel si tir su faticosamente, con i muscoli che tremavano, e si infil il ruvido abito di lana
direttamente sopra i vestiti. Avrebbe tenuto al caldo i muscoli doloranti, ed era un bene: perch doveva
recuperare in fretta le forze, se voleva fuggire dalla Montagna. Guard il monaco e tese la mano.
Gabriel, disse, grazie per avermi salvato di nuovo la vita.
Il monaco sembrava un po imbarazzato. Athanasius, rispose, stringendo la mano tesa, o
fratello Peacock, se preferisci. Il tuo messaggio parlava di una mappa.
Gabriel tir fuori un foglio di carta dalla tasca e glielo porse. Era una copia della mappa che
Oscar aveva disegnato nel suo diario.
Athanasius la prese e percorse con il dito le linee delle gallerie e dei corridoi, finch arriv al
simbolo delle ossa incrociate.
 lossario, disse. Qualunque cosa tu stia cercando, si trova sotto la caverna della cattedrale,
insieme con le sacre ossa dei Prelati. Gli restitu la mappa e prese la lampada a olio dalla nicchia nella
parete. Tirati il cappuccio sulla testa, stai dietro di me a una certa distanza e nasconditi se qualcuno
dovesse fermarmi per parlarmi. Nessuno dovrebbe andarsene in giro a questora: speriamo che tutti gli
altri siano pi rispettosi di me della regola.
Poi si volt e usc dalla caverna dei tributi, dirigendosi verso le oscure profondit della Montagna.
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Capitolo 77.
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GABRIEL seguiva il bagliore della lampada a olio, che dondolava nelloscurit davanti a lui e
avanzava per le gallerie, mettendo in luce porte scure e cavi che serpeggiavano lungo i muri come
vene. Ogni dieci passi circa spuntava una lampada a soffitto, ma erano tutte spente, e Gabriel si
domand se fosse per via del recente terremoto o semplicemente per risparmiare energia. Quel pensiero
stranamente lo destabilizz: per tanto tempo aveva demonizzato la Cittadella e tutti coloro che vi
abitavano, e ora gli sembrava surreale ritrovarsi improvvisamente l dentro a notare questi dettagli
irrilevanti. Ramment a se stesso che era in territorio nemico, e per una ragione ben precisa. Infil la
mano in tasca, sent il peso rassicurante della pistola, e si obblig a tenere gli occhi sulla luce, una
decina di passi pi avanti, e la mente concentrata sulla sua missione.
A volte la luce scompariva per un paio di secondi dietro una curva della galleria, e lui doveva
procedere rapido toccando le pareti grezze per non rimanere indietro. Altre volte si abbassava a sinistra
o si alzava a destra, quando Athanasius scendeva o saliva una rampa di scale. Gabriel cercava di
orientarsi, ma non era possibile, e sper che la sua guida lo stesse conducendo lungo quel percorso
tortuoso per evitare le zone pi frequentate della Montagna, e non per confonderlo mentre lo attirava in una trappola.
Dopo aver camminato per dieci minuti, passando chini sotto lampade basse e infilandosi in
cunicoli cos stretti da doverli percorrere uno alla volta, varcarono una porta maestosa oltre la quale si
apriva una vista da togliere il fiato. La caverna era tanto vasta da far girare la testa per limprovvisa
abbondanza di spazio. Enormi stalattiti scendevano dal soffitto, e in alto, nella parete pi distante, era
stata ricavata una finestra immensa. Attraverso quella Gabriel vide la falce di luna, che proiettava il suo
bagliore argenteo sui vetri antichi creando disegni liquidi sul pavimento di pietra, e che gli ricord il
poco tempo che aveva a disposizione. Dovevano aver attraversato il cuore della Montagna e raggiunto laltro lato.
Da questa parte, sussurr Athanasius.
Gabriel lo segu, oltrepassando la sagoma incombente del Tau che si ergeva sullaltare vicino
alla parete di fondo, dove una formazione di aguzze stalagmiti creava uno schermo naturale a
protezione di una porticina tempestata di borchie metalliche. Athanasius gir una chiave nella serratura,
e il rumore echeggi nello spazio enorme come la carica di un fucile. Gabriel si guard indietro per
controllare che fossero ancora soli, prima di seguire il monaco oltre la porta.
Si trovavano in cima a una rampa di scale di pietra che scendeva nelloscurit e odorava di
morte. Athanasius richiuse a chiave la porta e inizi a scendere, e il sentore di decomposizione si fece
pi forte a ogni gradino. In fondo alla rampa, unaltra porta sbarrava loro la strada, e quando si apr
lodore secco di muffa e marciume li invest in pieno.
Lossario, disse Athanasius, entrando e reggendo in alto la lampada a olio per fare luce nella stanza.
Cerano file di nicchie lunghe e profonde scavate in tutte due le pareti, su tre livelli, a perdita
docchio nelloscurit e la stretta sala somigliava al vagone letto di un treno. Ma coloro che dormivano
l non si sarebbero pi svegliati. In ogni nicchia Gabriel vide delle ossa che spuntavano da tonache
marce, a coprire quanto restava dei potenti di un tempo. In uno di quei recessi, di fronte a lui, un
teschio era rotolato fuori dal cappuccio e li fissava con le orbite vuote. Sotto, nella roccia, era incisa
una croce.
Gabriel si avvicin. Il punto in cui si trovava la Mappa Celeste era indicato con una croce sul
disegno di Oscar, ma pareva strano che lavesse nascosta proprio davanti alla porta dentrata.
Nella luce della lampada, Gabriel vide qualcosaltro inciso accanto, parzialmente nascosto dal
velo sottile di ragnatele che copriva gran parte delle pareti e dei varchi. Lo tir via con il pollice, e fu
un colpo vedere che cosa cera sotto: L I V.
Rimase per un momento a fissare lincisione, sconcertato dalla presenza del nome Liv in quella
cripta segreta. Poi cap lerrore: ogni nicchia aveva un simbolo inciso sotto, quello della nicchia pi in
alto era XLIII, e alla sua sinistra la sequenza continuava con XLII, XLI e XL. Erano numeri romani, e
XLIV corrispondeva semplicemente al numero 44.
Prese dalla tasca la mappa di Oscar, ricordandosi di quello che cera scritto accanto alle ossa incrociate: XIV.
Da questa parte, disse, dirigendosi a sinistra.
Percorse in fretta il lungo corridoio umido, contando a ritroso i numeri mentre la lampada a olio
di Athanasius gettava unombra allungata e inquieta davanti a lui. Pi le cifre si abbassavano, pi le
pareti si facevano grezze, e sotto il numero 30 il corridoio mut di nuovo: le ragnatele che velavano le
pareti non cerano pi, spazzate via in modo che ogni varco si spalancasse nitido e oscuro. Anche i
corpi allinterno erano stati messi in ordine, e i mucchi informi di ossa polverose adesso erano avvolti
con cura in fagotti di tela sistemati al centro di ciascun recesso, con il teschio appoggiato sopra.
Qui, disse Gabriel, arrivando allaltezza del 14. Prese una piccola torcia elettrica dalla tasca e
laccese; la luce bianca della minuscola lampadina dissip il buio.
Che cosa stiamo cercando? domand Athanasius, sollevando la lampada a olio per aggiungere altra luce.
Qualcosa di simile a un pezzo di pietra, o una parte di tavoletta, con incisi dei simboli; troppo
pesante perch una persona possa portarsela via a nuoto, ma abbastanza piccola da poter essere messa qui e nascosta.
Pass il raggio della torcia nel varco e sent che la sua speranza, lanciata al galoppo,
inciampava: a parte lordinato fagotto di resti umani al centro, la nicchia era completamente vuota.
Controll quelle accanto, tutte vuote salvo i soliti fagotti e i teschi sogghignanti che si prendevano
gioco di lui. Esamin le pareti, il pavimento, il soffitto, tutti immacolati e intatti e ricavati nella roccia,
quindi non era possibile che Oscar avesse sepolto la mappa.
Torn a rivolgere lattenzione allunica cosa rimasta nella nicchia XIV: il fagotto di ossa sotto il
teschio. Allinizio lo aveva ignorato perch sembrava troppo piccolo, ma avendo escluso ogni altra
possibilit era lunico posto in cui poteva trovarsi la Mappa Celeste. Allung la mano e lo prese.
Ti prego, disse Athanasius, non disturbare le reliquie.
Gabriel lo avrebbe ignorato, se non fosse stato che nellattimo in cui sollev il fagotto cap che
era troppo leggero per contenere ci che stava cercando. Qualunque cosa Oscar avesse nascosto l,
adesso non cera pi: doveva averla trovata qualcun altro. Rimise a posto con cura linvolto e pass la mano sulla pietra fredda e pulita.
Come mai  tutto cos in ordine, qui?
Questi sono i resti pi antichi dellossario, i primi Prelati della Montagna. Hanno moltissimi
anni e sono quasi ridotti in polvere, che potrebbe volare via al minimo soffio daria. Si  deciso, con un
ordine del consiglio, che i resti dovessero essere protetti.
E quando?
Circa dieci anni fa.
Gabriel annu. Era in ritardo di dieci anni. C qualcun altro che scende qui?
Solo i Sancti novizi. Come parte della preparazione allufficio, ogni apprendista trascorre del
tempo qui a riflettere sulla propria posizione di ultimo anello di una catena ininterrotta che arriva fino
allinizio di tutto. Queste catacombe sono in realt un gigantesco reliquiario, e le ossa dei Prelati delle
vere reliquie, santificate dalla vicinanza prolungata alla reliquia per eccellenza, il Sacramento. Questi,
essendo i resti dei primissimi Prelati, i padri fondatori della Cittadella, sono i pi sacri di tutti. Perci i
novizi vengono qui a pregare.
Ci spiegava come avesse fatto Oscar a portare l di nascosto la Mappa Celeste: era stato
apprendista dellordine dei Sancti prima di fuggire, e poteva averla portata laggi al sicuro durante una
delle sue silenziose devozioni, nella consapevolezza che poche altre persone si avventuravano fin l.
Finch non si era deciso di rimettere tutto in ordine.
 possibile che ci sia un resoconto scritto dei lavori di sistemazione?
Tutti i testi sono catalogati e conservati nellarchivio della grande biblioteca, che per  ancora
chiusa. Probabilmente potrei ottenere di accedervi, ma non prima del Mattutino, e non sarebbe
comunque una cosa rapida, gli archivi sono immensi.
Gabriel fece un sospiro di frustrazione, ricordando la luna dargento che aveva visto attraverso
la grande finestra della caverna: una luna che si faceva impercettibilmente pi piccola ogni ora che
passava. Prese dalla tasca liPhone. Il tempo  una delle cose che non abbiamo, disse, toccando lo
schermo e poi passando il telefono ad Athanasius. Limmagine salvaschermo era la fotografia della
pagina del diario di Oscar in cui era riportata la Profezia dello Specchio. Athanasius prese liPhone e
inizi a leggere.
Laria nella cattedrale aveva un odore dolce dopo il puzzo della cripta.
 meglio sbrigarsi, sugger Athanasius dirigendosi verso la porta principale, il turno di
preghiera cambier tra poco, e i corridoi non saranno pi cos deserti. Ti riporto indietro per una via pi breve.
Ripercorsero i propri passi nel contorto labirinto della Montagna, prendendo qualche scorciatoia
qua e l. Passarono davanti a dormitori in cui i monaci russavano e cappelle in cui altri pregavano.
Gabriel si teneva indietro come prima, la testa china, il cappuccio sul viso, mantenendo una certa
distanza da Athanasius, in caso venissero fermati. Erano quasi arrivati alla caverna dei tributi quando lo
udirono: un gemito basso, che risuonava nelloscurit come le grida angosciose di un animale in
trappola. Si fermarono ad ascoltarlo crescere di intensit per poi dissolversi rapidamente. Poi udirono
dei passi. Nello spazio echeggiante della galleria era impossibile capire da quale direzione
provenissero. Gabriel si ritir nellombra di una porta e sfior la pistola quando una figura in tonaca
rossa apparve alle sue spalle, pass oltre e raggiunse velocemente Athanasius.
Devi venire con me, ordin il monaco.
Venire dove?
Nellinfermeria. Fratello Simenon mi ha chiesto di trovarti. Dice che  urgente.
Un altro gemito raggelante si alz dalle profondit della Montagna. Va bene, rispose
Athanasius. Stavo salendo le scale per lasciare la nuova lista dei turni nella caverna dei tributi, ma
immagino che possa aspettare.
Gabriel si schiacci contro la porta e vide il monaco in tonaca rossa scortare Athanasius gi per
la galleria, portandosi via la gi scarsa luce della lampada a olio. Nelloscurit totale, ascolt i loro
passi che si allontanavano finch sparirono nel silenzio, poi torn nel corridoio e prosegu nella
direzione in cui Athanasius lo aveva guidato. Impugn la torcia e laccese, coprendone quasi tutta la
luce con la mano. Scorse una scala di pietra che saliva deviando dalla galleria principale, e sper fosse
quella a cui alludevano le criptiche istruzioni di Athanasius.
Dopo pochi minuti sent la fredda aria notturna provenire dalla sua sinistra, e la segu fino alla
caverna dei tributi. Si tolse la tonaca, la lasci ripiegata su una mensola bassa e si diresse al margine
della piattaforma. Agganci la fune della campana a un pezzo di trave sporgente. Sentiva le braccia
ancora deboli e pesanti, ma almeno questa volta la forza di gravit sarebbe stata dalla sua parte. Si
infil i guanti e tir la fune per metterla in tensione.
Si era arrampicato fin lass sperando di trovare una mappa che lo portasse a una meta sacra e
antica, se ne andava con niente pi della flebile speranza che Athanasius riuscisse a trovarne traccia
negli archivi. Gabriel guard fuori nella notte illuminata dalla luna, sapendo che Liv doveva essere l
da qualche parte. Aveva promesso di non deluderla, eppure aveva fallito clamorosamente. Non era
stato in grado di proteggerla e non era riuscito a trovare lunica cosa che poteva liberarla dalle profezie
in cui era imprigionata. Assillato da questo pensiero si attorcigli la fune alla gamba e scese dalla
piattaforma, scivolando nella notte come un uomo che viene impiccato lentamente.
...
.
...
Capitolo 78.
...
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...
QUANDO Athanasius arriv alla scala che conduceva allinfermeria, il suono che aveva sentito
nella parte superiore della Montagna si era ormai trasformato in un coro di dannati. Si faceva pi forte
a ogni passo, finch dovette fare appello a tutta la sua determinazione per proseguire. Ora riusciva a
discernere parole scoordinate, lamenti e implorazioni, e perdono era la pi frequente.
In fondo alle scale trov una guardia con indosso una mascherina chirurgica che spiccava
contro il cappuccio sollevato della tonaca rossa. Unaltra guardia dal viso coperto stava accanto alla
porta della corsia principale, da dove proveniva il frastuono. Appena si avvicin, la guardia porse anche
a lui una mascherina e rimase a guardarlo in silenzio mentre la indossava. Solo allora si avvicin alla
porta e buss forte per sovrastare il rumore. Dallinterno si ud il suono di un catenaccio, poi la porta
cominci ad aprirsi.
La scena che accolse Athanasius era unimmagine dellinferno. Gli otto letti che aveva visto
poche ore prima adesso erano nello scompiglio totale, sparsi a casaccio in mezzo alla stanza, dove
erano stati spinti dalle violente contorsioni dei loro occupanti. Ogni monaco era stato spogliato
completamente e legato, come fratello Giardiniere, e tutti presentavano gli stessi sintomi: eruzioni di
bolle su gran parte della pelle, segni di lacerazioni dove erano riusciti a martoriarsi la carne prima di
essere immobilizzati e il costante, penoso lamento che accompagnava la loro sofferenza.
Le grida pi forti venivano da un letto vicino alla porta, il cui occupante era riuscito chiss
come a liberarsi dalle cinghie e adesso si artigliava la pelle con la mano libera, infilando le unghie in
una serie di bolle che esplodevano e sanguinavano, facendolo ululare in un misto di agonia e di
sollievo. Due Apothecaria tentavano di bloccarlo, i guanti azzurri di nitrile che cercavano di fare presa
sulla pelle resa viscida dal liquido marrone suppurato dalle pustole lacerate. Un terzo Apothecaria
puntava una siringa sul braccio in movimento, cercando di seguirne il ritmo, e alla fine riusc a
conficcare lago. La maschera contorta di tormento abbandon il viso del monaco appena il sedativo
fece effetto, e Athanasius riconobbe il giovane spaventato che aveva visto poco prima.
Si volt e incroci gli occhi di fratello Simenon, che lo guardava attraverso la fessura tra il
cappuccio e la mascherina.
Tutti gli alberi, mi ha detto?
Athanasius annu. Tutti.
E la piaga si  manifestata ancora nel giardino?
Athanasius scosse la testa. Non fino allultima volta che  stato controllato.
Quindi lei concorda sul fatto che lopera di contenimento ha funzionato. Athanasius annu.
E naturalmente appoggerebbe una procedura analoga per cercare di contenere la potenziale diffusione
della manifestazione umana della malattia.
Nonostante il calore asfissiante della stanza, Athanasius sent un brivido quando cap perch era
stato convocato. Lei ritiene che io dovrei essere messo in quarantena?
Non solo lei. Le uniche persone che fino a questo momento hanno contratto la malattia sono
quelle che hanno passato del tempo nelle parti infestate del giardino, e hanno maneggiato direttamente
il materiale contagiato. E lei era l, come gli altri capi delle congreghe. Siete stati tutti nel giardino a
esaminare il materiale infetto, forse persino a toccarlo, mentre decidevate che cosa fare contro la
piaga.
Athanasius ripens alle due guardie silenziose che lo avevano accolto in corridoio. Allinizio
aveva creduto che fossero state messe l per impedire alle persone di entrare, ora comprendeva la
verit: erano l per impedire di uscire. Ma se io fossi stato infettato, di certo ormai manifesterei
qualche sintomo, no?
Non necessariamente. Lei  stato esposto in maniera limitata, perci nel suo caso levoluzione
potrebbe essere pi lenta. Tutte queste persone hanno avuto unesposizione prolungata e totale, un
fattore chiave nei casi di micosi acuta. Se ci fossero alternative sarei il primo a suggerirle, ma non
possiamo rischiare che la cosa si diffonda oltre. Tutti coloro che potrebbero essere stati contaminati
devono rimanere in isolamento per almeno quattro giorni, e sotto stretta osservazione. Se per allora non
si sar manifestato alcun sintomo, potremo concludere con certezza che linfezione  stata arginata.
Altrimenti... Non complet la frase. Se pu farla sentire meglio, io stesso e tutto il mio staff
rimarremo qui per la durata del periodo di quarantena.
Athanasius comprendeva la logica di questa misura, ma cera un problema. Quarantena
significava che per quattro giorni non avrebbe potuto controllare i registri per conto di Gabriel, sempre
che non fosse finito legato a un letto o peggio. E questo sollevava unaltra questione. Bench temesse
la risposta dovette domandarlo: Come sta fratello Giardiniere?
Purtroppo fratello Giardiniere  morto poco dopo la sua ultima visita. Linfezione ha
contagiato tutti gli organi. Le pustole che lei ha visto sulla pelle sono presenti anche internamente:
quando scoppiano invadono il corpo di tossine. Se il livello di tossine  troppo alto, le attivit
dellorganismo si bloccano.
Athanasius guard di nuovo i corpi che si contorcevano legati ai letti e immagin le bolle che
affondavano nella loro carne, le stesse che ora forse si stavano formando anche sul suo corpo.
E dove dovremmo stare? Non c spazio qui, e la vicinanza alle persone gi infettate
inficerebbe certamente lo scopo della quarantena.
Le guardie si stanno organizzando. Io e il mio staff occuperemo le restanti caverne di
isolamento. Sono sicuro che troveranno una soluzione adeguata.
Intanto la mente di Athanasius galoppava, intravedendo unopportunit nel suo imminente
isolamento. Posso permettermi un suggerimento? La biblioteca  chiusa e vi si accede senza passare
attraverso le zone pi frequentate della Montagna. Potremmo trasformare una delle sale di lettura in
una corsia temporanea e senza troppi fastidi. Nessuno la sta usando, e il fatto che sia dotata di
atmosfera e temperatura controllate garantir che laria che respiriamo non contamini il resto della
Montagna.
Simenon annu. Lo proporr. Nel frattempo, lei deve uscire da questa stanza e aspettare nel
corridoio. Anche gli altri capi delle congreghe sono stati convocati, ma io volevo parlare prima con lei
perch sapevo che avrebbe capito il senso e la logica del provvedimento, e magari mi avrebbe aiutato a
convincere i nostri fratelli.
Certamente.
Come in un copione ben congegnato, il rumore di qualcuno che bussava alla porta sovrast i
lamenti. Simenon apr e si trov davanti fratello Axel, sconcertato. Athanasius sgattaiol fuori dalla
stanza e poggi la mano sulla spalla di Axel, per risparmiargli il terribile spettacolo allinterno.
Axel si sottrasse al suo tocco e lo fiss con rabbia. Lo vedi che coshai fatto? disse. Hai fatto
scendere una piaga su tutti noi.
Speriamo di no, rispose Athanasius. Per il bene di entrambi, preghiamo che sia qualcosa di
diverso.
...
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Capitolo 79.
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FORTI venti sullAtlantico avevano sospinto la colomba bianca sulla coda del DC-9 verso il
confine estremo dellEuropa. Atterr allaeroporto internazionale di Gaziantep con un po di anticipo,
alle 2.50 del mattino.
Tre minuti dopo le tre, un montacarichi si accost allaereo e sollev la piattaforma fino al
portello della cabina passeggeri. Due cose vi furono caricate: una cassa, pi o meno della forma e delle
dimensioni di una bara, e un uomo grande e biondo vestito di nero, che appoggi la mano sulla cassa
come se stesse prestando giuramento su una Bibbia gigante. Il montacarichi cal uomo e cassa fino a
un furgone in attesa, con gli sportelli posteriori gi aperti e la chiavetta di accensione gi inserita. Senza
laiuto di nessuno, luomo fece scivolare la cassa gi dalla piattaforma del montacarichi e dentro il
vano posteriore del furgone, poi chiuse gli sportelli e si diresse al posto di guida. Gir la chiavetta e la
voce computerizzata del navigatore satellitare gli indic il primo tratto della strada da percorrere.
Quattro minuti dopo luomo varcava il cancello della sicurezza e si immetteva nella corsia di servizio
che girava intorno alla recinzione perimetrale. Da l arriv alla via principale che usciva dallaeroporto,
e si diresse su per le montagne verso la citt di Ruin.
Oltrepass il valico ed entr nella periferia della citt alle tre e mezzo precise. La voce
inespressiva del navigatore lo guid fino allampio viale orientale e poi sulla circonvallazione interna
che girava intorno alla citt vecchia; da l entr nel settore nordorientale, chiamato Quartiere Ombroso.
Nove minuti dopo era giunto a destinazione.
Dick guid il furgone fin dentro il magazzino che si trovava nella parte bassa delle mura della
citt vecchia, fece manovra presso una piattaforma di carico e spense il motore. I veicoli pesanti non
erano ammessi, quindi le tonnellate di cibo e di merci che ogni giorno dovevano essere recapitate a tutti
i caff e i negozi di souvenir venivano trasportate con la funicolare. Simile al binario di una grande e
lenta struttura di montagne russe, la funicolare attraversava le mura della citt vecchia e saliva su per il
fianco della collina tramite un tunnel di pietra che partiva dal magazzino principale.
Dopo aver controllato che in giro non ci fosse nessuno, Dick scese dal veicolo, prese un muletto
manuale e lo posizion davanti al il vano posteriore del furgone. Fece scivolare la cassa a forma di bara
sul muletto e la port fino allunico vagone presso lentrata del tunnel, con la porta aperta e pronto
alluso. Dopo avervi caricato la cassa, si infil nello spazio riservato al personale in fondo al vagone e
rilesse le istruzioni che gli erano state inviate per e-mail sul telefono.
Apr lo sportello di sicurezza del pannello di controllo e premette lultimo dei tre pulsanti rossi.
Il vagone si mise lentamente in moto, trascinato lungo la rotaia da una cremagliera: le ruote di gomma
e il motore elettrico quasi non facevano rumore nel silenzio della notte. Entr nel tunnel poco
illuminato e inizi a salire, su fino alla terza e ultima fermata, proprio in cima alla citt vecchia, dove il
terrapieno circondava la base della Cittadella.
Erano le 3.41 del mattino.
Dragan si afferr alla parete scabra della caverna dei tributi e guard gi per il varco come un
malconcio uccello da preda. Non vide nessun movimento, solo le strade della citt vecchia illuminate
dai lampioni al sodio, che si allargavano ai suoi piedi come una macchia gialla luminescente.
Sent il freddo della notte penetrargli nella carne indebolita, ma avvert anche qualcosa di simile
al primo sentore di pioggia nella brezza, o al sole spuntato da dietro le nubi per riscaldarlo. Proprio
come loceano rispondeva al richiamo della luna, le cellule del suo corpo reagivano allavvicinarsi del Sacramento.
Presto sarebbe tornato a inondare la Montagna con la sua forza purificatrice e a irradiare il suo
corpo per restituire salute alla cosa pietosa che era diventato.
Alle sue spalle ud il fruscio di una scarpa sul pavimento di pietra: due guardie in tonaca rossa
attendevano presso il perno del montacarichi. Aveva approfittato delle loro paure e fatto leva sulla loro
ambizione, promettendo di elevarli al rango di Sancti in cambio di aiuto.
Riportate qui il Sacramento, aveva detto loro, e tutto torner comera.
La Cittadella, i Sancti, e lui stesso.
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Capitolo 80.
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DICK sent i freni automatici entrare in funzione, e il vagone cominci a rallentare. Pi su, il
debole bagliore delle lampade al sodio filtrava nel tunnel dal capolinea sul terrapieno.
Destinazione finale.
Prov un senso di calma e di soddisfazione. Una volta caricata la cassa sulla piattaforma
dellAscensione e suonata la campana per farla salire, la sua missione sarebbe stata conclusa.
Sarebbe stata com-ple-ta.
Quella era una delle sue parole preferite, cos perfetta nella forma e nel significato. Persino il
pronunciarla induceva la bocca a eseguire un esercizio perfetto di suoni e occlusioni, lasciando le
labbra tese in un sorriso soddisfatto. Era cos che si era sentito quando aveva scoperto le parole di Dio
in prigione e riempito il vaso vuoto che era stato un tempo.
Il vagone si ferm dolcemente e lui scese nella stazione di carico. Era grande come un garage
doppio, con scaffali di deposito lungo le pareti e carrelli elettrici posteggiati da una parte, collegati a
una presa elettrica per ricaricarsi durante la notte. Gli scaffali erano vuoti, era gi stato distribuito tutto,
e in quello spazio deserto i suoi passi risuonavano, echeggiando contro i muri e mescolandosi al ronzio
di un motore elettrico. Prese uno dei carrelli pi piccoli e lo manovr fino al vagone, vi caric la cassa
e attravers la piattaforma verso luscita.
Laria fredda della notte lo invest appena usc dalledificio e cominci a salire su per una
rampa verso il terrapieno. La piattaforma dellAscensione era dritta davanti a lui. Si incammin,
godendosi la solitudine e il senso di soddisfazione per il lavoro quasi terminato.
Era appena salito sul ponte quando tutto cominci ad andare storto.
La prima cosa che ud furono dei passi affrettati, che frusciavano sul selciato asciutto venendo
verso di lui: tre o quattro persone, a giudicare dal rumore. Istintivamente si volt e infil la mano nella
giacca per prendere la pistola, poi unintensa luce bianca lo accec.
James Harris, di World News. Che cosa c dentro quella cassa?
Vide la sagoma dellobiettivo di una telecamera oltre la luce, e la superficie spugnosa di un
microfono che veniva spinto verso di lui. Pens di sparare verso la luce per spegnerla, ma la razionalit
riprese il controllo e lo blocc. Probabilmente la telecamera stava inviando immagini da qualche altra
parte, o persino trasmettendole in diretta.
Rimise la mano sotto la giacca, ma il cameraman vide la pistola e la inquadr con lo zoom per
un secondo.
Non c niente nella cassa, rispose Dick. Voi qui non avete alcuna autorit, e non dovreste
neanche esserci.
Hanno il mio permesso disse unaltra nuova voce, ed ecco la sagoma di un uomo, con un
braccio al collo e il distintivo della polizia nellaltra mano.
Polizia e stampa. Tutto sbagliato.
Non cera altro da fare che abbandonare la missione e fuggire.
Dick fece un passo verso la telecamera, con un gran sorriso e le braccia alzate, accennando un
gesto di resa. Il cameraman arretr, ma non abbastanza rapidamente: Dick cal un braccio con un gesto
rapido e fece cadere la telecamera a terra. Si sent un rumore di vetri rotti quando la lampadina and in
frantumi, e tutto sprofond nelloscurit. Poi il gigante si avvent sul poliziotto.
Il dolore trafisse il braccio di Arkadian quando luomo lo invest facendolo cadere allindietro
sul selciato. Si rigir - procurandosi una lacerante fitta alla spalla - e prese la pistola, ma la figura
mastodontica si stava gi dileguando dietro langolo della stazione di carico. Era scappato. Nessuno
degli altri lo avrebbe inseguito: lunico loro interesse era la storia che stavano per trasmettere.
Il cameraman aveva raccolto la telecamera e stava riprendendo con lo zoom il coperchio della
cassa, mentre il giornalista lo forzava per aprirlo e intanto commentava in diretta.
Arkadian si rimise faticosamente in piedi. Avrebbe voluto inseguire il suo aggressore ma non
era in grado di correre, quindi si avvicin alla cassa pregando Dio che contenesse buone notizie.
Il coperchio salt via e cadde rumorosamente a terra.
Liv era sdraiata su un fianco, avvolta in bende e coperte come una mummia. Il giornalista la
bersagliava di domande, ma evidentemente lei era sotto leffetto di un farmaco. O almeno Arkadian si
augurava che fosse quello il motivo per cui non si era svegliata con tutto il frastuono di poco prima.
Allung la mano e le premette le dita sul collo.
Cera battito.
Era viva.
Dragan assistette a quanto si svolgeva sotto di lui come un dio impotente. Appena la luce
abbagliante si accese e la mastodontica figura la gett a terra violentemente, cap che erano nei guai.
Osserv gli altri circondare la cassa, il coperchio saltare via, e sent qualcosa montargli dentro
quando vide la persona rannicchiata dentro. Se ne sentiva attratto con forza, e dovette afferrarsi alla
parete della caverna per impedirsi di lanciarsi gi. Tanto vicina da poterla vedere, troppo lontana per
potergli servire. Gli venne voglia di piangere, di urlare, o di uccidere qualcuno. Ma tutto ci che pot
fare fu guardare il gruppetto che se ne andava, portandosi dietro la ragazza.
...
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Capitolo 81.
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ARKADIAN tenne stretta Liv per tutta la discesa lungo le vie accidentate della citt vecchia, il
braccio sano a cingerla come un padre che conforta la figlia, quello malato che intonava un grido di
dolore a ogni scossone.
Viaggiavano su una delle automobiline aperte usate per trasportare gli anziani e gli infermi su
per la Montagna, e in quel momento lui si sentiva titolato per entrare in entrambe le categorie. Il
giornalista guidava, mentre il cameraman scrutava le vie con le sue lenti, come un soldato in allerta.
Nessuno parlava, nella consapevolezza che il gigante che era fuggito poteva ancora essere l nei
paraggi, nascosto nellombra, in attesa di vendicarsi.
Quando arrivarono gi, Liv cominci a muoversi, riscossa dai sobbalzi della discesa. Arkadian
digit il codice per luscita di emergenza e sorrise quando la porta metallica, sollevandosi, gli mostr
che la seconda parte del piano era gi l pronta ad aspettarlo.
Anche il giornalista se ne accorse. Che ci fa qui unambulanza?
Lho chiamata io. Non potevo sapere in che condizioni fosse lostaggio. Si fermi vicino alle
porte posteriori, cos la faccio visitare e mi assicuro che stia bene prima che lei la intervisti.
Il giornalista svolt verso lambulanza e pigi sul freno abbastanza forte da manifestare la
propria irritazione. Laccordo fatto con Arkadian gli concedeva lesclusiva sulla storia, e ora se la
sentiva sfuggire di mano.
La portiera del conducente dellambulanza si apr, e un uomo ossuto e pallido con i capelli neri
lunghi fino alle spalle scese e and verso di loro. Si inginocchi davanti a Liv e le afferr il polso. Il
battito  debole, disse dopo poco. La pressione sanguigna  bassa. Le sollev una palpebra e vi
punt la luce di una piccola torcia, poi pass allaltro occhio. Le pupille sono contratte ma reattive.
Sembra unintossicazione da barbiturici. Devo metterla sotto ossigeno, farle una flebo e trasferirla in
ospedale immediatamente, in modo da scoprire con che cosa lhanno drogata e cominciare a ripulirla.
Apr le porte e tir fuori una barella pieghevole.
Dategli una mano, disse Arkadian. Lo farei io, ma...
Tu continua a riprendere, latr il giornalista al cameraman, poi aiut a sollevare Liv sulla barella.
Il paramedico dai capelli lunghi la fiss con le cinghie e spinse di nuovo dentro la barella,
infilandola nei blocchi con un forte scossone.
Il giornalista si rivolse ad Arkadian. Aveva detto che potevamo intervistarla.
E lo farete, appena avr avuto il nullaosta dallospedale. Non vorrete certo mettere a rischio la
sua salute per fare uno scoop, vero?
Dietro di lui lambulanza si mise in moto, e le doppie luci sul tetto iniziarono a roteare
proiettando colori accesi sul grigiore delle mura della citt vecchia.
Terr alla larga il resto della stampa, promesso, disse Arkadian. Anzi, andr con
lambulanza per garantirvelo. Sal sul sedile del passeggero e chiuse la portiera. Ci vediamo in
ospedale, chiedete di me allaccettazione.
Lambulanza part.
Il giornalista si mise di corsa al volante del furgone della sua testata e avvi il motore; ingran
la marcia e pigi sullacceleratore appena il cameraman fu salito. Si ud un botto allesterno, e
allimprovviso il volante sterz a destra. Luomo cerc disperatamente di raddrizzarlo per qualche
metro, poi premette sul freno e salt gi per vedere che cosa non andava.
Nella gomma anteriore, sgonfia, cera conficcato un pezzo di legno. Lo afferr e lo strapp
fuori: i chiodi che spuntavano rifletterono la luce dei lampioni mentre il pezzo di legno rotolava via di
l dalla strada. Sabotaggio. Il giornalista alz gli occhi in tempo per vedere lambulanza che svoltava
langolo in fondo alla via e spariva.
 veramente in overdose da barbiturici? domand Arkadian.
Il conducente scosse la testa. Improbabile.  stata sedata, ma non con dosi pericolose: era
reattiva e la pressione  a posto. Sono stato convincente? Non sono abituato a trattare con pazienti che
respirano ancora.
Il conducente era il dottor Bartholomew Reis, esperto patologo dellufficio di medicina legale.
Aveva lavorato con Arkadian a decine di casi, ed era lunica persona di cui lui si fidasse che poteva
prendere in prestito unambulanza con pochissimo preavviso e recitare in modo convincente la parte del medico.
Dove andiamo? domand Reis, spegnendo la sirena e le luci mentre percorreva le strade deserte di Ruin.
Continua verso est ed esci dalla citt, rispose Arkadian, osservando la sagoma dellospedale
che incombeva su di loro per poi sparire. Ti avviso quando saremo vicini.
...
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Capitolo 82.
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Citt del Vaticano.
...
CLEMENTI fu strappato a un sogno tormentoso dal suono sgradevole di un telefono che
squillava. Guard lorologio accanto al letto: erano da poco passate le quattro del mattino, lora
peggiore per ricevere una telefonata. Nel buio trov il telefono e lo afferr per spegnere la suoneria.
Pronto.
Quanto ci mette a collegarsi al server protetto? Era Pentangeli, il membro americano del Gruppo.
Dieci minuti, rispose Clementi, immediatamente sveglio. Devo andare in ufficio.
Faccia pi in fretta. Le ho appena inviato una cosa che deve assolutamente vedere.
E il telefono tacque.
Clementi sentiva gi suonare il telefono dellufficio quando le porte dellascensore si aprirono
al quarto piano del Palazzo Apostolico, otto minuti dopo.
Si affrett goffamente per il corridoio, ben consapevole che nella stanza accanto il Santo Padre
stava dormendo. Gli appartamenti di Clementi, invece, si trovavano in un altro edificio, dalla parte
opposta della Cappella Sistina, e aveva dovuto percorrere tutto il tragitto di corsa, o quanto di pi
vicino a una corsa gli consentiva il suo corpo in sovrappeso. Armeggi con la chiave nella serratura e si
precipit nella stanza buia, rovesciando una pila di giornali sul pavimento per afferrare il telefono e
farlo tacere.
Sono qui, disse con un filo di voce.
Sta guardando le e-mail?
Clementi croll sulla poltrona. Mi sto collegando... adesso. Cerc di riprendere fiato, il cuore
che gli batteva forte nel petto, le dita tremanti sulla tastiera. Cerano due messaggi sul suo account di
posta protetto, uno con le coordinate dellinsediamento in Iraq e uno senza titolo n mittente. Immagin
che arrivasse da Pentangeli, lo apr e automaticamente part un video.
Allinizio le immagini erano troppo buie e mosse per distinguere qualcosa, poi la ripresa si
stabilizz e si accese una luce, sorprendendo un enorme uomo biondo vestito di nero che spingeva una
grande cassa. Clementi si sent mancare la terra sotto i piedi quando cap di che cosa si trattava.
Quelle che sta vedendo sono delle riprese grezze, non ancora montate in studio, che mi sono
state segnalate da uno dei miei migliori redattori. Avrebbero dovuto entrare come esclusiva nel
prossimo telegiornale, ma io le ho bloccate. Ho fatto distruggere tutto, lunica prova di ci che 
successo  il video che lei sta guardando in questo momento.
Le riprese tornarono di nuovo a stabilizzarsi e mostrarono il giornalista che toglieva il coperchio
della cassa. La telecamera inquadr la ragazza rannicchiata e addormentata allinterno, poi si allontan
e riprese la Cittadella sullo sfondo. Era quanto di peggio si potesse immaginare.
Poco dopo la ripresa di queste immagini, la ragazza  stata portata allospedale cittadino di
Ruin sotto scorta della polizia, solo che non ci  mai arrivata.  scomparsa. Di nuovo. Lei ha detto che
si sarebbe occupato della faccenda, e a Clementi non sfugg la sfumatura di scherno, quindi potrebbe
dirmi dove si trova adesso?
Clementi pens di mentire, inventare una storia e dire che era sotto sorveglianza e sarebbe stata
messa a tacere entro unora, ma aveva fatto tante promesse simili negli ultimi giorni, e non se la sent.
Non lo so, ammise.
Si ud un lungo sospiro allaltro capo della linea, poi Pentangeli torn a parlare. Io non so
perch lei abbia tante difficolt a sistemare questo pasticcio. Non dimentichi che se tutta questa
faccenda va a rotoli sar lei a rimetterci di pi. A parte il denaro che le abbiamo prestato, noi non
abbiamo nessun legame con la cosa, e in un modo o nellaltro riavremo indietro i soldi, in contanti o in
beni: la zona di San Patrizio nel centro di Manhattan deve valere parecchio! Quindi, se fossi in lei mi
dedicherei anima e corpo a trovare questa gente, prima che scoprano qualcosa che pu fare davvero
danni. Detto fra noi: controlliamo gran parte dei notiziari e delle reti televisive nel mondo, ma non
tutte. Non conti sul fatto che la storia venga bloccata di nuovo se succede un altro pasticcio.  ora che
lei dia una sistemata alle sue cose, cardinale. Mi faccia sapere quando ha finito.
...
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Capitolo 83.
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LIV era cosciente dei suoni e dei movimenti che filtravano nel morbido bozzolo del suo sonno
indotto dai farmaci. Erano diversi da prima, non pi il rombo di un jet ma qualcosa di pi silenzioso.
Udiva un rumore di pneumatici in movimento, e percepiva il delicato dondolio di un veicolo che
percorreva lentamente una superficie accidentata. Il rumore rallent e poi si interruppe. Sent aprire uno
sportello e qualcuno salire accanto a lei. Fuori era ancora buio, lo percepiva anche se aveva ancora gli
occhi chiusi. Sentiva lodore della notte insinuarsi dallo sportello aperto, e udiva i rumori che portava
con s: il frinire dei grilli, il crepitio della terra che si raffreddava.
Chiunque fosse salito, adesso era in piedi l vicino e la guardava. Immagin lenorme uomo
biondo che preparava unaltra iniezione per tenerla imprigionata nel suo stesso corpo, e pens di
balzare in piedi e scappare via nella notte, ma sapeva che il corpo non le avrebbe ubbidito. Si fece forza
aspettando il morso dellago.
Poi luomo parl. Liv?
Con fatica apr gli occhi e cerc di mettere a fuoco. La figura china su di lei era illuminata da
dietro da luci abbacinanti, ma cap chi era.
Gabriel sorrise quando la vide aprire gli occhi, e nella sua mente lei ricambi il sorriso e allung
una mano per sfiorargli il volto; in realt il braccio rimase fermo sul materasso e il viso immobile come
una maschera. Qualunque fosse la prigione chimica in cui era bloccata, non ne era ancora fuori. E pur
assaporando quel momento, le torn in mente lincubo. Lultima volta che si era svegliata da un sogno
e aveva visto Gabriel, era stato arso dalle fiamme; ora la sua immagine inizi a liquefarsi mentre gli
occhi di Liv si riempivano di lacrime, ma le scacci battendo le palpebre e li riapr subito. Voleva
guardarlo il pi a lungo possibile, anche se era unillusione.
Lui allung la mano e le asciug una lacrima con il pollice, poi si chin a baciarla. Solo quando
sent le labbra di Gabriel sulle sue, e il calore del suo respiro sulla pelle, seppe che era reale. Era l.
Rimani al sicuro, le aveva detto lultima volta che si erano visti, verr io a cercarti.
E anche se lei non era stata capace di rispettare la sua parte dellaccordo, lui invece laveva fatto.
Sei al sicuro, le sussurr, e le parvero parole magiche che la liberavano da un oscuro
incantesimo. Ora cerca di dormire, parleremo quando ti sarai riposata.
Poi le prese la mano e la tenne stretta, restandole accanto finch le si richiusero gli occhi e
scivol di nuovo nella tranquillit del sonno.
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Capitolo 84.
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Citt del Vaticano.
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CLEMENTI deglut, la gola secca, gli occhi fissi nel buio del suo ufficio a guardare il nulla.
Aveva promesso di richiamare Pentangeli dopo aver fatto una verifica con i suoi operativi e aver
scoperto che cosa fosse successo. Lultimo rapporto era aperto sulla scrivania, inviato dallaeroporto in
New Jersey: Clementi aveva appena composto il numero scritto sulla copertina, ma non rispondeva
nessuno. Si ud un tonfo nella stanza accanto, e il rumore di una sedia trascinata sul pavimento: Sua
Santit era sveglio, sicuramente destato dallo squillo del telefono.
Clementi pos il ricevitore e accese la lampada sulla scrivania, illuminando i giornali caduti sul
pavimento quando li aveva urtati per la fretta. Si mise in ginocchio e inizi a risistemare, nel caso il
papa decidesse di fargli una visita imprevista. Se gli avesse domandato qualcosa, avrebbe detto che
erano faccende riguardanti il mercato finanziario globale: Sua Santit rimaneva sempre inebetito
quando lui cominciava a parlare di denaro; l stava la gran parte dei problemi della Chiesa.
Rimettendo lultimo giornale al suo posto sulla scrivania, gli cadde lo sguardo sulla prima
pagina: cerano due fotografie, una di Liv Adamsen e una di Gabriel Mann. Sopra, il titolo principale
diceva: SCOMPARSI. FORSE UCCISI?
Fu percorso da una vampata di odio puro. Come osavano quelle persone, dei signor nessuno,
procurargli tanti guai?
Guard il monitor del computer per sapere lora, e vide le-mail che non aveva ancora aperto.
Arrivava dal dottor Harzan, il direttore delle operazioni presso linsediamento nel deserto. Laveva
ignorata per rispondere al telefono, ma ora lapr. Il contenuto, era breve ma meraviglioso, come un
raggio di sole che penetra fra le nubi tempestose, o la risposta a una preghiera.
Labbiamo trovato. Ed  molto, molto pi grande di quanto potessimo immaginare.
Clementi lesse e rilesse il messaggio, e lo stress delle ultime settimane si dissolse nella calda
luminosit di quelle semplici parole.
Lo avevano trovato, sepolto nel deserto dellIraq occidentale. Era rimasto nascosto per tanto
tempo e lui laveva riportato alla luce, per maggior gloria di Dio.
...
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Capitolo 85.
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CERA luce quando Liv si svegli.
Aveva di nuovo fatto il sogno mentre dormiva, ma questa volta era stato diverso: il Tau si
trovava non in unindistinta oscurit ma al centro di un deserto, di notte, con una sottilissima falce di
luna, bassa in un cielo pieno di stelle. Era un sogno intriso di ansia e di paura, anche se non succedeva
niente; lei rimaneva seduta a contemplare la luna sbiadire e sprofondare verso lorizzonte, scomparendo
lentamente in unonda di sabbia finch, un attimo prima di svanire lei stessa insieme con la luna, si era svegliata.
Giaceva nella branda pi bassa di un triplo letto a castello, in un dormitorio di legno che le
ricord i campeggi estivi dove andava da bambina: lo stesso odore di legno e polvere e sole. Cera
anche aroma di caff e il suo stomaco gorgogli in risposta. Cerc di mettersi a sedere e, con suo
enorme sollievo, il corpo ubbid: leffetto del farmaco che le avevano dato stava passando, ma si
sentiva ancora la bocca secca, tipica di una sedazione recente.
Scese dal letto e lentamente si mise in piedi, verificando lequilibrio e la risposta dei muscoli.
La stanza ondeggi un po mentre si alzava, e dovette aggrapparsi al telaio di metallo del letto finch la
vide di nuovo ferma. Sentiva la testa pulsare, e la minaccia cupa di unemicrania si annidava dietro gli
occhi. Normalmente avrebbe preso una pasticca e si sarebbe rimessa a letto, ma il profumo del caff la
spinse a proseguire. Aveva bisogno di caffeina e di reidratarsi, ma soprattutto voleva rivedere Gabriel.
Lo trov nella stanza accanto, seduto a un tavolo di fronte alla dottoressa Anata e ad Arkadian,
tutti chini su una mappa tenuta ferma da un libro rilegato in pelle e da un computer portatile connesso a
un telefono. Gabriel si alz e and da lei, esitante e un po nervoso, come se non sapesse bene che cosa
fare. Indossava un pullover che le carezz morbido la guancia, con lo stesso profumo di legno di cedro
e limone che lei ricordava benissimo. Si scost e lo guard in faccia. Controllavo solo che tu fossi
vero, disse, la voce roca per aver trascorso tanto tempo in silenzio. Continuavi ad apparirmi in sogno,
ma si trattava sempre di incubi.
Gabriel sorrise. Sono vero, assicur. La fece accomodare e torn a sedersi. Vuoi fare
colazione? Lo disse come se stessero passando un fine settimana con gli amici, e lei avesse dormito
fino a tardi per i postumi di una sbornia.
In tavola cerano vassoi di pane e di mele, e vasetti di miele e di burro, e lo stomaco di Liv
brontol solo a vederli. Sarebbe stato tutto molto piacevole, in circostanze diverse. Gabriel le vers del
caff da un bricco e ci aggiunse un abbondante cucchiaio di miele. Lei bevve il liquido dolce,
assaporando il senso di calore in gola e leffetto della caffeina e del miele nello stomaco vuoto.
Guard la mappa sul tavolo: raffigurava il confine orientale della Turchia, e la distesa marrone
della Siria, della Giordania e dellIraq. Allora, dove andiamo? domand.
Ci fu un attimo di silenzio imbarazzato.
Non ne siamo sicuri, ammise Gabriel. Io... non ho trovato la Mappa Celeste, qualcuno 
arrivato prima di me. Il monaco che mi ha aiutato a entrare nella Montagna, Athanasius, controller
negli archivi e cercher di scoprire dov finita.
Bench le parole di Gabriel avessero gravi implicazioni per lei, Liv percep la sofferenza e la
delusione nella sua voce e il suo unico desiderio fu di poterlo toccare e dirgli che era tutto a posto.
Quindi aspettiamo, gli rispose allegramente, fingendo che fosse la cosa migliore in cui potessero
sperare.
Un altro silenzio imbarazzato scese sul tavolo. Fu la dottoressa Anata a spezzarlo.
Non abbiamo il tempo di aspettare, spieg. Ho esaminato alcune ricerche sulle mappe
antiche e altri documenti che ritenevo potessero indirizzarci dalla parte giusta. La voce era bassa e
controllata, e Liv ne fu profondamente infastidita. Ho scoperto qualcosa, un paio di cose in realt: una
che potrebbe esserci utile e una... meno.
Nella sua precedente vita da giornalista di cronaca nera, Liv aveva realizzato un servizio su
quelle che la polizia chiamava comunicazioni di morte, la parte pi odiata del lavoro di un ispettore
della Omicidi. Si trattava delle visite che erano costretti a fare ai famigliari delle vittime per
comunicare loro che la persona cara non sarebbe pi tornata a casa. Nel corso della sua ricerca, Liv
aveva studiato gli specifici cambiamenti del linguaggio corporeo e della cadenza della voce, che si
rimodellava per comunicare la pi terribile delle notizie. E riconobbe quegli stessi indizi nella
dottoressa Anata.
Abbiamo lavorato nella convinzione che il conto alla rovescia fosse iniziato quando lei ha
liberato il Sacramento, ma studiando gli antichi sistemi di misurazione del tempo mi sono resa conto
che ci eravamo sbagliati. La dottoressa prese dal tavolo il volume rilegato in pelle e lo apr alle pagine
centrali. La Profezia dello Specchio dice che lei deve seguire la Mappa Celeste fino a Casa, entro un
ciclo lunare. Finora abbiamo applicato la nostra moderna e approssimativa nozione del tempo a questa
informazione, considerandola una misura relativa: per noi uno specifico periodo di tempo pu iniziare
quando vogliamo, perch abbiamo gli orologi per misurarlo. Ma gli antichi avevano solo il ritmo
regolare della natura: per loro il tempo era sempre definito e assoluto. Quindi la frase entro un ciclo
lunare non si riferisce a un generico lasso di tempo di ventotto giorni iniziato con la liberazione del
Sacramento, bens a una specifica fase celeste durante la quale tutti questi eventi devono accadere.
Liv ora cap perch il tono e il comportamento della dottoressa Anata le erano parsi cos
orribilmente familiari: proprio come gli agenti che lei aveva accompagnato a casa di ignari parenti, la
dottoressa portava con s il fardello della morte. Solo che questa volta non si trattava di comunicare il
decesso di una vittima, ma della prognosi sulla sua stessa possibilit di sopravvivenza.
Quanto tempo mi resta?
Lattuale ciclo lunare termina domani notte, rispose Gabriel, la voce tesa e controllata.
Abbiamo due giorni per trovare lantico sito dellEden, o il Sacramento morir dentro di te, tu morirai
con lui, e Dio solo sa che cosa accadr al resto di noi.
Liv guard fuori da una finestra polverosa, verso una compatta fila di alberi che si estendeva
dalla capanna verso lorizzonte. Ne cadevano fiori, simili a fiocchi di neve, e sopra, bassa nel cielo
prossimo a schiarire, vide la falce di luna, curva come il profilo di ununghia.
Ha detto di aver scoperto due cose, fece Liv, osservando la luna che si dissolveva come nel
suo sogno, che ora assumeva un terribile significato.
La dottoressa Anata si allung per voltare il computer portatile verso Liv. Ho trovato questo,
disse.
Sul monitor era aperta la finestra del browser, con limmagine di una tavoletta dargilla crepata.
Questa  lImago Mundi, la mappa pi antica che si conosca al mondo, parte della collezione
permanente di artefatti babilonesi del British Museum. Imago Mundi significa letteralmente mappa
della terra, e molti, me compresa, ritengono che sia ispirata alla Mappa Celeste.
Liv si avvicin e studi limmagine. La parte superiore della tavoletta era coperta di fitti simboli
sconosciuti, e sotto cerano due cerchi perfetti, uno dentro laltro, contenenti un altro simbolo che Liv
riconobbe immediatamente: il Tau.
Sono giunta alla conclusione che, se questa mappa si  ispirata alla Mappa Celeste, allora
entrambe dovrebbero avere caratteristiche e principi simili. Le mappe vengono sempre disegnate
secondo criteri uniformi e devono attenersi a determinate regole, in modo che pi persone possibile
siano in grado di interpretarle. Le mappe moderne, per esempio, hanno sempre il nord in alto, e gli
oceani colorati di azzurro. E ci che in questa mappa  coerente con tutte le altre dello stesso periodo 
questo. Indic la T al centro del cerchio. Si trova sempre esattamente nel centro, e il resto viene di
conseguenza. In passato gli studiosi hanno ritenuto che si trattasse del Tau e che si riferisse a Ruin, per
via della lunga associazione della citt con quel simbolo. Ma quando si  iniziato a decodificare la
scrittura cuneiforme, nel diciannovesimo secolo, hanno scoperto il loro errore. La parte verticale
rappresenta in realt un fiume, e quella trasversale una citt, sotto le cui mura scorreva il fiume. La
dottoressa Anata indic un simbolo inciso nel lato destro della parte trasversale. Babilonia. Era al
contempo la citt pi importante della terra e il centro del mondo civilizzato. Perci  naturale che i
primi cartografi la ponessero al centro di tutto.
E lei pensa che la Mappa Celeste faccia lo stesso?
La dottoressa annu. La via per tornare allEden partir sicuramente da dove avevano inizio
tutti gli antichi viaggi, dal sito dove un tempo sorgeva Babilonia. Indic un punto sulla mappa con il
dito ornato da un anello dargento. Al Hillah, nel governatorato di Babil, Iraq centrale, a sud di
Baghdad.
Liv guard Gabriel, il viso contratto da ricordi dolorosi nel fissare quel punto della mappa che
indicava il luogo dove suo padre era stato ucciso.
Dobbiamo caricare la jeep e metterci in marcia, disse lui, alzandosi in piedi. Il confine si
trova ad alcune ore da qui, non abbiamo molto tempo.
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PARTE QUINTA.
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Il tempio si riemp di fumo, che proveniva dalla gloria di Dio... nessuno poteva entrare nel tempio finch non fossero compiuti i sette flagelli dei sette angeli.
Libro della Rivelazione, 15, 8.
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Capitolo 86.
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Citt del Vaticano.
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CLEMENTI pos il telefono e digit la password per accedere al server protetto. Aveva parlato
con Harzan per quasi unora, facendosi raccontare senza intermediazioni tutto ci che avevano trovato,
ma anche se le notizie lo avevano inebriato aveva terminato la conversazione con un po di ansia. Era
pi urgente che mai togliersi dal fianco la spina che lo aveva tormentato fin dallesplosione alla
Cittadella; sarebbe stata una tragedia se il suo grandioso progetto fosse stato compromesso dalle
indagini inopportune di un pugno di terroristi. Le parole di Pentangeli continuavano a risuonargli nella
testa: ...se fossi in lei mi dedicherei anima e corpo a trovare questa gente, prima che scoprano
qualcosa che pu fare davvero danni.
Durante la lunga conversazione con Harzan, era arrivata una nuova e-mail. Clementi lapr,
impaziente di avere nuove belle notizie.
Era un rapporto, inviato dallunico agente sul campo rimasto. Clementi lo scorse rapidamente:
lagente confermava quello che le riprese video gli avevano gi mostrato. La ragazza era fuggita. Non
cerano novit su dove fosse finita, ma secondo luomo la fuga era stata organizzata dallaltro
sopravvissuto, Gabriel Mann, e i due adesso erano insieme chiss dove.
In allegato al rapporto cerano parecchie fotografie di ci che era stato trovato nel bagaglio
della ragazza: il passaporto, la Bibbia semidistrutta, e varie pagine di appunti. Una di queste conteneva
una lista di luoghi.
Etiopia
Tigri
Eufrate
Al-Hillah
Eden????
Clementi fiss le ultime tre voci.
Ci stavano andando vicino, decisamente troppo vicino per stare tranquilli. Se fossero riusciti a
trovare linsediamento nel deserto, allora...
Si interruppe.
Allora che cosa? Due persone contro un piccolo esercito privato. Sorrise. Pentangeli si
sbagliava, Clementi non aveva bisogno di dedicarsi anima e corpo a trovare quella gente:
evidentemente erano loro che stavano gi sulla buona strada per trovare lui, o quantomeno il sacro sito nel deserto.
Prese il telefono e digit il numero di Harzan a memoria. Non cera bisogno di inviare una
spedizione di ricerca, non dovevano fare altro che preparare una trappola.
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Capitolo 87.
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Governatorato di Babil.
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HYDE contemplava dalla finestra il cielo sempre pi luminoso. Era in piedi da un paio dore
prima dellalba per organizzare le squadre di sicurezza e la costruzione del nuovo insediamento nel
deserto. Fuori sentiva il rumore dei furgoni e di altri veicoli che si preparavano a partire: lui aveva
predisposto tutto per andare con loro, ma adesso il dottor Harzan gli aveva assegnato questo nuovo incarico.
A volte si sentiva come lultima delle reclute, a cui vengono rifilati tutti i compiti che nessuno
vuol fare. Se non altro nellesercito cera solo una linea gerarchica, e si sapeva chi si aveva sopra di s
e da che parte sarebbe arrivata la merda. Gli torn in mente quello che lo Spirito gli aveva detto quando
avevano concordato lo scambio della reliquia: Quella gente potrebbe venire qui, in cerca di...
qualcosa. Se arrivano, fammelo sapere.
In quel momento aveva pensato che sarebbe nevicato allinferno prima che lui chiedesse aiuto
allo Spirito, ma con i tre saggi che prosciugavano le sue risorse nel deserto forse avrebbe dovuto
mettere da parte lorgoglio e fare la cosa pi utile. Lo avrebbe pagato per il suo aiuto, avrebbe stabilito
una gerarchia tra padrone e servitore. Dopotutto i soldi non erano suoi.
Apr con la chiave il cassetto pi basso della scrivania, prese il giornale e digit il numero scritto a margine.
Questa volta lo Spirito rispose. Hai novit per me?
Hyde scosse la testa, gi sfinito da quella giornata. Dire semplicemente Salve ti farebbe
venire lernia?
Lo Spirito non rispose.
Hyde si strinse fra le dita la radice del naso, cercando di placare il mal di testa con un
massaggio. Va bene, poche chiacchiere. Quella gente di cui hai parlato, quelli che secondo te
sarebbero venuti a cercare qualcosa nel deserto, ricordi? Be, stanno arrivando.
Di quand linformazione?
Fresca di stampa, per quanto ne so. Mi hanno chiesto di trovarli in fretta, e tu avevi detto che
avresti potuto aiutarmi. Te lo ricordi?
Lo Spirito non rispose.
Hyde continu a massaggiarsi il naso. Ascolta, se hai da fare...
Posso aiutarti, disse lo Spirito, poi la linea venne interrotta.
...
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Capitolo 88.
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...
NON ci era voluto molto per trasformare la sala di lettura in uninfermeria improvvisata. I
tavoli erano stati spostati per fare spazio a quattro letti, e gli scaffali abitualmente stipati di libri adesso
erano pieni di scatole di siringhe, guanti sterili, mascherine e potenti sedativi. Un altro scaffale era
adibito alle cinghie di tela, pronte per legare chi cominciasse a manifestare sintomi di ci che ormai
tutti chiamavano la Lamentazione.
Axel camminava nervosamente avanti e indietro, fremente per la frustrazione e la paura,
mettendosi a letto solo per pochi frenetici istanti e poi ricominciando a passeggiare in tondo.
Athanasius era dispiaciuto per lui: come capitano delle guardie, Axel pativa sicuramente pi di tutti
loro lo stress e lindegnit di quella carcerazione. Aveva visto le ambizioni di una vita andare allaria
per la seconda volta: doveva aver creduto che la sua elevazione a Sanctus fosse assicurata dal ritorno
alla Cittadella di fratello Dragan, e poi era successo quello che era successo.
Padre Malachi prendeva la quarantena in modo diverso. Era seduto a una delle postazioni a
computer, il volto illuminato dal bagliore verde del monitor, e riusciva a ignorare tutto quanto e
immergersi nel suo lavoro. Ignota al mondo esterno, la grande maggioranza dei milioni di libri e
documenti della grande biblioteca era stata digitalizzata, e Malachi e il suo staff erano impegnati da
oltre un anno a catalogare e creare riferimenti incrociati per tutto quanto. Aveva lavoro a sufficienza
per tenersi impegnato ancora per anni, fintanto che poteva restare nella sua adorata biblioteca e non
veniva infettato dalla malattia.
Athanasius e padre Thomas stavano insieme allunico altro terminale nella stanza, a scambiarsi
messaggi per iscritto, per evitare che Axel e Malachi scoprissero di che cosa stavano discutendo.
Athanasius concluse il riassunto della sua infruttuosa ricerca nellossario, terminata con la cruciale
domanda alla quale ora sperava che Thomas, ideatore del database della biblioteca, potesse dare una
risposta.
Puoi accedere allinventario della biblioteca immediatamente successivo alla ristrutturazione
dellossario, e vedere se  stato aggiunto qualcosa?
Padre Thomas annu, si mise alla tastiera e cominci a digitare. Dapprima richiam il
programma generico del calendario e trov le date esatte della ristrutturazione dellossario. La voce era
registrata tra le manutenzioni generiche di circa otto anni prima. Copi le date in un motore di ricerca
sul catalogo principale e poi premette INVIO.
Pagine e pagine di risultati riempirono lo schermo.
Athanasius si stanc solo a guardarle: la Cittadella era vorace nellacquisizione di qualunque
pubblicazione, ricerca o libro che avesse anche solo lontanamente un legame con il Sacramento. Il
numero delle nuove acquisizioni, sia pur limitando la ricerca alle settimane immediatamente successive
alla ristrutturazione, era nellordine delle migliaia. Spulciarle tutte avrebbe richiesto ore, o forse giorni,
e linventario era tuttaltro che preciso. Athanasius riprese la tastiera.
 possibile circoscrivere la ricerca e cercare solo acquisizioni di tipo archeologico, in
particolare incisioni su pietra?
Thomas torn alla finestra di ricerca e digit una stringa di codici che per Athanasius non
significava nulla, ma evidentemente aveva senso per il programma. Questa volta uscirono solo due
risultati.
Le due voci erano presentate in uno schema a quattro colonne con un numero progressivo a
sinistra, una breve descrizione delloggetto, una serie di dettagli sulla provenienza e, nellultima
colonna, lindicazione dellattuale collocazione.
La prima voce riguardava una tavoletta di terracotta scritta in protocuneiforme, che incorporava
i simboli del Tau. Era arrivata dallIraq dopo essere stata acquisita per conto della Cittadella, e adesso
era conservata nella sezione babilonese della biblioteca, insieme con molte migliaia di altri esemplari
simili accumulatisi in quasi altrettanti anni.
Il secondo oggetto era un po pi misterioso.
Veniva descritto semplicemente come una tavoletta di pietra con incisioni. La colonna della
provenienza era barrata, e lultima, che indicava lattuale collocazione, riportava le lettere ASV, il
numero 2, e una data di tre anni prima. Athanasius credette che si trattasse di gergo informatico, ma
quando lo indic a Thomas, lui si strinse nelle spalle e scosse la testa, evidentemente confuso. Guard
la figura curva di l dalla stanza. Padre Malachi, lo chiam. Il bibliotecario alz gli occhi stupefatto,
come se avesse dimenticato che cerano altre persone nella stanza. Sto facendo qualche verifica sul
database dellinventario, e ho trovato unanomalia. Puoi dare unocchiata?
Malachi si alz controvoglia e and da loro. Qual  il problema? domand, stando il pi
indietro possibile, quasi temesse di prendere la Lamentazione se si avvicinava.
Questa voce sembrerebbe incompleta. Per te significa qualcosa?
Malachi sbirci attraverso le lenti spesse e sbuff. Non  incompleta, disse. La sbarra
significa che loggetto non  arrivato da fuori. Molto probabilmente sar stato trasferito da unaltra
sezione della biblioteca, quindi non ci sono informazioni sullacquisizione.
Thomas annu. E il codice di collocazione?
Quello significa che non si trova pi qui. Indic le lettere ASV. La sigla sta per Archivium
Secretum Vaticanum e la data indica quando vi  stato trasferito.
Athanasius rimase sconvolto da quellinformazione quasi quanto dal modo pragmatico e freddo
con cui era stata fornita. Ma io credevo che non uscisse mai niente dalla Montagna!
Capita raramente, per succede. Nellultimo secolo ci sono stati quattro trasferimenti, per
esempio, e tutti agli Archivi Segreti Vaticani.
E il numero 2, domand ancora Athanasius, indicando lunica parte del codice che Malachi
non aveva spiegato, per che cosa sta?
Identifica la posizione della persona che ha fatto la richiesta. Solo gli ecclesiastici di pi alto
grado in Vaticano possono autorizzare il trasferimento di materiale dalla nostra biblioteca, e a ciascuno
di loro  assegnato un numero. Il numero 1 corrisponde al papa, e il numero 2  il suo secondo in grado.
Questo trasferimento  stato ordinato dal cardinale segretario di Stato Clementi.
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Capitolo 89.
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GABRIEL aveva fatto molte volte quel viaggio fino al confine, per portare rifornimenti ai vari
progetti dellente benefico in Iraq. Ne parl a Liv lungo il percorso: le scuole che stavano costruendo,
le paludi al sud dove stavano riportando lacqua, dopo che Saddam Hussein le aveva prosciugate per
scacciare gli arabi che vi avevano abitato per migliaia di anni. Gabriel parlava e Liv ascoltava,
alimentando la conversazione con domande occasionali, e intanto, appoggiata al finestrino caldo,
osservava il paesaggio arido e roccioso che scorreva via.
Pi avanzavano pi il verde scompariva e il deserto prendeva il sopravvento, riflettendo ci che
Liv sentiva dentro: come se una parte vitale di lei stesse sparendo e venisse lentamente sostituita da
sabbia arida. Dapprima cerc di convincersi che fosse solo leffetto residuo del sedativo, ma con
laumentare dei chilometri e lacuirsi di quel senso di svuotamento, cominci a pensare che si trattasse
di qualcosaltro. Due giorni, aveva detto Gabriel, quarantotto ore, e almeno met le avrebbero
passate in viaggio, senza alcuna garanzia di essere diretti nel posto giusto.
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Capitolo 90.
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ATHANASIUS si alz dalla postazione computer, stir la schiena indolenzita e attravers la
stanza, diretto alla porticina che dava nel bagno. Dopo la conversazione con Malachi, lui e padre
Thomas avevano cercato nel database altri elementi con lindicazione ASV2 nella colonna della
collocazione, e avevano scoperto che nel corso degli ultimi tre anni il cardinale segretario Clementi
aveva inoltrato sette richieste - quasi il doppio rispetto al totale di tutto il secolo precedente - a partire
proprio da quel primo oggetto che Athanasius era ormai convinto fosse la Mappa Celeste. Era anche
lunico senza alcuna identificazione: degli altri sei, quattro erano mappe mesopotamiche, e due
resoconti di viaggiatori che sostenevano di aver scoperto la vera collocazione dellEden.
Da studioso, Athanasius si era gi imbattuto in leggende come quelle: assurde storie di alberi
che producevano frutti magici e grotte sotterranee piene doro. Non le aveva mai considerate altro che
allegorie, o immaginifiche fantasie di antichi narratori. Ma a prescindere dalle sue opinioni, era
evidente che il cardinale segretario di Stato ci credeva.
Quando entr nel bagno, la luce illumin una fila di lavandini di pietra e una serie di gabinetti.
And nellultimo e si chiuse la porta alle spalle.
Il cubicolo non era che un minuscolo spazio con un foro al centro del pavimento di pietra,
collegato direttamente con le fognature. Da una parte cera un secchio dacqua con dentro una tazza di
legno, usata come rudimentale sciacquone. La porta non aveva serratura, quindi Athanasius ci si
appoggi contro e prese dalla tasca il telefono che Gabriel gli aveva dato. Lo osserv, cercando di
ricordare la piccola lezione su come inviare un messaggio. Riusc a richiamare un sms inviato da
Gabriel, selezion lopzione RISPONDI e poi scrisse con cura, ma in fretta, un resoconto di tutto ci
che aveva scoperto, rapido e consapevole che pi tempo stava via e pi avrebbe suscitato sospetti.
Infine premette INVIO.
Una finestrella si apr al centro del display: Impossibile inviare messaggio sms.
Ci riprov, ma ottenne lo stesso avviso.
Fuori dal cubicolo la porta dei bagni si apr, qualcuno and a uno dei lavandini e inizi a
riempirlo dacqua. Athanasius si infil il telefono in tasca, preoccupato della luce che emetteva, e vers
una tazza dacqua nel buco a terra prima di aprire la porta.
Padre Thomas si stava sciacquando il viso.
Athanasius colse loccasione e gli mostr il telefono. Non funziona, disse, guardando
nervosamente la porta.
Padre Thomas prese il telefono e lesse il messaggio di errore. Non c segnale, rispose.
Siamo troppo in profondit dentro la Montagna.
Athanasius si sent demoralizzato. Era bloccato in quarantena almeno per alcuni giorni, in un
posto che lui stesso aveva scelto, scavato sotto la solida roccia. Doveva uscire di l, o linformazione
che aveva trovato sarebbe stata inutile.
Thomas gli porse il telefono, e lui si allung per prenderlo, quando la porta alle loro spalle si
spalanc.
Sulla soglia cera Axel. Per un attimo rimase a fissarli, gli occhi che si spostavano dalluno
allaltro, apparentemente ignaro delloggetto luminoso che si stavano passando.
Poi Thomas e Athanasius videro il sangue che gli colava dal naso, proprio nel momento in cui il
suo viso si contorceva per langoscia e lui cadeva in ginocchio, le mani che gi artigliavano la carne
sotto la tonaca rossa.
Aiutatemi, disse tra rotti e lugubri singhiozzi. Per favore, qualcuno mi aiuti...
...
.
...
Capitolo 91.
...
.
...
CI vollero otto preziose ore per raggiungere il confine turcoiracheno, viaggiando su strade via
via sempre peggiori. Capirono che si stavano avvicinando quando arrivarono al primo posto di
controllo militare. Fu Gabriel a parlare con i soldati, che subito fecero loro cenno di passare. Il posto di
controllo era gestito da militari turchi, spieg Gabriel mentre ripartivano, e la loro principale
preoccupazione era il PKK, il movimento autonomista curdo, non i fuggitivi occidentali; al confine,
per, sarebbe stata tutta unaltra storia. Porse a Liv un passaporto bordeaux britannico, con la fotografia
di una ragazza bionda che le somigliava un po se la si guardava da lontano.
Me lo sono fatto prestare da una delle volontarie, le spieg lui, guardando sparire il posto di
controllo nello specchietto retrovisore. Le guardie di confine non fanno mai molta attenzione alle foto,
si limitano a tenerne delle fotocopie per i loro archivi, e io ne ho gi fatte alcune aumentando il
contrasto, cos il viso non si distingue per niente. Allung la mano stringendo quella di Liv per un
attimo. Non ci succeder niente, promesso.
Quindici minuti dopo salirono in cima a una collina e videro il posto di dogana di Silopi,
costruito accanto a un fiume fangoso. Era poco pi che unarea di parcheggio in cemento che terminava
bruscamente in riva al fiume. Nel vederlo il primo pensiero di Liv fu che sarebbe morta l: dal centro
dellarea cementata partiva un ponte, che attraversava il fiume e terminava in un altro complesso di
edifici bassi, sul lato iracheno; un ponte, una strada... e migliaia di camion in attesa di passare. Erano
posteggiati in varie file presso gli edifici della dogana e in aree di sosta improvvisate su entrambi i lati
della strada principale che serpeggiava sulla terra arida, occupata da unaltra fila compatta di traffico
immobile. Se avessero aspettato in fila, ci sarebbero voluti giorni per entrare in Iraq, giorni che non
avevano a disposizione.
Non ti preoccupare, disse Gabriel intuendo il suo stato danimo. Quella  la fila per il
trasporto merci, noi ci mettiamo in coda laggi. Indic una carreggiata libera vicino al ponte, dove un
fuoristrada Humvee dellesercito statunitense procedeva rapido verso alcuni taxi in attesa. Sollevando
la polvere usc dalla carreggiata per girare intorno alle auto, e si ferm appena un istante alla barriera,
per poi ripartire e attraversare veloce il ponte che conduceva in Iraq. Dallaltra parte del ponte cerano
molti veicoli militari e uomini con fucili dassalto M4 a tracolla: stavano allombra di un piccolo arco
che sormontava la strada, e sopra di loro cera un cartello scritto in arabo con la traduzione:
BENVENUTI NELLA REGIONE IRACHENA DEL KURDISTAN.
Riprenderemo il viaggio in un attimo, disse Gabriel. Fidati di me, lho gi fatto un sacco di
volte.
Liv non era convinta. Ma lhai mai fatto con met della polizia turca alle calcagna?
Lui sorrise e le diede un passaporto. Non cercano me, cercano un tizio che si chiama Gabriel
Mann.
Lei apr il documento e vide il viso di Gabriel con un altro nome sotto.
Chi  David Kinsella?
Sono io, quando occorre: fa tutto parte della mia affascinante vita di operatore di un ente
benefico. Mi ero stufato di essere cacciato perch avevo cercato di aiutare persone perseguitate dal
governo. Purtroppo se un regime vuole negarti laccesso nel proprio Paese, non deve far altro che
scrivere il tuo nome su una lista di indesiderati, perch non ti venga pi rilasciato alcun permesso. Cos
ho usato un po di creativit e ho smesso di stare alle regole. Credimi, uscire dalla Turchia non sar un
problema, sono pi preoccupato di ci che succeder quando entreremo in Iraq.
Superarono limpenetrabile muro di camion e posteggiarono accanto ai taxi locali.
Forse qui saremo trattenuti per un po, disse Gabriel, accennando ai tassisti. Guadagnano
bene trasportando turisti e viaggiatori oltre la linea rossa, e non vedono di buon occhio gli indipendenti
che non hanno bisogno di loro. Potremmo chiedere il favore di farci passare avanti, ma dubito che
sarebbero daccordo, e noi non vogliamo di sicuro fare una scenata e attirare lattenzione.
Liv osserv la fila di tassisti e i loro passeggeri: erano una quindicina, e tutti con laria di essere
a spasso per una gita domenicale. Alcuni parlavano con le guardie di confine, altri mangiavano, la
maggior parte fumava; un gruppetto giocava persino a carte, nessuno sembrava avere particolarmente
fretta.
Come facciamo a sapere quante persone abbiamo davanti?
Gabriel indic una lavagna con scritto il numero 12. Ti danno un numerino allo sportello e poi
aspetti finch scrivono il tuo numero l.
Unondata di caldo invase lauto quando Gabriel scese e si diresse verso luomo in uniforme
seduto dietro lo sportello a vetri, per prendere un numero. Liv guardava fuori dal finestrino,
dondolando le gambe per la tensione. Non si potevano permettere di ciondolare l aspettando
pazientemente in fila. Il tempo stringeva, in un modo o nellaltro dovevano passare avanti, anche a
costo di baciare ogni singolo tassista. Esamin gli uomini in circolazione: camicie macchiate,
canottiere e spalle pelose... Magari poteva tentare un approccio diverso. Apr la portiera, usc nel caldo
secco e and da Gabriel.
Ventisei, disse lui, mostrandole il numerino che gli avevano appena dato. Dovr per forza
fare due chiacchiere con qualcuno di quei tizi, e vedere se ci fa passare davanti.
Lascia provare me, disse Liv, prendendo il numerino e andando verso i quattro giocatori di
carte. Hai del denaro?
Un po.
Dammene quanto basta per attirare lattenzione di quei tizi. E traduci quello che dico, per
favore.
Arrivata alla tanica rovesciata che fungeva da tavolino, Liv fece un bel sorriso. Ehi, sentite,
qualcuno ha un numero pi basso del mio? Sollev il proprio mentre Gabriel traduceva. Tutti presero
dalle tasche i loro numeri, ovviamente pi bassi. Liv rivolse il suo sorriso pi smagliante al tassista con
il numero 14, un tipo basso e grasso con la barba e un paio di occhiali con le lenti fotosensibili. Che
ne dice di vincere un po di soldi? gli domand. Lombra del sospetto cal sul viso delluomo quando
Gabriel tradusse.
Tira fuori il corrispondente di venti dollari in dinari e domandaglielo di nuovo, disse Liv a
Gabriel sottovoce, sempre sorridendo.
Alla vista di denaro sonante, luomo apparve improvvisamente interessato. Liv prese tre carte
dal mazzo e le tenne alte e scoperte: un tre di cuori, un sette di quadri e la donna di picche. Non deve
far altro che trovare la donna, disse, poi copr le carte e le mescol in modo che fosse facile seguire i
movimenti della regina di picche. Se indovina, vince i soldi. Se non indovina... sollev il biglietto
con il numero 26, ci scambiamo i numeri.
Gabriel spieg le regole. Luomo non era ancora convinto, ma Liv non demordeva. Va bene,
facciamo un giro a vuoto, senza puntate. Mescol di nuovo le carte. Trovi la donna. Luomo esit,
poi indic la carta di mezzo. Liv la scopr mostrando la regina. Ehi, ha vinto. E gli porse il denaro.
Credevo fosse un giro senza puntate, sussurr Gabriel.
Non mi pare che lui si stia lamentando, borbott lei. Tira fuori altri soldi fintanto che ce lho
in pugno.
Gabriel ubbid e Liv mescol ancora le carte. Di nuovo lo fece cos lentamente che seguire la
regina era facilissimo. Bene, disse, il suo numero contro la mia puntata in denaro. Accetta?
Luomo fissava la carta a sinistra e stringeva in mano i soldi appena vinti. Annu e appoggi il
biglietto con il numero 14 accanto alla posta.
Benissimo. Trovi la donna.
Lui indic la carta che stava fissando. Liv la scopr: era il tre di cuori. Raccolse il denaro e il
biglietto e si strinse nelle spalle. Non si pu vincere sempre, concluse. Ma nessuno se ne va senza
un premio in questo gioco. Gli porse il biglietto con il numero 26 e se ne torn rapida allauto.
Dieci minuti dopo stavano oltrepassando il ponte e il confine.
Gabriel scosse la testa e sorrise. Dove diavolo lhai imparato?
A Coney Island. Ho scritto una serie di articoli sui truffatori di strada, e un vecchio baro mi ha
fatto vedere come lavorano. Quando tutto questo sar finito, lo insegner anche a te.
Il sorriso di Gabriel si allarg. Affare fatto.
Passarono sotto il cartello di benvenuto in Iraq, e Gabriel posteggi allombra dellarco, pronto
a ripetere di nuovo tutta la procedura con i doganieri iracheni e gli incaricati dellimmigrazione.
Lufficio era quasi identico a quello turco, le uniche differenze erano il colore delle uniformi, i
distintivi militari e gli AK-47. In giro cerano anche moltissimi militari americani. Gabriel vide un
piccolo accampamento di tende da campo montate di l dalla strada, dietro ledificio principale.
LHumvee che prima avevano visto varcare il ponte adesso era posteggiato davanti a una di quelle
tende, e molti altri veicoli indicavano che cera un intero plotone di stanza l, almeno trenta uomini.
La guardia di confine controll le fotografie dei passaporti, le confront con i loro visi, poi
restitu i documenti.
Benvenuti in Iraq, disse.
Era stato pi semplice di quanto Liv pensasse. Non restava che percorrere parecchie centinaia di
chilometri lungo strade tra le pi pericolose del mondo, senza scorta e senza unidea chiara di dove
fossero diretti, un luogo che speravano li avrebbe condotti allantico sito dellEden. Non era la pi
promettente delle missioni, ma Liv prov comunque un piccolo senso di vittoria quando varc la porta
dellufficio e torn fuori nel sole accecante. Poi vide il comitato di benvenuto.
Erano in tre, tutti con la tuta mimetica dellesercito statunitense. Due stavano ispezionando
lauto, il terzo si mise di fronte a loro, gli occhi nascosti dietro i regolamentari occhiali scuri. Potrei
vedere i vostri passaporti, per favore? chiese, il dito sul grilletto dellarma che teneva imbracciata.
C qualche problema? Gabriel pass davanti a Liv, come se questo potesse proteggerla da
quanto stava accadendo. Il soldato non rispose, continu solo a tenere la mano tesa, aspettando i
passaporti. Gabriel glieli diede. Il soldato non li guard nemmeno.
Seguitemi, per favore. Dobbiamo farvi qualche domanda.
...
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...
Capitolo 92.
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...
FRATELLO Axel era legato al letto, nudo. Si lamentava, le unghie conficcate nel palmo delle
mani a lacerare lunica parte di pelle che riuscivano a raggiungere.
Athanasius, Thomas e Malachi erano nel bagno e si strofinavano silenziosamente le mani e il
volto con un sapone antisettico, domandandosi se la stessa malattia che aveva colpito Axel stesse gi
infettando anche loro. Avevano dovuto tenerlo fermo in tre, finch lApothecaria era finalmente
riuscito a calmarlo iniettandogli un potente sedativo.
Uscendo dal bagno, trovarono fratello Simenon, raggiunto dalla notizia che il contagio aveva
fatto unaltra vittima. Chino sul petto pieno di pustole di Axel, prelevava del liquido da una delle bolle
pi grandi. Quando ebbe finito lo pass allassistente e si rivolse al gruppo, togliendosi i guanti e la
mascherina. Il volto era teso e scavato, sembrava non dormisse da un mese.
Be, almeno questo risolve un problema, disse, spostandosi dal letto allaltra parte della
stanza e sedendosi su un tavolo da lettura. Fratello Axel non  solo: ci sono stati tre nuovi casi di
Lamentazione nelle ultime ore, apparentemente non collegati allesplosione iniziale della malattia, il
che cambia le carte in tavola. Mi stavo domandando dove potremmo mettere questi nuovi pazienti per
tenerli isolati: tanto vale che li tenga qui. Ci staranno benissimo se togliamo altri tavoli e trasformiamo
in infermeria la seconda sala di lettura. Come ha detto lei, aggiunse rivolto ad Athanasius, sigillata
com, la biblioteca  un perfetto reparto di isolamento.
E noi? domand Malachi, gli occhi ingigantiti dalle lenti, terrorizzati e pieni di lacrime.
Dobbiamo rimanere qui, a dividere la stanza con gli infetti?
Non c motivo di trattenervi. Dopo le nuove manifestazioni della malattia la vostra
quarantena non ha pi senso. Ho raccomandato una forma diversa di quarantena generale allinterno
della Montagna. Studiando i casi che si sono manifestati, siamo riusciti a individuare alcuni sintomi
iniziali: chiunque ne soffra devessere immediatamente trasferito in un reparto di custodia. Tutti gli
altri dovranno limitarsi a frequentare la propria zona di competenza, e ogni spostamento allinterno
della Montagna sar vietato.
E fratello Dragan  daccordo?
Simenon scosse la testa. Fratello Dragan si  chiuso a chiave dentro la scala proibita e si 
ritirato nella cappella del Sacramento, suggerendo a tutti di pregare per la salvezza.
Allora chi comanda?
Al momento? Nessuno.
Queste nuove informazioni cominciavano a ronzare nella mente di Athanasius. Si rivolse a
Malachi e a Thomas: Allora suggerisco che noi tre si costituisca un consiglio di emergenza per aiutare
fratello Simenon a implementare le sue misure. Possiamo appellarci alle nostre congreghe per
mantenere la coesione, e organizzare in fretta la logistica necessaria allisolamento allinterno della
Montagna. Possiamo organizzare la distribuzione del cibo presso i principali vani scala in modo che
nessuno debba recarsi ai refettori, e tenere i corridoi liberi per poter evacuare rapidamente eventuali
nuovi infermi. Solo mantenendo la calma possiamo sperare di uscirne.
Thomas annu concorde, e Simenon si rasseren un po, come se qualcuno gli avesse appena
tolto dalle spalle un sacco pieno di sassi.
E noi dove faremo base? domand Malachi. La mia area di pertinenza  qui nella biblioteca,
ma  diventata uninfermeria.
Athanasius annu come riflettendo sul problema, anche se in realt conosceva gi la risposta.
Potremmo sistemarci su negli appartamenti dellabate, disse. Prima di tutto sono vuoti, e poi c
spazio per tutti e tre, e sono nella posizione ideale per coordinare le operazioni.
Ci che non disse era che gli appartamenti dellabate, situati sul fianco della Montagna e dotati
di una delle pochissime finestre a vetri della Cittadella, affacciata sulla moderna citt gi in basso, gli
offriva la migliore opportunit di captare un segnale telefonico.
...
.
...
Capitolo 93.
...
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...
LA tenda dellesercito era dotata di aria condizionata, ma cera comunque abbastanza caldo da
far girare la testa a Liv. Il soldato li accompagn per un corridoio delimitato da teli, fino a una porta
che oscill quando buss.
S! La voce aveva un tono indaffarato e sollecito.
Il soldato apr la porta e si fece da parte per lasciarli passare.
Dentro era stato allestito un ufficio con una scrivania, un computer portatile, un telefono e
alcune sedie pieghevoli di alluminio. Cera anche un colonnello magro e alto, con la testa rasata e
lucida e la pelle tanto nera che sembrava scolpito nellebano. Stava seduto alla scrivania a leggere un
fax su cui cerano due fotografie: una di Liv e una di Gabriel. Liv si sent quasi cedere le ginocchia nel
vederle.
Il soldato si fece avanti e appoggi i loro passaporti sulla scrivania.
Grazie, disse il colonnello, puoi andare.
Liv sent la porta che si chiudeva e gli scarponi che si allontanavano. Il colonnello esamin i
passaporti, poi finalmente alz gli occhi, fissando Gabriel e scuotendo la testa con lespressione di un
padre deluso.
Avresti dovuto rimanere in servizio, disse.
Gabriel annu, come concordando. E tu dovresti appendere qualche fotografia qui dentro,
rendere lambiente pi familiare.
Il colonnello sorrise e si alz ad abbracciarlo. Liv non capiva che cosa stava succedendo.
Liv Adamsen, ti presento James Washington. Abbiamo fatto insieme laddestramento per i
reparti speciali, quando lui era solo un capitano e io uninfima recluta spieg infine Gabriel.
E adesso io sono colonnello nei servizi segreti militari e tu sei un civile che infrange la legge.
Com che tutto  andato a gambe allaria? Washington torn dietro la scrivania e gli porse il fax.
Questo  arrivato un paio di ore fa. C un codice di sicurezza nazionale, quindi devi esserti fatto dei
nemici piuttosto importanti.
Gabriel scorse il fax e poi lo diede a Liv. Era una rielaborazione delle informazioni che lei
aveva sentito al notiziario nella stanza dalbergo in New Jersey. Lunico dato nuovo riguardava lei,
descritta come vittima di un rapimento che doveva essere ritrovata urgentemente per poter continuare
una non meglio specificata terapia medica. Cera un numero da chiamare in caso di avvistamento o
cattura.
Ha controllato questo numero? domand al colonnello.
Ho eseguito un test della connessione.  solo un nodo che inoltra le chiamate a qualcun altro.
Non siamo in grado di localizzarlo, se  questo che intende. Ma il punto  che il fax  arrivato
allapparecchio della mia scrivania, quindi chi vi sta cercando sa che siete diretti da queste parti.
Gabriel annu. Sei riuscito a trovare qualcosa negli archivi della polizia irachena?
Washington annu. Tu sai come ottenere un favore. Prese una cartellina dal cassetto della
scrivania e gliela pass.
Dentro cerano due plichi di documenti ufficiali scritti in arabo.
Sono copie dei dossier dei servizi segreti baathisti recuperati durante la liberazione di
Baghdad. Potrebbero essercene altri, ma sinceramente non mi hai dato molto tempo;  gi stato difficile
procurarsi questi e trovare un passaggio per arrivare fin qua. La prossima volta magari dammi un po
pi di preavviso.
Lo terr a mente, disse Gabriel, sfogliando il primo plico finch trov, in fondo, un riassunto
in inglese.
Era una raccolta di rapporti dellesercito e della polizia, datata 16 settembre 2000, sulle indagini
relative a un fatto avvenuto nel deserto vicino ad Al-Hillah, nel governatorato di Babil. Un sito di scavi
archeologici era stato attaccato da forze sconosciute. Nessun sopravvissuto. Allegata al rapporto cera
una lista di venti nomi, la maggior parte locali, ma anche alcuni occidentali. John Mann era in cima alla
lista, e questo confermava ci che Gabriel aveva sempre pensato: il governo iracheno non centrava
niente. Nella documentazione per cera uninformazione nuova: pi o meno al momento del fatto, una
base militare aveva rilevato un contatto radar intermittente con un velivolo che si dirigeva a sud dal
confine turco-siriano. La velocit e il tracciato di volo indicavano che si trattava di un elicottero. Lo
stesso velivolo era stato rilevato di nuovo mentre volava in direzione nord dal sito archeologico, circa
venti minuti dopo, ma le condizioni meteorologiche non erano buone e il contatto si era perso. Il
rapporto concludeva che si era trattato di unincursione ostile delle forze turche, anche se non faceva
ipotesi sulle motivazioni.
Ma Gabriel le conosceva.
Lelicottero doveva essere pieno di agenti della Cittadella, mandati a recuperare le reliquie
trovate nel sito, senza lasciarsi testimoni alle spalle.
Il secondo plico di documenti dimostrava che avevano fallito: qualcuno era sopravvissuto.
Il primo foglio era il modulo di ammissione di un paziente in un ospedale psichiatrico alla
periferia di Baghdad, e riportava la data di due settimane dopo il fatto. Il nome del paziente era Zaid
Aziz. Era stato trovato che vagava nel deserto, accecato dal sole e farneticante, con gravi ustioni alle
braccia e alle gambe. Aveva detto ai suoi salvatori di essere sopravvissuto allattacco di un drago, ma
indagini successive avevano permesso di identificarlo come uno degli operai dispersi del sito
archeologico vicino ad Al-Hillah e le ustioni corrispondevano a quanto scoperto sulla strage. Il
responsabile di quellatrocit aveva ammucchiato i cadaveri per poi cospargerli di cherosene e
appiccare il fuoco. Aziz aveva anche una ferita da arma da fuoco nel braccio e una alla testa; la
diagnosi clinica ipotizzava che avesse perso i sensi in seguito alla ferita alla testa e fosse stato
considerato morto, poi qualcuno aveva gettato il suo corpo tra gli altri. Il dolore della carne che
bruciava doveva averlo fatto tornare in s, salvandogli la vita. Purtroppo, quando era stato ritrovato, il
trauma e i giorni di disidratazione e di febbre avevano ormai compromesso la sua mente. Il rapporto
conteneva anche una serie di interrogatori della polizia e di psichiatri, condotti nellarco di vari anni
senza che emergesse nulla per gettare luce sullaccaduto. Aziz continuava a ribadire la stessa fantasia:
un drago che sputava fuoco, arrivato in volo nella notte, e uno spirito che si era levato da terra
scivolando via nel deserto, cosa che gli psichiatri interpretavano come un oscuro riferimento a se
stesso.
Gabriel lesse tutti gli appunti con un crescente senso di frustrazione. Forse quelluomo aveva
visto che cosera successo a suo padre, ma ogni ricordo dellaggressione pareva essere svanito dalla sua
mente malata. E questo metteva la parola fine a ogni tentativo di indagine: Gabriel aveva sperato di
trovare nella documentazione la conferma che fossero state le guardie repubblicane irachene ad
attaccare il sito e a trasferire le reliquie in uno dei molti palazzi di Saddam Hussein. Se fosse stato cos,
cera qualche possibilit di recuperarle, ma la documentazione aveva solo confermato ci che Gabriel
sapeva gi: qualunque cosa suo padre avesse trovato, adesso era chiusa nella Cittadella.
Guarda la data. Liv indic in cima al foglio dellultimo interrogatorio. Questo ha avuto
luogo meno di sei mesi fa.
Il colonnello Washington annu. Gi. Sar matto come un cavallo, ma evidentemente  duro
come una roccia. Io non so se sarei riuscito a sopravvivere dodici anni in un ospedale psichiatrico
baathista. A quanto pare gli altri pazienti hanno paura di lui. Pi o meno un anno dopo essere stato
internato, ha bruciato vivo un uomo nella cella vicina, e nessuno sa come ci sia riuscito. Gli altri
pazienti credono che abbia acquisito alcuni dei poteri del drago, e nessuno va a dargli fastidio,
nemmeno gli infermieri. Guard lorologio. Sentite, non vorrei mettervi fretta, ma che progetti avete
per il vostro soggiorno in questo bel Paese?
Andiamo ad Al-Hillah.
Siete pazzi? Due civili senza scorta che se ne vanno per la Statale 9 con un bel furgone
bianco? Subito dopo Mossul verrete uccisi o rapiti, o entrambe le cose. No, devo chiedervi di seguirmi
al comando centrale a Baghdad. Un elicottero viene a prendermi alle due del pomeriggio, e credo che
dovr portarvi in centrale per farvi altre domande... salvo poi accorgermi, con un certo imbarazzo, che
non siete le persone che sto cercando, e allora dovr lasciarvi andare. Quel che farete dopo sono fatti
vostri. Porse a Gabriel un taccuino e una matita. Prima che io restituisca quei documenti, magari
vuoi segnarti lindirizzo di quel covo di pazzi a Baghdad, casomai non avessi niente da fare. Sono
sicuro che il signor Aziz sar felice di una tua visita, non penso ne riceva molte.
...
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...
Capitolo 94.
...
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...
HYDE usc dalledificio principale nel caldo torrido del giorno.
Laggi, disse Tariq, indicando a est oltre la torre di trivellazione.
Socchiudendo gli occhi nel sole, Hyde vide la nuvola di polvere che si alzava allorizzonte. Le
tempeste di sabbia e di polvere erano un rischio costante nel deserto, potevano scatenarsi dal nulla e
trasformare il giorno nella notte in pochi secondi; inoltre danneggiavano le attrezzature pi di proiettili
o bombe, e quindi Hyde passava pi tempo a difendersi da quelle che da possibili aggressioni,
sabotaggi o rapimenti.
Corse fino al confine orientale e sal sulla torre di guardia: non reagire prontamente a una
tempesta di sabbia poteva ritardare di settimane unoperazione. Se la sabbia finiva in un motore
bisognava smontarlo, pulirlo e riassemblarlo prima che potesse tornare a funzionare; le armi si
bloccavano se la sabbia le intasava, le apparecchiature elettroniche andavano in corto circuito quando
quei microscopici granelli di polvere vi si infilavano dentro, e persino gli uomini potevano essere
vittime di cecit temporanea a causa delle minuscole particelle che, spinte dal vento, provocavano
lesioni agli occhi. Era solo una delle molte, moltissime ragioni per cui Hyde detestava quel Paese.
Appena in cima alla torre afferr il binocolo per studiare la colonna di polvere. Sembrava una
montagna in movimento, si levava dal terreno come se la terra si fosse messa a ribollire. Al momento
era relativamente piccola e ancora abbastanza distante, ma veniva decisamente dalla loro parte. Se non
si fosse dissolta o avesse cambiato direzione, avrebbero dovuto chiudere tutto fino allo scampato
pericolo. Chiudere costava tempo e denaro, e lunica ragione per cui lui aveva accettato quel lavoro era
che gli offrivano una quota dei profitti. Fino a quel momento corrispondeva allo 0,5 per cento di nulla.
Hyde guard la manica a vento della pista di atterraggio degli elicotteri: il vento soffiava in
direzione nordovest, eppure la tempesta veniva da est. Forse cera una corrente l in fondo, che avrebbe
spinto lontano la tempesta prima che li raggiungesse... o forse non era affatto una tempesta.
Scrutando con il binocolo e concentrandosi sul fronte principale della colonna di polvere per
cogliere qualche particolare, Hyde vide un lampo bianco, e poi un altro. Sorrise: aveva ragione. Non
erano le forze della natura, bens lo Spirito che arrivava con un piccolo esercito di cavalieri disposti
luno di fianco allaltro. I beduini usavano sempre quel tipo di formazione quando cavalcavano veloci,
in modo che tutti potessero respirare aria pulita e non la sabbia sollevata da quelli davanti; era anche
unefficace tattica intimidatoria, perch la colonna di polvere amplificava le dimensioni della loro forza.
Li osserv avvicinarsi, i cavalieri ora visibili anche a occhio nudo, puntini bianchi sul fronte
della nube di polvere, come i denti piccoli e aguzzi di un grande animale. Ce nerano quasi trenta, con
le tuniche bianche e le kefiah tirate sul viso. Hyde pens che quella scena doveva essere cambiata
pochissimo nellarco di migliaia di anni: i cavalli, gli uomini, persino i vestiti erano rimasti gli stessi
nel corso della storia. Lunica differenza erano le armi.
Adesso sentiva il rumore degli zoccoli, e anche di qualcosaltro che attraversava laria con un
suono ritmico sempre pi forte. Si volt: un elicottero dattacco sorvolava basso il terreno dirigendosi
verso di loro. La guardia punt lM60 nella sua direzione, ma Hyde sollev la mano e con la
ricetrasmittente diede lo stesso ordine alle altre guardie.
Lelicottero arriv rombando sopra di loro e vir bruscamente, fermandosi in aria per poi calarsi
sulla piattaforma di atterraggio dallaltra parte dellinsediamento. I cavalieri giunsero alla recinzione
perimetrale nello stesso istante.
Hyde scese dalla torre di guardia e and a salutare i nuovi arrivati. Uno degli uomini a cavallo
si separ dagli altri per avvicinarsi al cancello principale, cos lui fece cenno alla guardia di lasciarlo
entrare e prosegu verso lelicottero.
Era un Bell AH-1W Super Cobra, quello che i marines chiamavano il serpente pi letale del
mondo, equipaggiato con missili Hellfire e una mitragliatrice frontale collegata al casco del pilota:
dovunque lui guardasse, l andavano i proiettili, dieci al secondo, con una deflagrazione che lacerava il
cielo. Era anche dotato della pi avanzata strumentazione di termocamere a infrarossi, in grado di
rilevare le radiazioni emesse dal calore e da un gran numero di altre fonti: le truppe di terra avevano
imparato a non lavarsi gli abiti con i detersivi in commercio, perch contenevano additivi sbiancanti
che li facevano risaltare nel buio. Il Cobra era un prestito della divisione aerea locale, in seguito a una
richiesta inoltrata da Hyde e alla sorprendente influenza politica dei suoi datori di lavoro. Il portello
laterale scorrevole si apr mentre lui si avvicinava, e un gigante biondo scese a fatica dallo striminzito
sedile posteriore e and a presentarsi.
Mi chiamo Dick, disse luomo, tendendo la mano e rivolgendogli un sorriso gelido che
pareva una sfida. Era pi alto di lui di oltre una spanna, e probabilmente pesava una cinquantina di chili
in pi. Sono qui per prendere la ragazza e riportarla indietro, appena sar stata ri-ac-qui-si-ta.
Hyde, rispose lui, afferrando la mano e ingaggiando una breve lotta di stritolamento delle dita
che, a essere onesti, perse. Il tipo era un mostro, e adesso era al comando.
Il gigante lasci la mano di Hyde e alz gli occhi proprio quando luomo a cavallo smont e si
tolse la kefiah dal viso.
Pensi di dover affrontare un esercito? domand lo Spirito accennando allelicottero.
 meglio essere prudenti, rispose Hyde, che quel giorno non era davvero dellumore giusto
per le sue solite stronzate. E poi  in grado di individuare un bersaglio e ucciderlo prima ancora che
quello se ne accorga.
Lo Spirito osserv attentamente il velivolo, poi si rivolse a Hyde e sorrise. Non ha mai
individuato me. Suggerisco di organizzare i miei uomini in squadre di ricerca, e magari il vostro
uccellino potrebbe coprire la sezione orientale mentre noi battiamo il deserto a ovest. C qualcosa l
fuori di cui dovremmo essere al corrente? Qualcosa di vostro che magari non  segnato sulle mappe?
Hyde guard quegli occhi chiari, capendo dal tono della domanda che lo Spirito conosceva gi
la risposta. Ci sono degli scavi abbandonati dopo alcune trivellazioni di prova, a circa venti o trenta
chilometri da qui. E c anche un altro insediamento pi piccolo un po oltre, con baracche provvisorie
e servizio di sicurezza. Hanno ricevuto istruzioni di eliminare chiunque si avvicini; io li avviser che
siete in zona, ma in ogni caso non mi avvicinerei molto se fossi in voi.
Sembra una cosa seria. Forse avete trovato qualcosa di prezioso laggi.
Forse. Hyde si volt e present il gigante, in parte per cambiare argomento e in parte per
sottoporre lo Spirito alla stessa dolorosa esperienza di stritolamento delle dita che lui aveva appena
sperimentato. Vide i due uomini stringersi la mano: lo Spirito non batt ciglio, si limit a guardare
lomone dritto negli occhi e a tirarlo lentamente verso il basso finch ebbe il viso alla stessa altezza del
suo. Deve proteggersi, disse, con una voce fastidiosa come unghie su una lavagna. L fuori un
biondo come lei pu ustionarsi facilmente.
Poi lasci andare la mano e torn dai suoi uomini e dai suoi cavalli.
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Capitolo 95.
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Baghdad.
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LOSPEDALE psichiatrico si trovava al confine meridionale della citt, isolato in fondo a una
strada, e somigliava pi a un carcere di massima sicurezza abbandonato che a un ospedale. Il filo
spinato circondava il tetto piatto del grande edificio di cemento, uno spesso strato di polvere copriva
ogni superficie, e a prima vista il luogo pareva deserto. Fu solo passandoci davanti con lauto che Liv
vide delle persone muoversi nellombra, spettri dagli occhi attenti avvolti dalla polvere.
Washington era andato con loro, sostenendo di avere delle cose da fare in quella zona della
citt, ma Gabriel ne dubitava. In ogni caso era contento di averlo con s: grazie alle sue credenziali e
allimpassibile atteggiamento militare, ci vollero meno di dieci minuti per ottenere il permesso di
accedere allospedale. Dopo aver promesso di tornare a prenderli entro unora, Washington li lasci e
loro seguirono un uomo in tuta bianca lungo spogli corridoi di cemento che puzzavano di orina, feci e
disperazione. Ogni tanto un ventilatore a soffitto roteava pigramente sopra le loro teste, quanto bastava
per mischiare gli odori ma non per rinfrescare laria.
Camminavano in silenzio, e le condizioni dei corridoi e delle celle peggioravano man mano che
si addentravano nelledificio soffocante. Era evidente che, nonostante la prolungata permanenza l,
Zaid Aziz non aveva ottenuto alcun privilegio. Scesero di un altro livello, e quel poco di luce naturale
scomparve del tutto; lunica illuminazione proveniva da una fila di lampadine a basso voltaggio che la
guardia aveva acceso appena raggiunto il fondo delle scale. A quanto pareva i pazienti laggi - se di
pazienti si poteva parlare - passavano gran parte del tempo al buio, soli con la loro follia e i loro
demoni. La guardia si ferm a met del corridoio e agit la mano in direzione dellultima cella a
sinistra, dove la luce quasi non arrivava. Aziz, disse, con un tono che pareva uno sputo. Poi si volt e
se ne and, evidentemente restia a rimanere l sotto pi del necessario. Ascoltarono il suono dei suoi
scarponi che salivano i gradini, lasciandoli soli e al buio con ci che restava di quegli uomini. Anche i
pazienti udirono i passi, e il corridoio poco a poco si riemp di rumori striscianti e di risatine volgari.
Gabriel guard Liv, desiderando di non averla portata l, ma lei sorrise e gli prese la mano.
Poi un gran frastuono esplose nel corridoio.
Per qualche secondo Gabriel e Liv rimasero fermi, stretti luno allaltra, mentre il boato di voci
li assaliva e le sbarre venivano scosse violentemente per tutta la lunghezza del corridoio. Si ud un
clangore proprio l vicino quando un uomo corse verso di loro dal fondo della sua cella e and a
sbattere contro la porta, ferendosi gravemente la testa e schizzando sangue in aria. Di fronte, un altro si
era abbassato i pantaloni fino alle ginocchia e spingeva violentemente il bacino contro le sbarre, con il
pene - ricoperto di piaghe e cicatrici lasciate da precedenti abusi - che dondolava in modo osceno,
accompagnato da gemiti di dolore e piacere. Gabriel e Liv non si accorsero della figura alle loro spalle
che si sollevava dal pavimento, finch un grido disumano lacer la semioscurit, mettendo a tacere
allistante quel frastuono maniacale e spedendo di nuovo tutti negli angoli bui delle loro celle.
Gabriel si volt di scatto verso quel grido e vide un uomo magro come un chiodo che li
guardava da dietro le sbarre. Era a torso nudo, con la parte destra del corpo completamente coperta di
spesse cicatrici che lo facevano sembrare rivestito di squame e non di pelle. Scendevano anche su tutto
il braccio, fino alla mano rattrappita, e su per il collo fino alla testa, priva di capelli. La pelle del viso
era tanto tesa da costringerlo in una permanente espressione interrogativa ed emanava un odore molto
particolare: odore di fumo.
Zaid Aziz, disse Gabriel, portandosi la mano al cuore e chinando la testa in un gesto di
deferenza. Mi chiamo...
John! esclam la figura, con un tono quasi meravigliato. La bocca si pieg in un sorriso, che
si trasformava in un ghigno dove iniziavano le cicatrici. John Mann. Venne avanti, alla luce, locchio
destro bianco e cieco, il sinistro fisso sul volto di Gabriel.
Gabriel sostenne quellesame, sentendo la pressione costante della mano di Liv come una
cintura di sicurezza che lo legava alla salute mentale.
Ma io ti ho visto morire. La voce di Aziz era arrugginita e i muscoli lesi intorno alla bocca
rendevano il suo modo di parlare stranamente formale.
Io sono morto, conferm Gabriel, stando al gioco per sfruttare il legame di fiducia costruito
dal padre. Adesso sono tornato e sto cercando le persone che ci hanno fatto questo. Voglio ripagarle
con la stessa moneta.
Il viso delluomo si pieg di nuovo in un sorriso ghignante. Poi assunse unaria circospetta e si
avvicin alle sbarre. Allora devi uccidere il drago, sussurr.
S, rispose Gabriel. Parlami del drago.
Aziz sussult e si accucci a terra, locchio bianco fisso verso lalto come se stesse rivedendo
lultima cosa di cui era stato testimone. Prima labbiamo sentito, ricordi? Un ruggito nel deserto, poi
le ali che sbattevano.
Che aspetto aveva?
Aziz batt i piedi e gli rivolse unocchiataccia. Tu lhai visto! esclam, con la furia di chi
racconta la stessa storia da dodici anni a orecchie incredule. Tu non puoi dire che non cera. Gli altri
sono sciocchi, ma tu eri l. Tu lhai visto. Il suo viso ardeva di rabbia, poi si addolc e parve smarrito.
Allung la mano destra rattrappita e si sfreg con le nocche ruvide la carne morta intorno allocchio
cieco. No, disse, ricordando meglio. Tu eri gi nello scavo quando il drago  arrivato. Eri nella
caverna della biblioteca.
Dimmi della biblioteca: che cosabbiamo trovato l?
Abbiamo trovato dei tesori... dovresti ricordarteli. Si picchiett un dito sulla testa. Io me lo
ricordo, io ricordo ogni cosa. Certe volte loro provano a rubarmi i ricordi con calci e pugni, e certe
volte ci provano con lelettricit. Ma io li custodisco dentro di me. E mi ricordo.
Dimmi ci che ricordi. Il drago ha ucciso tutti?
Aziz scosse la testa. Non  stato il drago a portare la morte. Sono stati i diavoli bianchi, nati
dal suo ventre. Hanno portato il fuoco e la furia. Ci hanno costretti a terra e hanno bruciato tutto: tende,
veicoli, persone.  stato uno dei nostri a tradirci, io mi sono nascosto dal drago e lho visto mostrare
agli altri diavoli dove cercare.  stato lui a portarli alla caverna dove stavi tu.  stato lui a ucciderti.
Hai visto chi era?
Era un diavolo bianco, come loro.
Un occidentale?
Aziz scosse la testa. Uno spirito. Loro sono tutti spiriti. Solo gli spiriti possono cavalcare i
draghi. Lo spirito  entrato nella caverna, ha portato fuori delle scatole e le ha date in pasto al drago,
rubando i tesori che avevamo trovato. Poi la terra ha tremato e la caverna  sparita. Tu non ne sei mai
uscito. Un diavolo bianco mi ha visto e mi ha colpito. La mano corse di nuovo sul viso. Il fuoco mi
ha svegliato quando il drago se nera gi andato. La sabbia ha allontanato il fuoco. Il deserto mi ha
salvato, guarda... Tese il braccio: cera della sabbia incarnita sotto la pelle. Io sono parte della terra,
adesso, e la terra  parte di me. Cenere alla cenere, polvere alla polvere.
E dopo aver spento il fuoco, che coshai fatto?
Aziz scosse la testa. Erano tutti morti. Ogni cosa bruciava. Io avevo paura che il fuoco mi
toccasse ancora. Avevo paura che il drago tornasse, cos sono scappato. Sono scappato nel deserto. Ma
il drago sa che sono ancora vivo, e vuole finirmi, lo sento. Si fece avanti e afferr le sbarre. Trova il
drago, John Mann. Uccidilo, cos sar libero da questo posto. Solo tu puoi domare il drago, perch
adesso anche tu sei uno spirito.
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Capitolo 96.
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ATHANASIUS sedeva nel bagno privato dellabate, la schiena rivolta alla porta, il viso
illuminato dal bagliore del telefono. Fuori sentiva padre Thomas che conversava ad alta voce con
Malachi, apposta per tenerlo impegnato e permettere ad Athanasius di sgattaiolare via.
Riapr il messaggio e premette INVIO. Questa volta non ci fu alcun avviso di errore, ma lui
continu a fissare il display finch divent nero, poi lo riaccese per essere sicuro. Adesso il
salvaschermo era di nuovo al suo posto, con la fotografia della Profezia dello Specchio. Fin dal
momento in cui Gabriel glielaveva mostrata, nelloscurit dellossario, non aveva fatto che pensare al
possibile significato delle ultime righe.
La Chiave deve seguire la Mappa Celeste fino a Casa.
E l spegnere il fuoco del drago entro un ciclo lunare.
Altrimenti la Chiave perir, la Terra si frantumer.
Una piaga si diffonder, ponendo fine ai giorni.
Una piaga.
Era cos che fratello Giardiniere aveva chiamato la malattia quando si era manifestata nel
giardino; e adesso qualcosa avanzava minacciosamente per i corridoi della Montagna uccidendo le
persone. E il terremoto che aveva scosso la Cittadella, non era forse la terra che iniziava a frantumarsi?
Tutto suggeriva che la profezia si stesse avverando, pertanto il modo migliore per fermare il
propagarsi della malattia era aiutare la ragazza a trovare la strada per lEden. Ma fratello Dragan era
convinto che soltanto se il Sacramento fosse tornato al suo posto dentro la cappella la Montagna
sarebbe guarita, e stava cercando di riportarcelo. Forse era lui il drago nominato nella profezia, e
lardore delle sue zelanti convinzioni era il fuoco che andava spento. Doveva parlargli. Magari,
mostrandogli la Profezia dello Specchio, lo avrebbe convinto.
Padre Thomas stava ancora discutendo con Malachi quando Athanasius usc velocemente dal
bagno, precipitandosi alla scrivania dellabate dallaltra parte della stanza.
Dobbiamo parlare con Dragan, disse, aprendo il primo cassetto dove il vecchio abate teneva
la chiave delle scale proibite. Penso di sapere come curare la Lamentazione.
Labate era uno degli unici due monaci nella Cittadella a cui era consentito accedere sia alla
parte alta e vietata della Montagna, riservata ai Sancti, sia alle zone pi basse dove vivevano gli abitanti
comuni. Lunico altro monaco con questi privilegi era il Prelato. Dragan si era introdotto nella zona
proibita attraverso la scala del Prelato, e ora Athanasius intendeva fare altrettanto, ma usando quella
dellabate. Prese la chiave e si diresse alla stanza da letto.
Quasi tutto lo spazio era occupato da un grande letto di legno, coperto di stoffe spesse. Lunico
altro oggetto nella stanza era un arazzo con il simbolo del Tau ricamato sopra in filo verde. Athanasius
lo scost, rivelando una porta nascosta nel muro.
Che cosa fai? esclam Malachi. Non ti  permesso attraversare quella porta.
Athanasius si volt verso di lui, esprimendo tutta la frustrazione e lo stress delle ultime
settimane. Che differenza fa? Lhai visto con i tuoi occhi che lass non c niente. Qualunque fosse il
segreto a cui abbiamo legato il nostro passato, adesso non c pi, e saremmo degli stolti se vi
legassimo anche il nostro futuro. Fratello Dragan si aggrappa a un sogno, ma  un sogno pericoloso che
potrebbe ucciderci tutti. Gir la chiave nella serratura. Voglio trovarlo e convincerlo che deve lasciar
perdere, per il bene di tutti noi.
Malachi cerc di fermarlo, ma Athanasius fu troppo veloce. Si sbatt la porta alle spalle e la
chiuse a chiave, in modo che nessuno potesse seguirlo o tentare di fermarlo.
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Capitolo 97.
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WASHINGTON li stava aspettando quando uscirono dallo squallido inferno dellospedale
psichiatrico. Salirono nel fresco del fuoristrada, Gabriel davanti e Liv dietro, e si allontanarono senza
aprire bocca.
 stato tanto brutto? domand Washington dopo qualche chilometro.
Gabriel scosse la testa, ancora concentrato sulla bizzarra storia che aveva appena sentito. Non
lo so, a me  sembrato abbastanza lucido. Credo che stesse dicendo la verit, o quella che lui considera
la verit. Ha detto che un drago ha distrutto il campo e uno spirito ha ucciso mio padre. Sono sicuro che
queste sono immagini astratte o metaforiche di qualcosaltro, ma le sue ustioni sono assolutamente
reali, e lesperienza che ha vissuto  stata tanto traumatica da mandargli in pappa il cervello.
Washington tacque per un attimo. Ha detto che uno spirito ha ucciso tuo padre, o ha detto lo
Spirito?
Gabriel guard le strade sbiancate fuori dal finestrino e cerc di ricordare.
Ha detto uno spirito, rispose Liv.
Washington aggrott la fronte. C uno degli insorti... non uno dei pi pericolosi,  molto in
basso nella lista delle priorit... ma ha causato qualche problema in passato.  noto come Ashabah, lo
Spirito.
 ancora in circolazione?
Oh, s,  in circolazione da sempre.  un vero fedain vecchio stampo, combatte contro
chiunque per la libert della sua terra. Pare sia stato una spina nel fianco anche per il precedente
regime, quindi bisogna riconoscergli una certa credibilit. Molti locali lo considerano una specie di
Robin Hood, per questo ci  stato difficile raccogliere informazioni riservate su di lui o trovare la sua
base. Gli insorti pi importanti vivono nel deserto, e quasi tutti i rapporti sulle attivit dello Spirito
vengono dalla zona a sud di qui, il governatorato di Babil.
Intorno ad Al-Hillah.
Esatto. Laltra cosa che si sa di lui  che traffica in reperti antichi, rivendendoli al mercato
nero per prezzi altissimi. Per vende soltanto a organizzazioni cristiane molto ricche e qualche volta ai
musei. Alcuni pensano che sia perch in realt anche lui  un cristiano, con ascendenze che risalgono
alle epoche bibliche, precedenti la cacciata dei cristiani da parte dellIslam.
Hai idea di dove potremmo trovarlo?
Washington si strinse nelle spalle. No. Non lo chiamano lo Spirito per niente. I locali
guardano a lui con un misto di paura e di rispetto, e molti credono davvero che sia uno spirito. Si dice
che abbia una grande cicatrice sul collo e uno strano modo di parlare, come il rumore che fanno due
pietre sfregate insieme. Se  stato lui a vendere il tuo vecchio, ti consiglio di procedere con cautela. 
uno piuttosto importante qui, e con molte conoscenze, e tu sei uno straniero in terra straniera che non
ha la minima idea di come raggiungere il suo obiettivo. Per tua fortuna... fren e indic una jeep
posteggiata davanti a un garage malridotto, pare che anche tu abbia amicizie influenti. Lho prenotata
tramite una delle societ di copertura che utilizziamo; tornano comode quando si lavora in incognito, e
fanno molte meno storie per le spese.  prenotata a tuo nome, o quantomeno al nome di quel
passaporto falso con cui stai viaggiando. Consideralo un regalo daddio, anche se un po in ritardo, da
parte dello Zio Sam, per tutto il lavoro che hai fatto e per le levatacce.
Gabriel si volt verso di lui con unespressione intenerita.
Non osare abbracciarmi come un pappamolla civile. So che non sei pi dei nostri da un po di
tempo, ma non  una buona scusa per rammollirsi.
Liv si sporse dal sedile posteriore e gli diede un bacio sulla guancia. Grazie, disse.
Washington sorrise. Oh, be, da lei non lo rifiuto. Poi si rivolse a Gabriel, di nuovo con
sguardo severo: Ma tu mi deludi, soldato, mi deludi proprio.
Meno di dieci minuti dopo stavano viaggiando sullasfalto polveroso, diretti a sud verso il
confine della citt. Avevano dovuto firmare una quantit di liberatorie su eventuali danni da esplosivi o
armi leggere, ma a parte quello era stato come noleggiare unauto qualsiasi. Washington li aveva
salutati come un padre nervoso: dopo averli equipaggiati con il suo kit di sopravvivenza nel deserto, la
sua pistola automatica e un caricatore di riserva, li aveva avvertiti di non viaggiare mai di prima
mattina, quando le strade erano appena state minate.
Gabriel attravers la periferia di Baghdad guardando nervosamente dal finestrino, in cerca delle
prime ombre del crepuscolo nel cielo doriente. Viaggiavano in silenzio, entrambi consapevoli di essere
diretti in un deserto ostile, con unidea molto vaga di ci che stavano cercando. Andavano in un luogo
infestato da spiriti e draghi, e avevano solo una notte di tempo per portare a termine la loro impresa.
Allalba sarebbe stato tutto finito, in un modo o nellaltro.
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Capitolo 98.
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ARKADIAN era seduto in un affollato internet caf sul grande viale orientale. Dopo aver
ricevuto le-mail dalla Cittadella, aveva pagato per due ore di connessione su un computer da due soldi
e si era messo al lavoro. Adesso aveva ben chiaro il motivo per cui gli Archivi Segreti Vaticani si
chiamavano segreti: non era possibile richiamare una pagina web e navigare nei contenuti, n
accedervi in alcun modo senza prima seguire una procedura lunghissima e molto complessa per fornire
le proprie credenziali e richiedere un testo specifico; la richiesta sarebbe poi stata valutata da una
commissione di vescovi che si riuniva solo una volta al mese, e allora, forse, si poteva ottenere il
permesso di stare per unora in una sala di lettura a studiare il documento prima che sparisse di nuovo
nelloscurit degli archivi. Arkadian dovette farsi prestare da un suo amico professore delluniversit di
Ruin un codice identificativo per la ricerca accademica, e questo solo per accedere al sito web. Da l se
non altro aveva potuto accertare che negli archivi esisteva unintera sezione dedicata alle mappe
antiche, ma non cera alcuna informazione sui contenuti. Il messaggio di Athanasius gli aveva fornito
le date precise del trasferimento del documento, ma senza altri dettagli non cera modo di utilizzarle.
Frustrato, digit Imago Astrum nella barra di ricerca e premette INVIO. Venne immediatamente
disconnesso dal sito, e i successivi tentativi di riaccedervi furono vani.
Cerc allora informazioni sulluomo che aveva richiesto il trasferimento: forse sarebbe riuscito
a trovare qualcosa per costringerlo a rivelargli che coserano, o perch i reperti che aveva fatto
requisire fossero tanto importanti.
Aveva gi sentito parlare di Clementi, e lo riconobbe appena vide una sua fotografia in un sito
dinformazione: un uomo grasso dai capelli bianchi, in abito cardinalizio, che stringeva la mano alla
cancelliera tedesca. Nellarticolo veniva descritto come un riformatore della Chiesa, leminenza grigia
dietro lelezione dellultimo papa; tutti gli altri articoli dicevano praticamente la stessa cosa; lo
dipingevano come un uomo con la missione di riportare la Chiesa al centro degli eventi mondiali. A
giudicare dal calibro dei politici con cui era stato fotografato, sembrava che ci stesse riuscendo: eccolo
l, tutto sorrisi, a stringere la mano al primo ministro inglese, al presidente francese, al presidente
americano. I commentatori politici erano tutti concordi nel sostenere che la facilit con cui era stato
accolto fosse dovuta a una cosa sola: il denaro. Dopo decenni di cattiva gestione e di scandali,
sembrava che il cardinale Clementi avesse rimesso in sesto le finanze della Chiesa praticamente da un
giorno allaltro. Ed era questo, pi di qualsiasi altra cosa, a far vibrare le antenne da investigatore di
Arkadian.
Dopo aver sguazzato per quasi ventanni nel fango delle miserie umane, Arkadian aveva
imparato che il denaro era quasi sempre la radice di tutti i mali. Certo, non mancavano i crimini
passionali, ma non erano poi cos tanti, sicuramente meno di quelli che si volevano far credere.
Lesperienza gli aveva insegnato che nove volte su dieci per arrestare un criminale doveva seguire la
pista del denaro: non era un clich, ma la pura verit.
Confront le date dellacquisizione del reperto con le notizie sui giornali: tutti i successi
finanziari della Chiesa erano posteriori al trasferimento. Prima il cardinale non era quasi mai
menzionato dalla stampa e i rapporti economici riguardanti la Chiesa erano sempre disastrosi. Era
intervenuto qualcosa di importante che aveva cambiato le carte in tavola, ed era successo con una
rapidit stupefacente.
Arkadian si colleg al sito protetto dellInterpol e digit una serie di codici per poter entrare
nella directory relativa alle aziende, dove erano contenute informazioni dettagliate su tutte le imprese
europee registrate, insieme con le dichiarazioni dei redditi e i nomi dei dirigenti. Uno dei problemi
principali di chi amministrava unimpresa redditizia ma illegale era come spendere i soldi guadagnati
senza attirare lattenzione. Il sistema pi diffuso di riciclaggio del denaro sporco era farlo transitare nei
libri contabili di imprese regolari, motivo per cui lInterpol aveva creato quel database.
Arkadian digit Clementi nella barra di ricerca. Uscirono centinaia di risultati.
Per via della sua posizione e dellampio portafoglio di investimenti della Chiesa, Clementi era
collegato a societ di tutto il mondo. Arkadian si mise al lavoro per esaminarle, in cerca di qualcosa che
potesse produrre abbastanza denaro da riportare in auge unorganizzazione mastodontica come la
Chiesa cattolica. Se le leggende erano vere e in realt il reperto era una mappa che mostrava come
trovare un tesoro sepolto, allora il modo pi efficace per nasconderne la scoperta sarebbe stato fingere
di cercare una miniera doro: era difficile trasformare un antico tesoro in denaro contante, ma
dichiarare di aver trovato un filone aurifero e trasformarlo in lingotti avrebbe risolto il problema. Una
miniera doro sarebbe stata la copertura perfetta anche per lacquisto dei diritti minerari e delle
attrezzature di estrazione e fusione. Solo che di miniere doro non ce nerano.
Arkadian inizi a fare controlli incrociati tra le dichiarazioni dei redditi di ciascuna societ, in
cerca di qualcosa che spiegasse limprovviso cambiamento di rotta delle fortune della Chiesa. Ma di
nuovo non trov niente. Dopo oltre unora di ricerche, lunica societ che aveva individuato come
potenziale candidata era unimpresa di esplorazione petrolifera.
Ma i conti non tornavano: stava registrando enormi perdite e trivellava in unarea in cui era gi
stato appurato in precedenza che non cera un goccio di petrolio. Per tra tutte le societ in elenco era
la sola che poteva scavare a suo piacimento, e soprattutto era nel posto giusto. La sede legale della
Dragonfield S.p.A. era a Citt del Vaticano, ma avevano uffici a Baghdad e un sito di trivellazione nel
deserto siriano. Sulla licenza erano indicate le coordinate che delimitavano il vasto appezzamento a
loro disposizione.
Arkadian si colleg a Google Earth, inser le coordinate e nel giro di un minuto si ritrov a
guardare un riquadro marrone in cui non cera nulla. Allarg linquadratura finch individu una
strada, poi spost limmagine verso destra lungo il tracciato della strada e finalmente trov un reticolo
irregolare di edifici dello stesso colore della terra. Arkadian esult dalla gioia quando lesse il nome che
era comparso sulla mappa: Al-Hillah.
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Capitolo 99.
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LIV e Gabriel arrivarono al sito dove John Mann era morto nellistante stesso in cui la luna
sorgeva allorizzonte e si alzava il vento. Si trovava a circa dieci chilometri da Al-Hillah, oltre i pochi
resti dellantica citt di Babilonia.
Presso i cumuli di mattoni sopravvissuti al tempo cera una guarnigione militare americana,
accampata allombra delle antiche mura, con file di tende allineate intorno a una porzione di terreno
che aveva assistito alla trionfale parata di re Nabucodonosor. Di recente era stata livellata dai bulldozer
per ospitare flotte di elicotteri Apache e Cobra. Le squadre di terra ancoravano un velivolo alla
piattaforma con cavi di sicurezza e avvolgevano i motori con teli pesanti per proteggerli dalle
intemperie. Gabriel lo aveva notato, ma non aveva detto niente: indipendentemente dalle condizioni
meteorologiche, non avevano altra scelta se non continuare.
Pochi chilometri pi avanti lungo la strada principale avevano trovato un sentiero che si
inoltrava nel deserto in direzione nord, e lo avevano seguito finch il navigatore satellitare aveva
informato Gabriel che finalmente erano arrivati nel posto in cui era morto suo padre. Le coordinate del
luogo le aveva memorizzate gi dodici anni prima, sapendo che un giorno o laltro ci sarebbe andato, e
spesso le aveva ripassate mentalmente come un mantra o una formula magica per tenere vivo il ricordo
del padre.
Spense il motore e smont dallauto, scrutando la distesa piatta del deserto. Non sapeva bene
che cosa si fosse aspettato, ma di certo non quello: non cerano lapidi a indicare il sito, n qualcosa che segnalasse che ci fosse stato altro se non rocce e sabbia.
Gabriel si era domandato spesso come si sarebbe sentito una volta arrivato l; credeva che
avrebbe potuto dare un senso alla rabbia e al senso di abbandono che lo avevano accompagnato per
quasi tutta la sua vita adulta. Invece non provava niente, forse era solo pi impotente rispetto
allimpietoso scorrere del tempo. Suo padre era morto in quel posto, e lui non cera e non aveva potuto
fare nulla per salvarlo; adesso era l con unaltra persona che aveva bisogno di lui, ma non aveva idea
di come aiutarla.
Quando ud lo sportello della jeep che si apriva, si volt dallaltra parte perch Liv non vedesse
i suoi occhi colmi di lacrime. Non voleva che lei gli mostrasse compassione; lui non la meritava, aveva
fallito una volta e stava fallendo ancora.
Invece di raggiungerlo, per, Liv si allontan lungo largine di un wadi, verso un punto
allorizzonte, gli occhi rivolti alle stelle.
Liv? la chiam, ma lei non rispose e continu a camminare, lo sguardo fisso sul cielo. Liv!
Gabriel la raggiunse e le si par di fronte, afferrandola per le spalle per riscuoterla dalla trance.
Lei batt le palpebre e lo guard, come se si fosse appena risvegliata.
Dove stai andando?
Liv indic una linea serpeggiante di stelle che brillava bassa nel cielo. Il drago, disse. Stavo
seguendo il drago.
Gabriel guard il punto che lei indicava con il braccio teso e riconobbe la costellazione. Aveva
ragione, era il Dragone. A quanto pareva, il drago era ovunque: nella profezia, nel racconto che Aziz
aveva fatto della morte di suo padre, e adesso persino in cielo.
Torniamo alla jeep, disse, rendendosi conto che la temperatura era scesa notevolmente e che
Liv tremava. Possiamo seguire il drago in macchina, faremo prima.
Da quella parte, ordin lei indicando di nuovo verso il cielo.
Dovunque vuoi, rispose Gabriel, guidandola verso la jeep. La stava perdendo, lo sentiva; la
profezia si stava avverando.
Mentre la aiutava a salire sul sedile del passeggero, ud un suono simile al cinguettio di un
uccellino nella notte. Si rimise al volante e chiuse la portiera. Il suono veniva dal suo cellulare, ma
prima di rispondere controll il nome del chiamante. Era Arkadian.
Credo di aver trovato qualcosa, disse prima ancora che Gabriel potesse parlare. Lispettore
spieg che cosaveva scoperto sulla societ petrolifera Dragonfield, poi forn le coordinate del loro sito
di trivellazione. Gabriel inser i dati direttamente nel navigatore satellitare e lo impost perch
calcolasse la rotta.
Un altro drago, pens. Coincidenza o destino?
Il navigatore termin i calcoli e Gabriel ebbe la risposta: una freccia sullo schermo mostrava la
direzione da prendere, la stessa verso cui Liv si era avviata a piedi.
Il sito era a meno di trenta chilometri da l, in un punto sperduto del deserto siriano, verso la
costellazione del Dragone.
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Capitolo 100.
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ATHANASIUS aveva sempre detestato il buio. Quando aveva consacrato la sua vita a Dio ed
era entrato nella Cittadella non aveva pensato che si stava anche consacrando a una vita di oscurit. Le
gallerie erano state notevolmente migliorate nel corso degli anni e in gran parte della Montagna cera
ormai lilluminazione elettrica, ma la zona superiore e proibita verso la quale ora arrancava era
cambiata pochissimo nei secoli. Nella fretta di entrare non si era portato neanche una torcia, e cos era
costretto a utilizzare il bagliore emesso dallo schermo del cellulare. Gli parve per molti versi
appropriato che fosse la foto della profezia a illuminare il suo cammino verso luomo che cercava a
tutti i costi di contrastarla.
Arriv al livello pi alto senza fiato e sudato, e si appoggi il telefono al petto per nasconderne
la luce. Per un attimo fu cieco, ma via via che gli occhi si abituavano cominci a scorgere un bagliore
davanti a s. Proveniva da una delle gallerie pi piccole alla sua sinistra, non quella che conduceva alla
cappella del Sacramento come invece si era aspettato. Segu la luce e procedendo a tentoni contro il
muro raggiunse un corridoio dimenticato e polveroso, disseminato di mucchi di pietrisco a
testimonianza del suo stato di abbandono. Il bagliore proveniva da una porta socchiusa a circa met del
corridoio. Cera anche una brezza, gradevole allolfatto dopo lodore di chiuso delle scale, che lo attir
verso la porta.
La fonte del bagliore era una torcia accesa infilata in una nicchia del muro: baluginava nella
brezza notturna proveniente da unapertura ricavata nella parete esterna. Athanasius aveva immaginato
di essere nel cuore della Montagna e non gli era venuto in mente che pi in alto si saliva pi la
Montagna si restringeva e le sue pareti si avvicinavano.
Dragan era in piedi davanti allapertura, le spalle alla porta. Dapprima Athanasius pens che
stesse pregando, poi il monaco si volt e lui vide il telefono stretto nelle sue mani dure e annerite.
Che cosa stai facendo? domand, comprendendo per sua stessa esperienza perch Dragan si
trovasse accanto alla finestra aperta.
Laltro ringhi e port la mano libera alla crux, croce di legno a forma di T che teneva infilata
nella cintura. La estrasse, sguainando il pugnale cerimoniale che custodiva allinterno, e si gett su di
lui. Athanasius lo schiv, afferr la torcia dalla parete e la brand davanti a s per respingerlo. Dragan
recuper lequilibrio e con un calcio chiuse la porta. Si muovevano in cerchio, nessuno dei due
avanzava o si ritirava, entrambi ben consapevoli che solo uno di loro sarebbe uscito vivo da l.
Tu hai rovinato tutto e io sto cercando di rimettere a posto le cose, disse Dragan, riportando
il Sacramento nella Montagna. Da quando  stato sottratto, tutto ha iniziato a morire: prima i Sancti, poi
il giardino e adesso i monaci. La Lamentazione colpir anche te, non credere che sarai risparmiato. Io
sto solo cercando di salvarti la vita.
E la ragazza? E la sua vita?  un sacrificio accettabile?
Dragan lo schern. La Bibbia  piena di sacrifici compiuti per un bene superiore. Cristo stesso
ha sacrificato la propria vita.
Cristo ha dato la vita per il bene di tutti.
E riportando il Sacramento nella Cittadella succeder la stessa cosa. Guardati intorno:
terremoti, malattia... guarda me... Si tir su la manica della tonaca e mostr un braccio raggrinzito e
nero. Tutto questo  iniziato quando il Sacramento  stato liberato.
Non  vero. I terremoti ci sono sempre stati, e ci sono sempre state carestie, siccit ed
epidemie. Rinchiudere una ragazza innocente in una croce medievale piena di aculei per intrappolare lo
spirito divino che porta dentro di s non  una cosa di cui noi, uomini di Dio, dovremmo essere
complici, qualunque sia il prezzo da pagare. Io ho letto la Bibbia eretica, conosco la vera storia del
Sacramento e conosco la vera storia di questa Montagna. Gli mostr il telefono, con la fotografia della
Profezia dello Specchio, e lo appoggi a terra in mezzo a loro. So che credi in ci che stai facendo, ma
c unaltra via. Abbiamo la possibilit di rimettere le cose a posto. Leggi che cosa c scritto e lo
capirai da solo. Fece un passo indietro e si port la torcia di lato.
Dragan si avvicin e prese il telefono.
Athanasius lo guard leggere le parole della Profezia dello Specchio. Abbiamo la possibilit di
riportare equilibrio nel mondo, senza ripetere gli stessi errori.
Laltro scosse la testa. Ti sbagli. Tutto questo dimostra la saggezza di ci che cerco di fare. Se
la ragazza porta in s il Sacramento, allora questa  la sua casa. Cominci a grattarsi la stoffa della
tonaca. Deve ritornare qui, o morir comunque. Il grattare divenne pi frenetico, e la voce sal di
tono fino a diventare un gemito stridulo. Noi moriremo tutti con lei, url, grattandosi sempre pi
forte mentre la Lamentazione lo sopraffaceva con la stessa rapidit e virulenza con cui aveva colpito gli altri.
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CAPITOLO 101.
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GABRIEL era riuscito a coprire venti dei trenta chilometri che li separavano dal sito della
Dragonfield quando lo shamal arriv. Aveva sentito il vento rafforzarsi costantemente e sferzare la jeep
con folate sempre pi potenti, ma non vide la montagna di sabbia finch non ebbe inghiottito le stelle
sopra di loro, e a un tratto i fari illuminarono un muro di granelli in movimento che si spostava lungo il
wadi nella loro direzione.
Un attimo dopo li avvolse con un tenue sibilo, e milioni di particelle di sabbia cominciarono a
percuotere la carrozzeria della jeep. Liv si irrigid sul sedile, per reazione al rumore e allimprovvisa
carica elettrostatica che le fece rizzare la sottile peluria sulla pelle e produsse un crepitio nellaria.
 tutto a posto, disse Gabriel, prendendole una mano e ricevendo una leggera scarica
elettrica. Siamo quasi arrivati.
La sabbia nellaria si infitt e il sibilo crebbe di intensit. Gabriel aveva difficolt a vedere, i fari
erano coperti dalla sabbia al punto da creare solo un vago bagliore davanti alla jeep. Rallent a passo
duomo, ma continuava a urtare le rocce, che ora non era pi in grado di evitare. Controll il display
del navigatore: lansa del wadi li aveva fatti curvare e adesso stavano andando nella direzione sbagliata.
Dovremo per forza fermarci, disse. Tu guardati in giro e vedi se trovi qualcosa dietro cui
ripararci. Non sar per molto, te lo prometto, solo finch non passa la fase peggiore della tempesta.
Continuarono per qualche centinaio di metri, arrancando a fatica nellaccecante nube di polvere
e sussultando ogni volta che una roccia picchiava contro il paraurti o sfregava sul fondo dellauto.
Gabriel sapeva che se si fossero fermati allaperto le microscopiche particelle sarebbero entrate nel
motore, che forse non sarebbe pi ripartito: anche solo un piccolo riparo avrebbe potuto ridurre i danni.
Continuarono ad avanzare lentissimi, ascoltando il vento fuori e il sussurro della sabbia, intervallato dai
colpi dei grumi di terra trasportati dalle folate pi forti.
L! Liv indic una chiazza scura lungo largine, oltre la nube polverosa fuori dal finestrino.
Gabriel sterz bruscamente, liberando i fari dalla morsa della sabbia per il tempo sufficiente a
illuminare le pareti lisce di una grotta abbastanza grande. Vi si infil con la jeep finch il soffitto non fu
talmente basso da impedirgli di andare oltre. La parte posteriore della vettura spuntava ancora fuori, ma
almeno il motore era al coperto. Era il massimo in cui potessero sperare. Gabriel spense la macchina
per non riempire la grotta di gas di scarico, e poi anche i fari per non consumare la batteria.
Senza il rumore del motore lululato della tempesta pareva pi forte. Liv si allung dietro e
cerc a tentoni il kit di sopravvivenza nel deserto che avevano avuto da Washington. Dentro trov una
piccola torcia per leggere le mappe e lanciare segnali, e laccese ruotando la ghiera intorno al bulbo.
Continu a ruotarla finch si stacc del tutto, e il raggio concentrato e diretto si trasform in una luce
pi morbida e diffusa che fungeva da lampada. Vieni, disse, chiudendo bene lo zainetto con il
cordino e mettendoselo in spalla, andiamo a vedere quanto  profonda questa grotta. Dentro laria sar pi respirabile.
Gabriel la segu, stupito dalla velocit della sua reazione, e la raggiunse. Lei lo prese
sottobraccio e si avviarono insieme nelloscurit.
Come molte delle caverne che si aprivano nella roccia friabile sotto il deserto, quella in cui si
trovavano era pi grande di quanto appariva. Dallinterno si diramavano canali scavati dallo scorrere
delle acque al tempo in cui la terra circostante era ricca e fertile. Pi avanzavano pi si attutiva lululato
della tempesta, finch spar del tutto e riuscirono a sentire lo scalpiccio dei loro passi e leco
sussurrante del loro respiro. A Liv ricord il suono intenso e frusciante che il Sacramento produceva
dentro di lei, anche se non lo aveva pi avvertito da quando avevano lasciato Baghdad. Anche
linebriante senso di leggerezza che lo accompagnava era sparito, e lei temeva ci che questo poteva
significare. Fino a quel momento era riuscita a non pensare a quello che sarebbe successo se la profezia
non si fosse avverata, ma ora, con il tempo che stringeva e la natura che si rivoltava contro di loro, fu
costretta a guardare in faccia la realt. Le parole della profezia erano chiare: se non avessero trovato
lEden prima dellalba, lei sarebbe morta.
Forse era stata una sciocca a pensare di poter influenzare quelle leggi universali e immutabili.
Aveva sempre saputo che un giorno sarebbe morta, proprio come sapeva che il mondo sarebbe finito:
con il tempo, tutto ci che era verde e vivo finiva in polvere. Era cos che funzionavano le cose; tutto
doveva morire, tutto finiva. E quello era un posto come un altro per lasciare il mondo.
Si ferm e sfil il braccio da sotto quello di Gabriel, chinandosi a terra e sentendo la roccia
liscia sotto il palmo delle mani.
Gabriel si chin accanto a lei. Ti senti bene?
Liv gli sorrise. Voglio riposare. Non ha senso andare avanti.
Lui guard indietro verso la caverna. Immagino di no. Le si sdrai di fianco e prese dallo
zaino la coperta termica. Gliela stese sopra e le mise lo zaino come cuscino.
Liv guard il suo viso concentrato e lo accarezz. Volevo dire che non ha senso andare avanti
con questo viaggio.  finita. Anche se la tempesta passasse in questo preciso momento, non sappiamo
se siamo diretti dalla parte giusta e quanta strada c ancora da fare.
Sono solo altri dieci chilometri. Il navigatore ci porter dritti laggi.
Ci porter dove? In un posto che pensiamo possa avere qualcosa a che fare con tutto questo.
Lui cerc di replicare, poi si interruppe e distolse lo sguardo. Liv percep la sua delusione e la
sua sofferenza. Comprese che Gabriel non avrebbe mai rinunciato. Aveva perso la sua famiglia per
tentare di far avverare le profezie, e sentiva il fardello della propria responsabilit forse anche pi di lei,
che portava in s il peso del Sacramento.
Lunico rimpianto di Liv, se la morte fosse venuta a prenderla, era di non aver avuto la
possibilit di godere pi a lungo della compagnia di quelluomo dolce e forte. Nel breve tempo
trascorso insieme entrambi avevano perso moltissimo, e condiviso moltissimo tanto che era come se
una vita intera fosse stata condensata in poche settimane. E adesso il loro tempo insieme stava per finire.
Si alz a sedere e prese il viso di Gabriel tra le mani. Lo volt verso di s e vide le lacrime sulle
sue guance. Si chin e le baci, sentendo il sapore salato della sua tristezza. Poi lo guard negli occhi.
Non  colpa tua, disse. Hai fatto tutto il possibile per mettermi in salvo, nessuno avrebbe potuto fare
di pi. E io mi sono sentita pi protetta con te in queste due settimane di quanto mi sia mai sentita in
vita mia, nonostante la costante minaccia di morte che incombeva su di me. E per questo io ti amer per sempre.
Poi si avvicin e lo baci sulla bocca. Gabriel ricambi il bacio e con frenesia cominciarono a
spogliarsi a vicenda, affamati luno dellaltra, senza mai interrompere il bacio per paura di ci che
avrebbe potuto succedere.
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PARTE SESTA.
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Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e
sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo
avesse partorito.
Libro della Rivelazione, 12:3-4
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CAPITOLO 102.
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LA tempesta si era placata un po, ma non molto, quando lo Spirito usc a cavallo
dallinsediamento, alla testa della sua colonna di uomini. La polvere era ancora densa nellaria e
sfumava largento della luna bassa allorizzonte nel cielo sporco della notte. Due blindati pieni di
guardie della sicurezza seguivano la colonna di cavalieri, e Hyde ne conduceva uno, il sedile accanto
interamente occupato dalla gigantesca mole di Dick. Dati il buio e la polvere era difficile orientarsi, ma
gli occhi da beduino dello Spirito e dei suoi uomini vedevano quanto bastava per cavalcare e quindi
facevano strada. Ed era stata una delle vedette dello Spirito a individuare il debole bagliore dei fari di
un veicolo che avanzava nel deserto verso sud, poco prima che la nube di polvere spazzasse la terra e
cancellasse tutto.
Hyde era contento che ci fosse lo Spirito al comando: se quelli erano i nemici che stavano
cercando, sperava che ci sarebbe stata una sparatoria, cos magari quello stronzo dagli occhi inquietanti
e dalla voce roca si sarebbe beccato una pallottola. Avrebbe anche potuto arrivare dal suo M4: nel
trambusto della battaglia accadevano le cose pi strane.
Quando arrivarono allimbocco del wadi arido, la polvere si era dissipata a sufficienza da poter
rivedere le stelle, e anche lorizzonte a nord. Lo Spirito ferm la carovana e si avvicin al blindato di Hyde.
Dovete lasciarci entrare da soli, disse, la voce secca come laria del deserto. Questi blindati
fanno tanto rumore da svegliare un morto. Probabilmente ci hanno gi sentito e si stanno preparando a difendersi.
Hyde guard il sentiero che portava al wadi: era troppo stretto per i blindati, se fossero caduti in
un agguato avrebbero avuto poco spazio per fare manovra. Per lui non aveva intenzione di lasciar
andare lo Spirito da solo, dove non poteva tenerlo docchio.
Io verr a cavallo con voi, decise il gigante biondo, aprendo lo sportello e scendendo dal veicolo.
Lo Spirito lo squadr. Credo che nessuno vorr prestarti il suo cavallo, potresti ucciderlo solo montandoci sopra.
Dick osserv il cerchio di cavalieri. Quello, ordin, indicando lanimale dalla struttura pi robusta.
Lo Spirito fece un cenno alluomo in sella, che smont malvolentieri e gli porse le redini.
Grazie, disse Dick, saltando in groppa allanimale con sorprendente agilit. Qualunque cosa
succeda, la ragazza devessere risparmiata. Ho ricevuto ordini molto precisi.
E luomo? domand lo Spirito.
Lui pu anche morire, non mi interessa, rispose Dick, spronando il cavallo verso la bocca del wadi. Solo la ragazza  importante.
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CAPITOLO 103.
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GABRIEL e Liv giacevano fianco a fianco sul pavimento della grotta, le mani intrecciate, le
teste tanto vicine da poter udire luno il respiro dellaltra. Il buio era cos profondo che era facile
immaginare di essere lontani da tutto, persi a galleggiare nello spazio, scollegati da ogni cosa. Quel
pensiero era seducente, e nessuno dei due si muoveva n parlava da un po, per evitare il pi a lungo
possibile che il mondo reale facesse irruzione nelle loro vite.
Gabriel balz in piedi nellistante stesso in cui sent il rumore.
Veniva dallentrata della grotta, qualcosa di solido che picchiava contro la fiancata dellauto,
lievemente ma quanto bastava perch il suono arrivasse fin dentro la grotta. Poteva anche essere una
pietra caduta dal tetto, ma listinto gli diceva che non era cos. Al buio trov la giacca che si era tolto e
prese la pistola che gli aveva dato Washington, una Glock 9 mm con diciassette colpi; poi si chin e
lentamente avanz verso lentrata, larma spianata.
Il pugno lo colp dritto allo stomaco, cos forte e rapido che gli parve di essere stato picchiato
con un badile. Cerc di reagire, ma non ce la fece e un gomito si abbatt violentemente sul suo
avambraccio, facendogli cadere la pistola di mano.
Poi si accese una luce.
Salve di nuovo, disse Dick, togliendosi gli occhiali per la visione notturna. Ti ricordi di me?
Gabriel cerc di muoversi, ma era paralizzato dal dolore per il colpo brutale. Si volt a guardare
Liv: un altro uomo era chino su di lei; indossava gli abiti comodi di un nomade del deserto. Gli occhiali
protettivi contro la sabbia e la kefiah gli coprivano il viso, facendolo sembrare pi un alieno che un
umano. Aveva un AK-47 a tracolla, e in mano una pistola che teneva puntata contro Liv.
Gabriel tese la mano verso di lei, ma un piede enorme gli si infil sotto le costole e con un
calcio lo rovesci sulla schiena: si ritrov faccia a faccia con il gigante sogghignante, che ora
impugnava la sua Glock.
Niente pi fughe, disse quello. La pistola sembrava un giocattolo in quella mano immensa.
Gabriel guard lenorme pollice carezzare il lato dellarma e cap che stava per morire.
Non c sicura sulla Glock, pens, stranamente grato al suo assassino per aver commesso
lerrore di dargli mezzo prezioso secondo di vita in pi. Guard di nuovo indietro verso Liv, unultima
volta, e sorrise.
Poi uno sparo rimbomb nello spazio chiuso della grotta.
Hyde ud leco dello sparo che si riverberava lungo il canale del fiume in secca e da l nel
deserto. Alcuni cavalli nitrirono a quel suono, poi si zittirono. Hyde rimase in ascolto, in attesa di altri
spari, segno che lagguato era fallito o i suoi uomini si erano scontrati con una resistenza armata, ma
non sent niente, solo il sussurro del vento calante.
Si sent un po deluso: quellunico colpo significava che Gabriel Mann era morto e la ragazza
era stata catturata. Era tutto finito prima ancora di cominciare. Avvi il motore e avanz nel wadi,
senza pi preoccuparsi di eventuali attacchi: tutto ci che voleva era prendere la ragazza e tornare
allinsediamento.
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Capitolo 104.
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DICK rimase in piedi, barcollante, locchio destro una massa di vasi sanguigni recisi dal
proiettile che, entrato dalla tempia, aveva fatto esplodere tutto ci che cera dietro. Rest cos per un
momento, come se un filo invisibile lo tenesse appeso al soffitto, poi cadde al suolo. Gabriel rotol via
prima di essere schiacciato. Vicino a Liv, il fedain teneva ancora la pistola puntata nella direzione in
cui si trovava Dick. Poi la rimise nella fondina e tese la mano per aiutare Liv ad alzarsi. Veloce,
ordin. Dobbiamo andarcene in fretta prima che arrivino gli altri. La sua voce raschiava laria...
come il rumore che fanno due pietre sfregate insieme.
Gabriel si alz, strapp la Glock dalla mano del gigante morto e la punt contro lo Spirito.
Allontanati da lei.
Con quegli strani occhi da insetto, a causa degli occhiali protettivi, luomo guard la pistola.
Devi fidarti di me. Ancora quella voce.
Come si  fidato John Mann?
Lo Spirito scosse lentamente la testa. Qualunque cosa credi sia successa, qualunque cosa credi
che io abbia fatto, ti sbagli.
Allora, dimmelo. Dimmi che cos successo. E se riuscirai a convincermi, forse non ti sparer
subito.
Lo Spirito guard la galleria che portava alluscita dalla grotta. Dobbiamo sbrigarci.
Un altro sparo rimbomb nello spazio chiuso e schegge di pietra piovvero rumorosamente da un
punto sopra la testa dello Spirito, dove il proiettile aveva colpito. Il prossimo te lo infiler nella
gamba, sibil Gabriel tra i denti. Dimmi che cos successo.
Laltro annu, e con la sua voce inquietante inizi a parlare. Ero nella stanza principale quando
lelicottero  arrivato. Avevamo dissotterrato parte della biblioteca perduta di Assurbanipal,
saccheggiata e nascosta durante la caduta di Babilonia. Era piena di tesori, e la Profezia dello Specchio
era solo uno di questi: cerano cronache che risalivano alla Creazione e libri di incantesimi tramandati
dal tempo in cui gli di camminavano sulla terra. Abbiamo cercato di tenere segreta la nostra scoperta,
consapevoli del pericolo, se la Cittadella lo avesse saputo, ma tra noi cera una spia. I soldati portavano
le divise dellesercito iracheno, ma cera qualcosa che non andava: sulle uniformi non cerano i simboli
giusti e lelicottero era russo, un enorme elicottero da combattimento. Ci hanno circondato, ci hanno
accusato di spionaggio e ci hanno costretto a mettere i reperti in casse di legno. Erano armati e
numerosi, quindi abbiamo ubbidito, ma dopo che tutto era stato caricato sullelicottero si sono messi a
sparare. Gi nella stanza principale degli scavi abbiamo sentito la carneficina, ma ormai ci avevano
legato le mani dietro la schiena e stavano discutendo di che cosa fare di noi. Alla fine ci hanno appeso
per il collo a una delle travi del soffitto e ci hanno lanciato contro delle granate.  stata proprio
lesplosione a salvarmi la vita: ha spezzato la corda che avevo al collo, che per mi ha rovinato la voce.
Quando sono rinvenuto, ero al buio. Mi sono fatto strada per uscire scavando, e ho scoperto che erano
tutti morti. Ho recuperato quello che potevo, compresa la macchina fotografica con le immagini che ho
poi spedito a tuo nonno. Avevano portato via anche lacqua, e se non mi avessero trovato dei nomadi in
cerca di tesori, attirati dal fumo, sarei morto anchio. Si sono presi cura di me e mi hanno guarito le
ferite; la donna che mi ha assistito mi chiamava lo Spirito, perch ero morto e lei mi aveva riportato
in vita.
E allora perch, se la Cittadella ha mandato degli uomini a ucciderti, per anni tu hai spedito
loro dei reperti?
Mi faceva comodo tenermeli buoni e convincerli che ero loro amico. Questo mi ha consentito
di rimanere nel deserto e continuare a cercare ci che era andato perduto. Ci che vendevo a loro erano
sempre cose inutili.
Gabriel scosse il capo e punt la pistola alla testa dello Spirito. Non ti credo. Credo invece che
tu adesso lavori per loro, proprio come allora.
No. Lo Spirito cominci a togliersi la kefiah dal viso. La Cittadella  mia nemica, e lo 
sempre stata. E io non ho tradito tuo padre, n ho causato la sua morte. Si tolse anche gli occhiali
protettivi e dimostr a Gabriel che stava dicendo la verit. Lo Spirito non poteva aver tradito suo padre:
lo Spirito era suo padre.
Gabriel lo fiss. Sconcertato. Incredulo.
Mi dispiace, disse John Mann, la voce roca alterata da una leggera emozione. La Cittadella
ci ha ucciso tutti per tenere nascosto ci che avevamo scoperto. Credevano che fossi morto; se fossi
tornato a casa avrebbero ucciso te e tua madre, per non correre rischi. Ma se avessero continuato a
credere che mi ero portato il segreto nella tomba, voi sareste stati al sicuro: lho fatto perch voi poteste
vivere.
Gabriel scosse la testa e sent montare dentro lantica rabbia. Ma avremmo potuto nasconderci,
stando insieme come una famiglia.
E che vita sarebbe stata? Sempre a guardarci le spalle nel timore di parlare con qualcuno e di
farci sfuggire qualcosa?
Meglio di una vita alloscuro del fatto che tu fossi vivo. La mamma  morta, lo sapevi?
John Mann annu. Non puoi immaginare quanto sia stato doloroso vivere lontano da Kathryn.
Ma  stato il mio amore per lei che mi ha costretto a farlo. Spero che un giorno capirai.
Fuori, un rumore attutito di spari vibr nella notte.
Adesso dobbiamo proprio andare. Ci restano poche ore prima dellalba, e ci vorranno almeno
quaranta minuti per arrivare l.
L dove?
Hai letto la Profezia dello Specchio. Lo sai che cosa c in ballo. Dobbiamo arrivare allantico
sito dellEden prima che sorga il sole. E io credo di sapere dov.
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Capitolo 105.
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SENTENDO il rumore di una pistola automatica, Hyde pigi sul freno e il blindato si arrest
slittando.
Formate un perimetro, grid, lanciandosi fuori.
Un altro colpo esplose nella notte, questa volta da unarma diversa. Il rumore rimbalzava contro
le sponde del wadi, ed era difficile capire da dove provenisse. Alle spalle di Hyde, gli uomini scesero
dal retro del blindato e si misero in formazione per girare intorno al veicolo e avanzare lungo le sponde
aride. Altri colpi si riverberarono nel deserto da due direzioni diverse: era il rumore tipico dellAK-47,
larma preferita degli insorti locali. Arrivava da ogni parte.
Hyde sal sulla sponda del wadi e scrut il deserto dal mirino del suo M4: le lenti per la visione
notturna avvolgevano il paesaggio spoglio in un bagliore verde. Individu il lampo incandescente di
uno sparo a circa cento metri da l. Era uno degli uomini dello Spirito, che girava in cerchio e sparava verso il cielo.
Sono i beduini, grid ai suoi uomini. Ci provocano perch rispondiamo al fuoco. Rimanete qui e teneteli impegnati.
Si gett di nuovo gi dalla sponda del wadi, fece cenno a un paio di uomini di seguirlo, e
percorse a piedi il letto arido del fiume mentre gli M4 cominciavano a rispondere agli AK. Segu le
impronte degli zoccoli nella polvere finch intravide il retro di una jeep bianca che spuntava da una grotta.
Hyde si avvicin tenendosi basso, con il fucile puntato. Si sporse appena dal bordo dellentrata, esaminando linterno con le lenti notturne.
Rimanete qui, sussurr. Assicuratevi che esca soltanto io.
Avanz cauto, sfidando loscurit e verificando di non avere nessuno davanti. Preferiva entrare
da solo: un ambiente chiuso e forse ostile era il posto peggiore per avere accanto persone che non
conosceva e di cui non si fidava.
Trov il corpo di Dick riverso a terra in una piccola diramazione, un unico foro di proiettile
nella tempia, gli occhi aperti a riflettere il verde dei raggi infrarossi. Esamin lo spazio intorno e trov
unorma nella sabbia, diretta verso linterno della grotta. Fece per avvicinarsi, poi si ferm: era tutto
troppo perfetto, troppo studiato. Ripens a dove aveva lasciato i suoi uomini e comprese il proprio
errore: Dick e lo Spirito erano entrati l a cavallo, ma quando lui era arrivato non aveva trovato nessun animale.
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Capitolo 106.
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JOHN Mann faceva strada, Gabriel e Liv gli stavano dietro sul cavallo pi robusto. Avevano
seguito il tracciato del wadi per alcune centinaia di metri, poi avevano deviato verso il letto di un altro
corso dacqua asciutto che solcava la terra prendendo una diversa direzione. Alle loro spalle il fragore
degli spari si dissolse rapidamente; ormai lunico rumore che si sentiva era quello dellaria notturna che
sibilava nelle orecchie e il tonfo degli zoccoli sulla sabbia.
Liv stava aggrappata a Gabriel, in parte per sentirlo vicino, ma anche per confortarlo. La
rivelazione nella grotta era stata cos improvvisa e sconcertante che non poteva nemmeno immaginare
che cosa dovesse essere stata per lui. Ma la notizia laveva resa felice: detestava lidea che Gabriel
rimanesse solo al mondo, se lei fosse morta. Adesso aveva qualcuno, e lei ne era contenta.
Guard su e vide la linea sinuosa del Dragone che puntava verso la luna bassa allorizzonte,
ormai soltanto una traccia nel cielo che andava rischiarandosi.
Non manca molto ormai, pens. In qualsiasi caso, non manca molto.
Sono io, grid Hyde avvicinandosi alluscita della grotta. Non sparate.
Si arrampic sulla sponda del wadi e scrut il paesaggio con le lenti notturne. Nellaria cera
ancora troppa polvere per poter vedere lontano, e la sabbia sollevata da un paio di cavalli sarebbe stata
molto meno evidente di quella sollevata da un veicolo. Avevano un vantaggio di almeno quindici
minuti, ma non potevano essere andati molto lontano. Scivol gi dalla sponda e si infil nella cabina
del blindato. La radio gracchi quando afferr il ricevitore dal cruscotto.
Base, qui  il Punto Uno, mi ricevete?
Ti riceviamo.
Abbiamo bisogno di immediata assistenza aerea per una ricerca. Fate venire il Cobra e dite di
azionare tutta la strumentazione: voglio illuminare il deserto come un albero di Natale.
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Capitolo 107.
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ERANO quasi arrivati al sito degli scavi quando udirono il rumore delle pale di un elicottero in
lontananza. Avevano galoppato veloci per gli ultimi dieci chilometri, distanziando il pi possibile le
forze armate, che adesso avevano chiesto rinforzi.
Quando furono pi o meno a duecento metri dal posto, John Mann ferm il cavallo e smont di
sella. Gabriel fece altrettanto e lo segu su per una duna bassa per avere una visuale migliore.
La vigilanza intorno allinsediamento era stata notevolmente rafforzata nelle ventiquattro ore
trascorse da quando John Mann se nera andato: adesso sembrava una versione in miniatura di quello
principale, con la stessa doppia recinzione di spinato, le stesse postazioni di guardia, le stesse guardie
chine sulle armi automatiche pesanti.
E come fai a sapere che questo  il posto giusto?
Hanno scavato in questarea per settimane, e questo  il primo posto per il quale si siano
davvero entusiasmati. Guarda solo la sicurezza.
Era esattamente ci che Gabriel stava facendo. Farsi strada con la forza per entrare era fuori discussione.
Se creo un diversivo, forse voi riuscirete ad avvicinarvi, sugger John. Quello che stiamo
cercando  una porzione di terreno, non un punto preciso. Ho passato gli ultimi dodici anni a leggere
tutto ci che  stato scritto o scoperto sulla leggenda dellEden; come ti ho detto, ho venduto alla
Cittadella solo i reperti inutili, tenendo per me i pezzi migliori. Il Sacramento si riunir alla terra nel
momento in cui la carne del suo ospite entrer in contatto con la sacra polvere... la sua casa. Potrebbe
essere sufficiente che la ragazza si avvicini, e probabilmente  la nostra unica possibilit.
Gabriel annu. Attaccare sarebbe un suicidio. Per dobbiamo entrare nel recinto e avvicinarci
il pi possibile a quel buco. Guard il padre. Credo che dovremmo consegnarci.
La guardia aveva appena ricevuto il messaggio sui fuggitivi scomparsi quando vide due cavalli
avvicinarsi nel deserto. Individu un uomo e una donna bianchi su uno dei cavalli, mentre laltro
cavaliere sembrava arabo, e agitava la kefiah sopra la testa in segno di resa.
La guardia torn subito alla radio e chiam il maggiore Hyde.
Sono qui, capo, disse. Stanno arrivando a cavallo, con le braccia alzate. Ascolt le
istruzioni, poi fece cenno alla sentinella al cancello. Falli passare, ordin. Disarmali e trattienili
finch non arrivo io.
John Mann aveva tolto le scarpe a Liv, in modo che fosse a piedi nudi: non doveva fare altro
che scendere da cavallo e posare i piedi a terra perch la profezia si avverasse.
Le guardie andarono loro incontro, li disarmarono e li condussero oltre i cancelli. I faretti
intorno al grande buco brillavano illuminandolo a giorno, ma qualunque cosa ci fosse dentro era pi in
basso del livello del terreno e invisibile dal punto in cui si trovavano.
Da qualche parte nel deserto il rabbioso rumore delle pale dellelicottero si faceva sempre pi
vicino. Una delle guardie ordin ai cavalieri di smontare; Gabriel scese di sella e tese il braccio per
aiutare Liv.
Lei si abbandon nelle braccia di Gabriel mentre la calava gi, e la punta del suo piede nudo si
avvicin al terreno come una freccia. Percep il fresco della notte che si irradiava dal suolo, poi
appoggi saldamente il piede sulla sabbia.
Non accadde nulla.
Anche laltro piede tocc terra, ma tutto rimase comera.
Il rumore dellelicottero cresceva, e la guardia indic un tratto di terreno spoglio presso una
capanna. Attraversarono linsediamento, passando vicino al bordo dello scavo. Quando vi furono quasi
sopra, John Mann guard gi e comprese il proprio errore e lenormit delle conseguenze. Quello non
era il posto giusto. Ci che era stato disseppellito dal deserto non era un antico tesoro accumulato dai
grandi potentati della storia, n i resti di una foresta primordiale: era il relitto dellelicottero russo. Una
sezione laterale era stata aperta, e ora pareva una bestia sventrata. Intorno si affollavano numerosi
operai in tuta bianca, simili a grosse larve, che rimuovevano i reperti immagazzinati nelle casse rotte
dellelicottero. Mentre John fissava i resti del suo passato, luomo al comando delle operazioni alz gli
occhi e incontr i suoi: era lo stesso che John aveva visto attraverso il binocolo nel momento in cui
avevano trovato lelicottero, solo che adesso era pi vicino e lo riconobbe.
Harzan.
Laltro sorrise e risal il buco per raggiungerli. John Mann, disse. Mi sono domandato
spesso se lo Spirito fossi tu. Sei duro a morire, a quanto pare.
John indic con un cenno le persone in tuta bianca in fondo allo scavo. Quella gente lo sa
come tratti i tuoi collaboratori?
Harzan sorrise. Quella gente non cerca di sfruttare il passato per minacciare il futuro della Chiesa.
N lhanno fatto i miei uomini, per li hai uccisi lo stesso.
Harzan fece spallucce. Oh, andiamo, su, sai bene quanto me che la storia  piena di gente che
si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Alcuni, anzi, lo fanno proprio per abitudine.
Guard Gabriel. Tuo figlio ti assomiglia moltissimo.  un peccato che abbia preso da te anche per
altri versi. Godetevi il tempo che potete passare insieme,  molto importante, non ti pare? Anche se breve.
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Capitolo 108.
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HYDE individu lo Spirito appena il Cobra inizi a scendere sullinsediamento. Fu molto
tentato di aprire il fuoco con la mitragliatrice, solo per il gusto di falciarlo, ma dubitava di riuscire a
convincere il pilota militare a ubbidirgli. Doveva restituire la ragazza viva, e la mitragliatrice era un
tantino troppo esuberante per essere sicuri di non commettere errori. E poi non voleva far fuori il
dottor Harzan, almeno non finch non lo avesse pagato.
I pattini toccarono terra e le guardie spinsero i prigionieri verso lelicottero. Hyde avrebbe
provato un piacere particolare nelluccidere lo Spirito: aveva sempre avuto limpressione che il ribelle
lo guardasse con superiorit; chiss se lo avrebbe fatto ancora dopo essere stato abbandonato nel bel
mezzo del deserto siriano con una pallottola nelle gambe. A Gabriel avrebbe semplicemente sparato in
testa; non aveva niente contro di lui, era solo lavoro.
I tre prigionieri arrivarono allelicottero e vennero caricati a bordo da due guardie che li
tenevano sotto tiro. Hyde sollev il pollice in direzione del pilota e lapparecchio decoll. Il Cobra li
avrebbe riportati allinsediamento principale e poi sarebbe tornato alla base: per il resto del viaggio
avrebbero usato uno degli elicotteri aziendali, e il pilota, essendo un dipendente, sarebbe stato molto
pi tollerante sulle tappe non programmate che Hyde progettava di fare. Si sarebbero diretti nella parte
pi inospitale e dimenticata da Dio del deserto turco e lui si sarebbe assicurato che lo Spirito, una volta
per tutte, rendesse onore a quel nome.
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Capitolo 109.
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QUANDO lelicottero sfrecci verso est in direzione dellinsediamento principale, Liv
cominci a spegnersi rapidamente, una sensazione cos improvvisa da spaventarla: nella grotta e poi a
cavallo si sentiva benissimo, adesso aveva limpressione che qualcuno avesse staccato la spina e la sua
forza vitale si stesse estinguendo velocemente. Alz gli occhi su Gabriel, seduto di fronte a lei nella
cabina angusta, e dallespressione sul suo viso cap di non avere un bellaspetto.
Dal finestrino alle spalle di Gabriel vide il cielo che cominciava a farsi luminoso, e la sottile
falce di luna svanire poco a poco, proprio come lei. Al sorgere del sole se ne sarebbero andate
entrambe, ne era certa... e rassegnata al suo destino. Le dava un modesto conforto il pensiero che
almeno non sarebbe riuscita ad arrivare a Ruin, per essere di nuovo imprigionata in un girone di tortura
e dolore, chiusa nelloscurit della Montagna.
Riusciva a percepire ci che portava dentro di s, raggomitolato alla bocca dello stomaco: con il
suo peso morto la trascinava gi, come una stella che collassa creando un buco nero che risucchia ogni
cosa, compresa la luce. Forse era questo che sarebbe accaduto anche a lei. Forse era questo che
significava la fine dei giorni.
Sotto di loro si estendeva la desolazione sabbiosa del deserto, e Liv sent affiorare un ricordo
che sapeva non essere suo. Era un ricordo di quando il mondo era ancora giovane, e la terra che ora
stava guardando era verde e fertile, e lei vi camminava libera. Cera pure un uomo: lei lo guardava e
sentiva il calore del suo corpo e le sue braccia forti che la stringevano. Cera anche adesso e le
sorrideva: Gabriel.
Mi dispiace, le disse, ma il rumore dellelicottero era troppo forte per riuscire a sentirlo.
Liv scosse la testa e il viso di lui si dissolse nelle lacrime. Non cera niente da perdonare.
Sapeva che Gabriel conosceva il dolore della separazione, e presto sarebbe stata lei a farglielo provare
di nuovo. Lo aveva incontrato troppo tardi, e lo aveva amato per troppo poco tempo, ma non stava a lei
decidere del proprio destino.
Lelicottero vir e inizi la discesa sul deserto. Oltre il finestrino, il cielo e la terra si
inclinarono come in unanteprima della fine del mondo.
E poi Liv lo vide, acquattato a terra nel deserto, il collo nero e sinuoso che si allungava dal
corpo di scaglie e spine, il fuoco che gli usciva dalla bocca.
Era il drago dei suoi incubi, il drago della profezia e del Libro della Rivelazione, che aspettava
di divorare lei e il Sacramento che portava. E loro scendevano veloci verso di lui.
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Capitolo 110.
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DAL finestrino del pilota, anche Hyde lo aveva visto: ardeva davanti a loro come un sole sorto in anticipo.
Dannazione, pens, ce lhanno fatta.
Li chiam via radio e riusc a rintracciare il direttore dei lavori. Leccitazione delluomo era
evidente, anche filtrata dalla banda stretta delle frequenze militari.
Abbiamo perforato uno strato di pietra e lo abbiamo trovato, disse.  enorme. Adesso
stiamo testando le dimensioni del giacimento, per questo vede bruciare tutto quel gas, e finora le cifre
sono incredibili.  greggio di alta qualit, a basso contenuto di zolfo, e ce n una marea l sotto. Mai
visto niente del genere. Abbiamo trivellato a una profondit da record mondiale e abbiamo trovato un
giacimento di petrolio da record mondiale!
Hyde calcol la sua quota di profitti e tutte le cose che avrebbe potuto farci. Sarebbe stato
fantastico tornare a Austin e presentarsi a casa al volante di qualche auto assurda, cos Wanda si
sarebbe resa conto di averlo mollato un attimo prima che la roulette lo premiasse: aveva puntato tutto
sul nero e aveva vinto, e a girare non era stata una roulette ma una trivella.
Virarono intorno allinsediamento, evitando le correnti termiche generate dal fuoco, e poi
cominciarono a scendere sulla pista di atterraggio. Nellistante in cui i pattini toccarono terra, Hyde si
era gi alzato dal sedile e stava andando allo sportello laterale per effettuare il trasferimento dei
prigionieri. Voleva chiudere la faccenda il pi in fretta possibile, per potersi poi concentrare su come spendere i suoi soldi.
Liv era paralizzata dalla paura. Dal finestrino vedeva la bestia, enorme e demoniaca, e quando il
portellone dellelicottero venne aperto ne avvert il calore e ud il ruggito. La stava chiamando, voleva lei.
Fuori! grid un uomo armato. John Mann usc per primo, Gabriel lo segu, ma Liv rimase
dovera, bloccata dalla paura. Gabriel si volt a guardarla, fermo sulla porta, esattamente come nel suo
sogno un attimo prima che le fiamme lo avvolgessero. In preda al delirio, Liv credette che quel ricordo
fosse reale e balz avanti per salvarlo dal drago, colpendolo al petto e facendolo cadere allindietro.
Adesso era fuori anche lei, stesa sopra Gabriel sul cemento della piattaforma. Sent il calore sulla
schiena, e immagin che la bestia la stesse osservando, prendendo fiato per poi soffiarlo fuori come
fiamma e divorarli entrambi. Di se stessa non le importava, la sua vita era gi finita, ma Gabriel meritava di vivere.
Rotol via da lui e si trascin pi in l per attirare il fuoco solo su di s e risparmiare Gabriel. Si
alz in piedi e si volt a fronteggiare il drago. Barcoll allindietro in un istintivo desiderio di scappare:
il suo piede raggiunse il bordo della piattaforma di cemento e si pos sulla terra arida del deserto. E
allora tutto si fece fluido e lento.
Ogni rumore si spense.
Tranne uno.
Il sussurro.
Che montava dentro di lei.
La cosa solida che portava dentro di s cominci a dipanarsi e crescere, e ingrandendosi si fece
pi pesante, trascinandola verso terra. Dovunque lo toccasse, il terreno pareva vivo. Era in ginocchio,
adesso, curva per limmane peso della cosa che si portava dentro. Il sussurro la circondava, la
attraversava, irruente come un uragano o un fiume gonfiato dal disgelo in primavera. In qualunque
punto Liv toccasse il suolo, lo sentiva scorrere dentro di lei e dentro la terra, dandole sollievo dal dolore
di contenerlo. Cadde in avanti, sdraiandosi in modo che ogni parte del suo corpo fosse a contatto con la
sabbia, e leffetto fu immediato, come una diga che le esplodeva dentro. Sent che tutto si riversava da
lei dentro il terreno, e mentre accadeva ud qualcosaltro, un rombo basso che si muoveva in senso
inverso. Poi la terra cominci a tremare.
Dapprima credette che si trattasse della bestia, i cui passi scuotevano il terreno; si volt a
guardarla, torreggiante sopra di lei, la bocca aperta che ancora emetteva fiamme. Cera un cartello
fissato al suo lungo collo, un logo che raffigurava una gru eretta su una linea rossa di terra: agli occhi
terrorizzati di Liv apparve come un Tau rovesciato. Un allarme risuon in cima alla piattaforma, come
un grido stridulo, e la visione del suo incubo fu completa.
Attese le fiamme, sapendo che sarebbero arrivate, mentre il rombo sotto di lei continuava a montare.
Dal corpo della bestia venne un gemito straziante, come di metallo contorto, e mentre quel
rumore cresceva il fuoco inizi a scoppiettare e vacillare finch si spense del tutto, poi una nube di
vapore usc sibilando dalla bocca da cui prima infuriavano le fiamme. Quindi anche il vapore si esaur,
scacciato dallacqua che schizz fuori dalla bocca, con tanta pressione da formare un arco sopra
linsediamento e poi frammentarsi in finissimi spruzzi, che ricaddero sulla terra come pioggia.
Nei bacini di stoccaggio, il lago nero e denso di petrolio cominci a ribollire, e i maleodoranti
residui decomposti delle foreste di un tempo si schiarirono in qualcosa di puro. Persino lelicottero,
fermo sulla piattaforma, sobbalz e si spense quando il carburante nei serbatoi si trasform in acqua.
Liv alz lo sguardo sul getto che usciva dalla bocca del drago, ricordando le parole della profezia:
La Chiave deve seguire la Mappa Celeste fino a Casa.
E l spegnere il fuoco del drago entro un ciclo lunare.
Ci era riuscita.
Con la stessa rapidit con cui laveva sopraffatta, il sussurro si allontan, tornando alla sua casa
di un tempo; e Liv cadde sulla sabbia del deserto, e tutto si fece nero.
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Capitolo 111.
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CON tutta quella confusione e il caos che si era creato, i soldati non sorvegliavano pi i
prigionieri. Alcuni guardavano su verso limpianto di trivellazione, osservando svanire le loro quote di
profitto; altri fissavano il deserto e la nube di polvere sollevata dai cavalieri sopravvissuti e vittoriosi, i
cui mezzi di trasporto avevano sconfitto le forze meccanizzate di Hyde dopo il miracolo del
carburante trasformato in acqua.
Gabriel si precipit da Liv per controllare che fosse ancora viva. Era molto debole. La prese in
braccio e corse verso ledificio pi vicino, sperando che un insediamento cos grande avesse un ambulatorio medico.
Hyde colse quel movimento con la coda dellocchio. Era ancora sconvolto, e cercava di capire
che cosa diavolo fosse successo: un attimo prima stava fantasticando sulla vita che aveva sempre
sognato e quello dopo se ne stava sotto la pioggia, povero come sempre. Non si raccapezzava, ma
sapeva che aveva qualcosa a che fare con luomo e la donna che ora stavano fuggendo. E li odi per questo.
Si avvicin allelicottero, prese lM4 da dietro il sedile e mir alla schiena delluomo in fuga.
Segu i suoi spostamenti, scegliendo un punto in cui il proiettile gli avrebbe trapassato il corpo e forse
avrebbe ucciso anche la ragazza.
Contrasse lindice, tir il grilletto. Lo Spirito comparve di fronte a lui, silenzioso e inatteso come sempre, e intercett il proiettile.
Udendo lo sparo, Gabriel si volt e vide il padre cadere, trascinandosi dietro anche Hyde.
Tutte le scene immaginate in giovent, quando fantasticava su che cosavrebbe potuto fare per
salvarlo, gli attraversarono per un attimo la mente. Alla fine era stato suo padre a salvare lui.
Vide Hyde spingere via il corpo inerte e imbracciare di nuovo larma. Poi scorse un movimento
confuso. Un cavaliere arriv al galoppo in direzione delluomo: il cavallo lo disarm con un calcio
proprio mentre esplodeva il colpo e lo calpest con gli zoccoli.
Gabriel non aspett di vedere se si sarebbe rialzato. Continu a correre verso ledificio pi vicino per portare Liv in salvo.
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Capitolo 112.
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LEDIFICIO era deserto. Si udiva solo il ronzio dellaria condizionata e il rumore del grande
getto dacqua che scrosciava sul tetto.
Gabriel trov linfermeria in fondo a un lungo corridoio e apr la porta con un calcio.
Delicatamente sdrai Liv su un lettino e le tast il collo per sentire il battito. Era regolare, ma lieve.
Lei apr gli occhi, le pupille ancora inerti. In un sussurro chiese: Ce labbiamo fatta?
Credo di s. Ora cerca di resistere.
Le parole della profezia gli ronzavano nella mente: ... entro un ciclo lunare altrimenti la Chiave
perir.
Apr un armadietto pieno di bende e guanti sterili. Gabriel era stato addestrato a prestare le cure
di primo soccorso sul campo di battaglia, che pi che altro consistevano nel lenire il dolore e limitare le
perdite di sangue, nulla che potesse tornargli utile in quella situazione.
Larmadietto accanto era chiuso a chiave: evidentemente era l che tenevano i medicinali.
Sollev la gamba per aprirlo con un calcio, ma in quel momento qualcuno entr dalla porta alle sue
spalle.
Gabriel si volt di scatto, pronto a combattere, ma cera un medico sulla soglia.
Laiuti, disse, afferrando luomo per il gomito e spingendolo verso Liv.
Il medico le controll il polso, la temperatura e i riflessi, nel tempo che Gabriel avrebbe
impiegato anche solo per scartare un cerotto.
 disidratata e sembra sotto shock, spieg alla fine. Niente di grave. La metter sotto flebo e
la terr leggermente sedata.
Gabriel annu. Altri passi nel corridoio, che si avvicinavano. Prese un bisturi da un vassoio di
strumenti e tese i muscoli, pronto a difendersi. Suo padre era ancora l fuori, forse ferito gravemente:
doveva tornare da lui.
La porta dellinfermeria si apr e lui si rese conto che era troppo tardi: lo stesso cavaliere che
aveva travolto Hyde teneva il corpo di suo padre tra le braccia. Gabriel prov un improvviso senso di
colpa: avrebbe dovuto farlo lui, non quello sconosciuto.
Il cavaliere distese John Mann sul secondo lettino e si fece da parte per lasciare il posto al
medico. Questi tagli la camicia intrisa di sangue appiccicata al torace, rivelando un foro di pallottola
netto ed evidente, che si infossava e ribolliva a ogni respiro. Quello era il genere di ferite che Gabriel
conosceva meglio: il risucchio significava che la pallottola aveva perforato il polmone, che presto si
sarebbe riempito di sangue condannando suo padre a morire soffocato. Il volto aveva perso colore e le
labbra erano gi cianotiche. Il medico afferr una maschera a ossigeno e la premette sulla bocca
ansimante; Gabriel si fece avanti e prese il suo posto, in modo che lui potesse pulire la ferita e
preparare un bendaggio occlusivo per cercare di riempire il polmone di aria. Si chin sul viso del padre,
che apr gli occhi.
Mi dispiace, figliolo, disse John Mann. Un giorno capirai. Un giorno spero che mi
perdonerai.
Gli occhi grigi si richiusero e il respiro affannoso cess. Gabriel guard la ferita al petto, che
non risucchiava pi aria e non si muoveva pi. Il medico afferr la maschera a ossigeno e la premette
forte sul viso del paziente con una mano, mentre con laltra chiudeva la ferita. Il petto si gonfi e laria
sibil intorno alla sua mano, ma quando la tolse torn a sgonfiarsi espellendo tutta laria. I polmoni
avevano smesso di funzionare. Se nera andato.
Il cavaliere che lo aveva portato l si volt verso Gabriel. Ab? domand.
Gabriel annu. S. Era mio padre.
Era un bravuomo.
S, rispose lui. S, lo era. Poi guard Liv: era ancora priva di sensi ma le guance avevano
ripreso colore e respirava profondamente. And da lei e la baci sulla fronte. La pelle era fresca e
lalito sul suo viso era caldo. Gabriel si rivolse al cavaliere indicando lAK-47 che portava a tracolla.
Me lo puoi prestare?
Il cavaliere glielo porse senza fare domande.
Grazie. Rimani qui e proteggila, proteggili tutti e due. Io torno subito.
Fu subito chiaro che il fucile non era necessario.
Fuori, nellinsediamento, ogni resistenza era cessata. Erano tutti troppo distratti dal miracolo a
cui avevano assistito per fare qualsiasi cosa. Si erano raggruppati in cerchio intorno alla fontana
dacqua che sgorgava dal pozzo di petrolio. A est il sole aveva iniziato a fare capolino dallorizzonte e
riempiva il cielo di arcobaleni.
Anche Hyde aveva gli occhi aperti, ma non vedeva nulla. Giaceva supino, locchio sinistro
dilatato e insanguinato nel profondo affossamento prodotto nel cranio dallo zoccolo del cavallo.
Gabriel lo guard e non prov niente. Aveva sempre desiderato trovare luomo che aveva ucciso suo
padre, ed era convinto che una furia pura e giusta avrebbe alimentato la sua vendetta, ma ora che lo
aveva trovato si sentiva vuoto. Suo padre non era luomo che lui aveva immaginato e nemmeno la sua
morte era stata come laveva immaginata. Aveva sofferto per troppo tempo sulla base di presupposti
falsi, ma adesso che la morte era arrivata davvero non cera pi niente da fare, se non perdonare.
Prese lM4 di Hyde, se lo mise a tracolla e contempl la scena surreale che si svolgeva intorno a
lui nel deserto, con lacqua che risaliva dalle profondit della terra e ricadeva come pioggia. Su
quellarido fazzoletto di terra, segnalato su una mappa per la quale re e imperatori avevano combattuto
sanguinose guerre.
Lultimo pezzo del puzzle.
Non gli ci volle molto per trovare la sala operativa: la porta era chiusa a chiave, cos fece un
passo indietro e con lM4 esplose una breve scarica contro la serratura. Poi le sferr un calcio ed entr.
Appesa alla parete cera una grande mappa topografica della zona, con vari segnalini a indicare
i siti di scavo, e al centro della stanza un tavolo coperto di tabelle sismiche e vecchi frammenti di
antiche tavolette. Cerano anche copie dei documenti dei servizi segreti iracheni che Washington gli
aveva mostrato. Ma non cera nulla che gli interessasse.
La Mappa Celeste era in un cassetto, da sola, dentro un contenitore di polistirolo ritagliato su
misura. Era di granito nero, crepata e sbeccata ai bordi, ma i simboli che vi erano incisi erano ancora
netti e chiari. La dottoressa Anata aveva ragione: al centro cera la stessa T che aveva visto sullImago
Mundi del British Museum; il riferimento centrale era lo stesso: lantica citt di Babilonia, vicino
allattuale Al-Hillah. Riconobbe i puntini che rappresentavano la costellazione del Dragone e
segnavano la via verso un gruppo di simboli che indicavano il luogo esatto in cui si trovava il giardino:
un albero, alcuni segni che probabilmente si riferivano alle distanze e una figura umana stilizzata.
Gabriel sollev la pietra e ne saggi il peso: non cera da stupirsi se suo nonno non aveva voluto
portarsela dietro gettandosi nel fossato. Con le dita sent che sul retro cerano altri segni e la gir: la
superficie era coperta di fitta scrittura, apparentemente in due lingue diverse, entrambe sconosciute.
Tutto intorno cerano gruppi di puntini che raffiguravano altre costellazioni.
Prese il telefono dalla tasca e fotograf entrambi i lati della tavoletta. Poi scatt altre fotografie
alla stanza, alle mappe e ai documenti sul tavolo. Quindi fu la volta del logo della Dragonfield.
Raggrupp tutte le immagini in un file e lo alleg a une-mail. Usc, dove il segnale era pi forte, e
aspett che il messaggio venisse inviato.
Poco distante, un cavallo si abbeverava nel bacino che poco prima era stato pieno di petrolio.
Una scena a cui avrebbe potuto assistere ogni santo giorno fin dalla notte dei tempi. In cielo la luna era
ormai sparita, spazzata via dalla luminosit del sole appena sorto. Gabriel respir a fondo, riempiendosi
i polmoni di aria umida. Non cera pi nemmeno lodore della piattaforma di trivellazione, cera un
profumo fresco e naturale, come di arance.
... entro un ciclo lunare, diceva la profezia. E grazie a Dio ce lavevano fatta, ma per un pelo.
Nessuno sapeva a che cosa era scampato... o quasi nessuno.
Gabriel mise il telefono al riparo da quella pioggerellina sottile e compose un numero.
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Capitolo 113.
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ATHANASIUS era nellappartamento del Prelato e sciacquava una benda sudicia, quando sent
il telefono vibrare nella tasca. Guard luomo legato al letto: Dragan delirava da quando la
Lamentazione lo aveva colpito, tuttavia aveva ancora momenti di lucidit durante i quali esternava con
fervore tutto il suo odio. Meglio essere prudente.
Appoggi la benda e attravers rapido la stanza fino a una finestra che dava sul giardino: erano
precluso ai civili, quindi nessuno poteva vederlo, e gli abitanti della Cittadella erano occupati a prestare
servizio nelle numerose infermerie allestite in tutta la Montagna, oppure erano legati ai letti e
cercavano di liberarsi per potersi grattare a morte. Athanasius scrut comunque il giardino in cerca di
qualche movimento prima di prendere il telefono e rispondere.
Pronto?
Lei  a casa, disse Gabriel.
Athanasius chiuse gli occhi, sollevato. Era tutto finito. Grazie a Dio, rispose. Non sono
riuscito a trovare la mappa, e allora ho avuto paura che fosse tutto perduto. Mi dica, com lEden?
Non se lo immaginerebbe mai.
Ma siete sicuri che sia il posto giusto?
Assolutamente.
Un gemito echeggi nella stanza: Dragan che strattonava le cinghie.
Che cosera? domand Gabriel.
Una povera anima colpita dalla piaga.
Ci fu un attimo di silenzio allaltro capo della linea. Che piaga?
 una specie di... infezione. Il primo caso  stato registrato circa quarantotto ore fa, e poi ce ne
sono stati di nuovi quasi ogni ora. Fino a questo momento, nessuno  sopravvissuto. Stiamo cercando
di limitare il contagio con la quarantena. I soggetti infetti diventano contagiosi solo dopo che si sono
manifestati i primi sintomi, quindi siamo riusciti a isolarli e a rallentare la diffusione della piaga. Ma
adesso il Sacramento  stato restituito, quindi secondo le parole della profezia la piaga non dovrebbe
espandersi. Rimarr qui, chiusa nella Cittadella.
Quali sono i sintomi?
Tutte le vittime hanno riferito di un forte odore di arance, seguito da unimprovvisa e violenta
emorragia dal naso.
Allaltro capo della linea ci fu un lungo silenzio.
Pronto? Nessuna risposta.
Athanasius guard il telefono: lo schermo era nero, si era scaricata la batteria. Se lo infil in
tasca mentre un altro gemito lo richiamava al letto.
Dragan stava sognando, gli occhi si muovevano dietro le palpebre annerite. Pareva lamentarsi e
parlare nel sonno.
Athanasius si chin per cercare di cogliere le parole, e riconobbe brani del Padre Nostro ripetuti
allinfinito in una penosa cantilena.
...rimetti a noi i nostri debiti... come noi li rimettiamo ai nostri... rimetti a noi i nostri
debiti... come noi li rimettiamo ai nostri...
Athanasius prese una pezza bagnata da una ciotola accanto al letto e la poggi sulla fronte calda
di Dragan. Io ti perdono, disse.
Gli occhi rossi si spalancarono di colpo e misero a fuoco lorigine della voce. Tu, disse
Dragan, sempre tu. Il Sacramento ritorner, e allora vedremo.
Athanasius scosse la testa. Il Sacramento  tornato alla casa a cui appartiene, rispose. Non
torner mai pi nella Cittadella.
Dragan lo fiss, poi il suo viso si contrasse. In questo caso  tutto finito, gemette. Ci hai
rovinati tutti, la fine dei giorni  vicina.
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Capitolo 114.
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GABRIEL rimase a fissare il vuoto sotto la pioggia leggera, ripensando ai dettagli di quella
telefonata.
Il primo caso  stato registrato circa quarantotto ore fa, aveva ammesso Athanasius.
Lui era stato nella Cittadella meno di quarantotto ore prima, e quindi dopo che la piaga aveva
gi preso piede.
Ricordava il grido agghiacciante che si era levato dalle profondit della Montagna e Athanasius
che si allontanava precipitosamente per occuparsene.
Ora si domandava se la stanchezza che sentiva fin dentro le ossa e il corpo dolorante fossero
dovuti a qualcosa di pi inquietante della mera fatica, e se tutto ci che aveva toccato potesse a sua
volta essere infetto.
Si volt a guardare ledificio principale e immagin Liv l dentro, sdraiata sul lettino, fragile e
vulnerabile.
Lui era infetto? Aveva infettato anche lei?
Avrebbe voluto con tutto se stesso rientrare e sedersi accanto al suo letto, tenerle la mano in
attesa che si svegliasse, ma sapeva di non poterlo fare. Per prima cosa doveva pensare alla sicurezza di
Liv... alla sicurezza di tutti.
Stiamo cercando di limitare il contagio con la quarantena, aveva detto Athanasius. I soggetti
infetti diventano contagiosi solo dopo che si sono manifestati i primi sintomi... un forte odore di
arance, seguito da unimprovvisa e violenta emorragia dal naso.
Si pass il dorso della mano sotto il naso: non cera sangue, ma lodore di arance era quasi
insopportabile. Per aveva cominciato da pochissimo a sentirlo: il sintomo era recente, cera ancora la
possibilit di limitare il contagio.
Senza fermarsi a pensare, Gabriel si diresse al capanno dei mezzi di trasporto, tenendosi a
distanza da chiunque incrociasse. Prese un paio di borracce dacqua e una razione di cibo dalla cabina
di un furgone, poi torn al bacino.
Il cavallo alz gli occhi quando Gabriel si avvicin. Lui allung la mano e lo carezz,
parlandogli dolcemente mentre caricava le poche provviste nelle borse e sistemava lM4 di Hyde
nellapposito supporto della sella. Pens a suo padre, sdraiato sul lettino accanto a Liv nellinfermeria,
e finalmente comprese il suo sacrificio. Sperava che un giorno Liv lo avrebbe perdonato per ci che
stava per fare, proprio come lui ora perdonava suo padre.
Il cavallo super il fango e le pozze dacqua, galoppando verso la terra arida.
Gabriel punt gli occhi allorizzonte, senza guardarsi indietro.
Non si fidava di se stesso.
Continu a cavalcare verso nord, inseguito dallodore di arance, finch spar nel deserto.
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Capitolo 115.
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ARKADIAN era di nuovo seduto alla sua scrivania, al quarto piano della stazione di polizia.
Sapeva che tutto ci a cui aveva lavorato presto sarebbe stato di dominio pubblico, perci non vedeva
motivo di insistere con la prudenza. Termin il rapporto e lo rilesse.
Le-mail di Gabriel gli aveva fornito i tasselli mancanti: ora poteva collegare la Chiesa alla
Dragonfield, alla mappa con lesatta collocazione dellEden e allenorme prestito che aveva coperto
quellimpresa segreta. In effetti, stavano cercando tesori sepolti, ma non le leggendarie ricchezze di
Alessandro Magno e di re Creso, bens ricchezze pi moderne. I giacimenti sotterranei di petrolio
trovano origine da alberi e cespugli preistorici decompostisi nellarco di milioni di anni fino a
trasformarsi in greggio. Date le dimensioni, lantichit e la segretezza in cui era sempre stata avvolta la
sua collocazione, il giardino dellEden era diventato, nel tempo, il giacimento di petrolio pi grande e
pi ricco esistente al mondo. La Chiesa non voleva trovare lEden per ragioni religiose, ma solo per
estrarre dal passato - dal passato di tutti - ci che occorreva per salvaguardare il suo futuro.
Arkadian alleg il rapporto a una mailing list che aveva preparato e che includeva gli indirizzi
di tutti gli organi dinformazione che era riuscito a trovare - grandi e piccoli, locali e internazionali -
oltre a quelli di molti blog politici indipendenti. La lista comprendeva anche lInterpol, gli uffici
stampa di un certo numero di governi e il Vaticano. Aveva lasciato gli indirizzi ben visibili, in modo
che ciascun destinatario sapesse chi aveva ricevuto la documentazione, e quelli che erano gi implicati
si rendessero conto che era impossibile insabbiare tutto. Era il suo modo di spargere i semi ovunque,
perch mettessero radici dove trovavano terreno fertile. Gli piacevano le implicazioni bibliche di tutto
questo.
Infine invi il rapporto allintero dipartimento di polizia di Ruin, lo copi su una chiavetta USB
che si mise in tasca, prese la giacca dallo schienale della sedia e torn a casa da sua moglie.
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PARTE SETTIMA.
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Ma la terra venne in soccorso alla donna: apr la sua bocca e inghiott il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca.
Libro della Rivelazione, 12, 16.
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Capitolo 116.
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LIV si trovava di nuovo in un sogno di oscurit, ma questa volta non aveva paura; questa volta
sapeva che cosa conteneva quelloscurit. Emergendo dal sogno tese la mano in cerca di Gabriel, come
aveva fatto nella grotta, ma lui non cera.
Apr gli occhi.
Si trovava in uninfermeria, ma per quanto non le fosse familiare si sentiva a suo agio, come se
fosse... a casa.
Cera un altro letto. Era occupato da John Mann, immobile nellestremo riposo: Liv cap che era
morto, ma percep anche la sua pace. Scese dal letto e si avvicin per stargli accanto, poggiando la
mano sulla sua. Era in ansia per Gabriel; si domand dove fosse e perch non vegliasse il padre, che
aveva ritrovato e perduto di nuovo nello spazio di poche ore. Adesso era davvero orfano, come lei. Per
non era solo, non lo sarebbe mai stato: aveva lei, e lei aveva Gabriel.
Usc in corridoio, attirata dai rumori allesterno. Ledificio sembrava deserto, tutti i suoni
provenivano da fuori. Percorse il corridoio e vide la porta in fondo, con il telaio divelto.
La Mappa Celeste era sul tavolo dove Gabriel laveva lasciata. Con gli occhi segu le
costellazioni disegnate sulla superficie e riconobbe il Dragone, il Toro e il Grande Carro, ma not
anche che questultimo aveva una stella in pi, incisa pi profondamente delle altre, e una linea la
collegava a un punto del testo. Nessun sussurro annunci larrivo di una traduzione: questa volta Liv
riusc a leggere direttamente lo scritto.
Il Sacramento torna a Casa e la Chiave guarda al Cielo
Una nuova stella  nata con un nuovo Re in Terra
Per portare ordine fino alla fine dei giorni.
Era come se la sostanza del Sacramento si fosse impressa in lei in modo permanente. Prese la
pesante tavoletta e la gir, sperando che sullaltro lato ci fosse ancora qualcosa. Trov un biglietto.
Mia cara Liv,
niente  facile, ma lasciare te  la cosa pi difficile che io abbia mai fatto. Adesso so quanto
deve aver sofferto mio padre quando ha dovuto lasciarci. Spero un giorno di tornare, nel frattempo
non cercarmi, sappi solo che ti amo. E rimani al sicuro, verr io a cercarti.
Gabriel
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Capitolo 117.
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IL dottor Harzan passeggiava nervosamente sul bordo della fossa in cui lelicottero era sepolto.
La maggior parte dei reperti era ormai stata recuperata, ed era pronta per essere spedita in
Turchia, dove finalmente sarebbe stata trasferita nella grande biblioteca, come sarebbe dovuto accadere
dodici anni prima. La consapevolezza che il suo compito dopo tanto tempo fosse sul punto di
concludersi gli dava unimmensa soddisfazione.
Eppure...
Tutti avevano sentito gli spari in lontananza, provenienti dallinsediamento principale. Da quel
momento lui non era riuscito a contattare nessuno via radio, ricevendo soltanto una serie di scariche di
energia statica, e la cosa lo metteva a disagio. Forse avevano la radio guasta, quella dannata sabbia
sinfilava dappertutto. Anche lincontro con John Mann, prima dellalba, lo aveva inquietato: gli aveva
ricordato che la storia poteva ripetersi e creare problemi, anche quando si era sicuri che fosse morta e
sepolta. Quei reperti, con versioni alternative dei racconti della Bibbia, ne erano la prova tangibile:
prima fossero stati messi al sicuro dove nessuno avrebbe potuto trovarli, meglio sarebbe stato.
La testa di Harzan rincul quando la raffica di proiettili gli centr locchio, portandogli via
quasi tutta la parte posteriore del cranio. Cadde a terra e scivol sul fondo della fossa, fermandosi
contro la fusoliera metallica del drago morto proprio nel momento in cui anche il rumore della raffica
sparata dallM4 si dissolveva echeggiando nel deserto.
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Capitolo 118.
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IL cardinale Clementi era alla scrivania e fissava il monitor del computer. Il telefono stava
squillando, ma lui pareva non accorgersene. Era accasciato sulla sedia, la testa china fin quasi a toccare
il petto, le spalle abbandonate e curve come se lenorme massa del suo corpo lo stesse trascinando
verso il basso. Una sigaretta gli penzolava dalle labbra inerti, con pi di un centimetro di cenere in
fondo. Sul monitor cera une-mail inviata da Pentangeli:
Riscuoteremo i nostri prestiti domattina allapertura di Wall Street. Nel caso lei mancasse di
onorare il debito, eccole un facsimile delledizione locale del Wall Street Journal di domani mattina.
Sotto il testo cera la simulazione della prima pagina con il titolo: BANCAROTTA DELLA CHIESA.
Oltre lo squillo continuo del telefono, Clementi ud dei passi che si avvicinavano frettolosi
lungo il corridoio di marmo; molte persone, a giudicare dal rumore. La prima che arriv inizi a
bussare forte alla porta. Clementi sussult e la cenere gli cadde dalla sigaretta sullimmensa distesa
nera dellabito cardinalizio. La maniglia ruot, ma la porta non si apr, se non altro aveva avuto
laccortezza di chiuderla a chiave. Non che questo li avrebbe tenuti lontano per molto, la porta era
progettata per mantenere la privacy, non per resistere a un assedio. Presto avrebbero fatto irruzione nella stanza.
Clementi cancell le-mail, come se questo potesse cancellare anche la notizia che recava, poi si
alz faticosamente dalla sedia e and alla finestra.
Cera gi un sacco di gente radunata in piazza San Pietro a guardare verso il Palazzo
Apostolico. Ma non si trattava di fedeli che speravano di vedere Sua Santit anche solo per un attimo;
era una folla di giornalisti che sistemava telecamere e attrezzature preparandosi a cavalcare la notizia
del momento, e questa volta era davvero lui che cercavano.
Alle sue spalle la porta continuava a sbatacchiare sotto i colpi e il telefono squillava, ma
Clementi and avanti a fumare la sua sigaretta e a osservare il panorama, come fosse un giorno
qualsiasi. Nonostante tutto quello che era successo, era ancora convinto che il suo fosse stato un buon
piano: se avesse reso pubblica la scoperta del giardino dellEden, la Chiesa si sarebbe semplicemente
ritrovata con lennesimo santuario nel bel mezzo di una terra che ora apparteneva a unaltra religione.
Che vantaggio ne avrebbe avuto? Il petrolio era diverso, era denaro liquido che avrebbe potuto scorrere
nelle sue vene avvizzite e cambiare tutto. Sarebbe stato il dono di Dio per la sua missione sulla terra, un
miracolo moderno, un mito trasformato in denaro. Ma, per qualche ragione, non sarebbe accaduto.
Clementi fece un ultimo tiro dalla sigaretta, poi lappoggi con cura nel posacenere di marmo,
lasciando che bruciasse sino al filtro. Sal sullalto davanzale della finestra e guard gi verso la folla.
Sent le espressioni di sgomento delle persone nel vederlo e pens al monaco che si era arrampicato in
cima alla Cittadella, dando inizio a tutto quanto. Allarg le braccia a formare una croce, proprio come
lui, e rimase cos, con la testa china, finch sent la porta spalancarsi alle sue spalle.
Solo Dio potr comprendere, pens piegandosi in avanti, e il peso lo trascin verso il cortile di
marmo quattro piani pi sotto. E solo Dio pu perdonare.
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Epilogo.
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IL sole cominciava a sorgere su Ruin, proiettando lombra lunga e cupa della Cittadella sui
tavoli e le sedie che gi invadevano le vie davanti ai caff e ai ristoranti lungo il terrapieno. I turisti non
erano ancora arrivati, ma la campana della chiesa stava suonando, a indicare che i cancelli ai piedi della
collina sarebbero stati aperti lasciando entrare pellegrini e visitatori.
Yunus appoggi rumorosamente lultima sedia pieghevole sulle grandi lastre del selciato e
resistette al desiderio di crollarvi sopra: sudava nonostante laria pungente del mattino e ogni muscolo
del suo corpo gemeva di dolore. Era ormai un mese che svolgeva due lavori per racimolare il
necessario per pagarsi liscrizione alla Gaziantep niversitesi a settembre. Aveva fatto il conto che
lavorando sodo per tutta lestate sarebbe riuscito a sostenere gran parte delle spese dellanno seguente,
sempre che non perdesse altri giorni a causa di esplosioni, terremoti e assurdit simili che di recente
avevano fatto chiudere la citt vecchia e tenuto lontano i clienti. In quei giorni per aveva avuto la
possibilit di recuperare un po del sonno perduto, perci tutto sommato gli erano tornati utili.
Soffocando uno sbadiglio rientr nel locale, dove zia Elmas stava versando germogli di
cardamomo e chicchi di caff nel macinino.
Hai laria stanca, gli disse, gli occhi ancora acuti e penetranti nel viso rinsecchito come un
guscio di noce.
 tutto a posto, ho solo bisogno di un po di caff.
Fece per prendere dal bancone uno dei bicchieri per il kahve, ma calcol male le misure e gli
cadde sul pavimento di legno. Rimbalz e rotol via, per miracolosamente non si ruppe.
Va a sdraiarti prima di spaccare qualcosa, sibil lei, guardandosi alle spalle per assicurarsi
che nessun altro dipendente sentisse. Ti chiamo quando comincia ad arrivare gente.
Yunus stava per protestare, ma ci ripens. Zia Elmas non era il tipo che cambiava idea
facilmente, e in quel momento lui non aveva la forza di discutere. Magari un pisolino era quel che ci
voleva. Raccolse il bicchiere, lo rimise sul bancone e sgattaiol dietro la tendina scacciamosche per
salire le scale che portavano al suo alloggio segreto.
Era stata zia Elmas a proporgli di abitare l dopo che aveva ottenuto un lavoro come spazzino
notturno. Ogni sera lei registrava la sua uscita sul foglio dei dipendenti e il capoturno della squadra di
pulizia registrava la sua entrata in servizio, perci sulla carta Yunus lasciava la citt vecchia tutte le
sere a fine turno e tornava la mattina. In realt era quasi un mese che non metteva piede fuori dalla citt
vecchia, non era uscito nemmeno durante le evacuazioni: la sua paga al caff comprendeva il vitto, e
per tutte le altre necessit cera un bagno al primo piano. Quella soluzione era perfetta, e gli permetteva
di risparmiare un sacco di soldi per gli spostamenti. Gli piaceva anche lidea che, a parte i monaci della
Montagna, lui era probabilmente lunica persona che viveva l dopo oltre centocinquantanni.
Alluniversit avrebbe studiato storia e turismo, quindi quel genere di cose lo entusiasmavano.
Yunus raggiunse la stanza in cima alledificio e croll sulla brandina nascosta dietro un muro di
scatole di cartone. La sua stanza era una cella quadrata di due metri e mezzo per lato, che fungeva
anche da magazzino per le scorte. Nel tetto cera un lucernario grande come un libro tascabile, che
lasciava entrare pochissima aria e luce ma gli permetteva di vedere la Cittadella, se si metteva in punta
di piedi. A volte, a notte fonda, se il vento tirava nella direzione giusta, gli arrivava un odore di fumo
dalla Montagna, e udiva i rumori della vita allinterno. Anche quello gli piaceva, lo faceva sentire parte
di qualcosa di antico e misterioso, anche se di recente i rumori che aveva udito erano inquietanti.
Sembravano gemiti angosciosi e lamenti di dolore. Quello no, non gli era piaciuto, trovandosi tutto solo
nel buio della citt vecchia deserta.
Yunus chiuse gli occhi e cerc di riposare. La stanza gli pareva pi calda del solito: in genere
lui dormiva tra le due di notte e le sei del mattino, il momento pi fresco, e il resto del tempo lavorava.
Chiss che caldo avrebbe fatto in estate! Poteva sempre traslocare se fosse diventato insopportabile,
oppure sistemarsi a uno dei piani pi bassi; ma fino ad allora sarebbe rimasto e si sarebbe procurato dei
tappi per le orecchie per non sentire gli strani rumori della notte.
Respir lodore polveroso delledificio antico, mescolato ai profumi del cibo che salivano dal
locale. Sentiva laroma del caff che veniva tostato e quello delle arance fresche spremute, un odore
forte come se i frutti fossero l nella sua stanza... cosa impossibile, perch zia Elmas non serviva succo
darancia fresco.
Forse arrivava da qualche altra parte, portato dalla brezza attraverso la minuscola apertura del lucernario; magari veniva dalla Cittadella.
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FINE.
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Ringraziamenti.
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CHI ha letto i ringraziamenti in Sanctus forse ricorder che ho descritto il processo di stesura del primo libro come una grande festa che uno prepara per anni senza sapere se davvero verr qualcuno. Be, per fortuna qualcuno  venuto, perci prima di tutto vorrei togliermi il cappello e rivolgere un profondo inchino a tutti coloro che hanno letto il mio precedente romanzo e rallegrato le mie giornate scrivendomi su Twitter o Facebook per dirmi quanto lo avevano apprezzato. Se avete
voglia di contattare uno scrittore e a frenarvi  la timidezza o il timore di disturbare, non ci pensate: fatelo! Noi scrittori trascorriamo gran parte dellanno soli con i nostri pensieri chiusi in una piccola stanza, e qui e di i messaggi dei lettori sono come raggi di sole che illuminano la nostra prigione buia e intransigente.
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Ho scoperto che anche scrivere il secondo libro  come preparare una grande festa. Solo che questa volta ci si muove allombra della festa precedente, sperando che le stesse persone che sono intervenute alla prima saranno presenti anche a questa e non se ne andranno via subito. Per la preparazione devo ringraziare in modo particolare la mia impareggiabile agente allo studio LAW, Alice Saunders, che agisce solo nel senso positivo del termine; e Mark Lucas e Peta Nightingale per aver organizzato quel pranzo proprio al momento giusto al Ping Pong. Devo anche moltissimo a tutto lo staff della ILA, che ha letteralmente diffuso il mio verbo nel mondo.
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Alla HarperCollins ho la grande fortuna di avere il sostegno di due brillanti e adorabili editor, Julia Wisdom in Gran Bretagna e David Highfill negli Stati Uniti, oltre che di uneccellente squadra di redattori, grafici, addetti al marketing e alle vendite, che hanno scelto la veste grafica giusta per il libro e lhanno messo nelle mani delle persone adatte.
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Vorrei anche ringraziare gli editori internazionali che hanno acquistato Sanctus, molti dei quali ho conosciuto; vorrei incontrarli tutti per poter offrire loro da bere e sorridere come un idiota ubriaco. Infine voglio ringraziare soprattutto i miei figli, Roxy, Stan (e Beanie, che  in arrivo), e mia moglie Kathryn, inesauribili fonti di ispirazione, per laffetto e il sostegno che mi hanno dato, senza i quali tutto ci sarebbe stato impossibile, e comunque privo di senso.
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FINE.